Le 10 cose da vedere a Matera

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I celebri rioni Sassi di Matera: dal passato miserabile all'orgoglio nazionale

(i rioni Sassi di Matera)

In passato luogo di miseria ed arretratezza, definiti “Vergogna Nazionale” intorno agli anni ’50, da alcuni decenni i Sassi di Matera (suddivisi in Sasso Barisano, Sasso Caveoso e Civita) sono tornati a vivere ed oggi rappresentano la cartolina più famosa della città, oltre che un orgoglio nazionale. Gli antichi rioni scavati nel tufo hanno ospitato fino agli anni ’50, in condizioni a dir poco disumane, un numero di abitanti di gran lunga superiore rispetto alle reali possibilità. Successivamente sono stati abbandonati tra il 1950 e 1970 a seguito dello sfollamento imposto a partire dal 1952 dal governo italiano, capitanato dal primo ministro Alcide De Gasperi. Solo negli ultimi decenni le grotte e le abitazioni sono state strappate al degrado, divenendo protagoniste di un’intensa opera di recupero che ha permesso ai Sassi di essere restituiti all’umanità come Patrimonio Mondiale UNESCO; il riscatto della città si è completato il 17 ottobre 2014, quando Matera è stata eletta Capitale Europea della Cultura 2019. Il centro storico di Matera rappresenta uno straordinario esempio di come l’uomo ha saputo adattare la natura alle proprie esigenze di vita. Osservando di giorno questo magnifico spettacolo lo sguardo si perde tra i vicoli, non riuscendo più a distinguere le case, i tetti e le strade, mentre lo sfondo è dominato dalle grotte della Murgