Lettera T

T – Tantino Giovanni, Tataranni Onofrio, Torraca Michele, Tortorelli Eustachio, Tortorelli Giovanni, Tortorelli Nicola, Turi Giuseppe

Tantino Giovanni

Scultore – Di Ariano Irpino, fu artefice di rara alacrità, riuscendo a realizzare a Matera, in soli due anni, un’opera monumentale, deliberata dal Capitolo della Cattedrale.
Il Tantino offrì alla comunità materana un coro artigianale di grande interesse e di grande pregio artistico, soprattutto per i raffinati intagli in noce, istoriati con delicati fregi.
Il bellissimo coro fu sistemato nel 1453 nella navata centrale, nel Settecento, dopo che l’Arcivescovo Brancaccio ne decise lo spostamento e l’aggiunta di 9 stalli, necessari per coprire la parete di fondo.
Il coro, capace di contenere 100 posti, è articolato in due ordini, di cui il superiore è più elaborato e impreziosito rispetto a quello inferiore. Il primo ordine era, probabilmente, riservato ai Canonici, il secondo veniva abitualmente occupato dai Mansionari.

Tataranni o Tataranti Onofrio

Religioso – Nacque a Matera nel 1734; trascorse gran parte della sua vita a Napoli dove morì il 27 marzo 1803.
Fu canonico della Cattedrale di Matera e, in seguito, direttore della Paggeria del Principe di Francavilla di Napoli. Fu uomo di studio e in modo particolare s’interessò di filosofia e di scienze matematiche.
Esprimeva personali principii e non si lasciava mai condizionare, così, nonostante la sua condizione di ecclesiastico, aderì e fece sue le idee innovatrici diffuse dalla Rivoluzione napoletana del 1799.

Torraca Michele

Docente – Deputato lucano al Parlamento – Nacque da modesta famiglia borghese il 20 aprile 1840, in Pietrapertosa, paesello posto nel cuore della Basilicata ed addossato ad aspre ed erte rocce montane, definite “Le Dolomiti Lucane”.
Ancora giovane frequentò il Seminario materano.
Michele Torraca, per i moti che scoppiarono a Napoli nel 1860, fu costretto ad interrompere gli studi e a ritornare a Pietrapertosa, ma, non trovando adeguato spazio al suo ingegno e alla sua attività, ripartì per Napoli, dove visse il periodo più difficile e più eroico della sua esistenza.
Pur senza risorse e privo di esperienza, non si perse d’animo e si dedicò all’insegnamento, provvedendo anche al mantenimento del fratello. Nel frattempo si dedicava al giornalismo; qui trovava la sua vera via e vocazione, col combattere le più nobili battaglie, per moralizzare la pubblica amministrazione e per riportare le coscienze agli antichi valori.
L’ex seminarista non esitava a far duelli e corse a raggiungere il manipolo che si raccolse intorno a Garibaldi.
Nel 1880, infine, si trasferì a Roma.
Nel 1886 fu eletto alla Camera, rappresentante del Collegio di Matera e, con largo suffragio, rieletto negli anni seguenti. Operò in varie Commissioni e fu Presidente di quella che s’interessava della vigilanza sulla Biblioteca della Camera.
Fu membro della Giunta permanente che formulò il regolamento interno delle procedure elettive e dei provvedimenti legislativi e fu anche relatore per la revisione delle liste elettorali.
Il suo senso politico e la vigoria della dialettica si rivelarono in molti dei discorsi da lui pronunciati.
Nella seduta parlamentare del 20 giugno 1902, da lunghi anni deputato, presentò della Basilicata un quadro impressionante, parlando di devastazioni, di terre abbandonate, di aree infestate dala malaria, di abitati pericolanti e di emigrazione.
Divenne più tardi Consigliere di Stato, compiendo con alto senso del dovere i compiti che man mano gli venivano affidati. In particolare sostenne e fece trionfare la tesi della competenza della IV sez. edl Consiglio di Stato, in materia di scioglimento dei Consigli Comunali, tracciando in quel modo la via per arrestare le prevaricazioni del potere esecutivo.
A lui si deve una giurisprudenza larga e liberale, sanzionata con numerosi progetti di legge.
La morte lo colse il 23 agosto del 1906, su un greppo delle Alpi, mentre si accingeva a cogliere una stella alpina.

Tortorelli Eustachio

Docente – Cultore dell’arte – Fu uomo di notevole cultura e di spiccate doti educative; insegnò lingua e letteratura francese nelle Scuole medie materane fino al 1966, anno in cui si trasferì a Napoli per volere dei familiari. I suoi variegati interessi lo portarono a spaziare in vari campi del sapere, pertanto si interessò di filosofia, di storia dell’arte, di storia, di geografia, di filologia e di architettura.
Pur vivendo a Napoli, non mancava di ritornare a Matera, ritrovando la sua città, gli amici, gli affetti.
Morì il 27 settembre 1992. Era nato a Matera il 19 dicembre 1912, da una modesta famiglia e aveva frequentato le Scuole elementari sotto la guida del maestro Lamacchia, esperto calligrafo.
Proseguì gli studi presso la Scuola di Avviamento Professionale, istituita nel periodo fascista, a seguito della legge Gentile, che aveva elevato l’obbligo scolastico fino a 14 anni di età e presso l’Istituto Magistrale locale, istituito nel 1930 al posto delle Scuole Normali. Per sopperire agli oneri e alle tasse scolastiche collaborò alla decorazione di ceramiche, lavorando presso la fabbrica di laterizi dell’imprenditore Gioacchino Cappelluti.
Nel 1930 organizzò la sua prima mostra di pittura nei locali dei Circolo Unione, allora posto in piazza Plebiscito; i dipinti vennero giudicati dal critico d’arte Matarrese. Partecipò ad altre rassegne pittoriche nel 1932 e 1933, sempre con larghi consensi della stampa.
S’iscrisse all’Università di Napoli e frequentò i corsi di Lingua, Letterature ed Istituzioni Europee, presso l’Istituto Orientale e nel 1940 conseguì il dottorato. Negli anni ’50 fondò l’Alliance Francaise, agevolando i rapporti di scambio tra la Francia e l’Italia, con l’organizzazione di mostre, convegni, concerti di artisti francesi.
Gli furono conferiti il titolo di Officier D’Academie, la medaglia d’argento dal Ministro della cultura francese e l’incarico di Ispettore onorario delle opere di antichità e di arte di Matera.
Nel 1962 ricevette dal Presidente della Repubblica la medaglia di bronzo come “Benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte”.

Tortorelli Giovanni

Dottore – Nacque a Matera il 10 maggio 1841 e morì nella sua città il 1° agosto 1870.
Anch’egli fu con i “Mille” di Garibaldi e partecipò con Pentasuglia alla II Guerra d’Indipendenza. Esercitò la professione medica.

Tortorelli Nicola

Docente universitario – Emerito studioso ed insigne cultore delle discipline zootecniche. Nacque a Matera il 4 giugno 1900, morì a Genova nel 1982. Partecipò a soli 18 anni alla prima guerra mondiale.
Si laureò presso la Facoltà Agraria di Portici nel 1925 e nel 1930 conseguì la libera docenza in Zootecnia.
Lo studioso materano operò per lo più a Foggia, dirigendo l’ovile e l’Osservatorio Nazionale. Operò come Assistente presso l’Istituto di Zootecnia, diretto in quel tempo dal professor Renzo Giuliani. Si trasferì a Napoli a Firenze nel 1930, a seguito della libera docenza conseguita in Zoognostica e Zootecnia generale.
Dal 1938 al 1956 divenne docente presso la Facoltà di Agraria nell’Università di Bari. Dal 1957 al 1970, infine, diresse l’Istituto della Facoltà di Scienze Agrarie dell’Università di Palermo.
Nei suoi 45 anni di attività Tortorelli ha pubblicato un centinaio di opere di carattere scientifico e divulgativo, oltre ad un testo di zootecnia speciale, adottato dagli studenti della Facoltà d’Agraria.
Tortorelli fu anche Presidente della Deputazione Provinciale di Matera dal 5 marzo 1949 al 13 luglio 1952.

Turi Giuseppe

Magistrato – Nacque a Ginosa (Ta) il 20 maggio 1906 da genitori materani. Fu Presidente aggiunto della Corte Suprema. Gli fu conferita il 20 maggio 1976 l’onorificenza di Gran Croce.

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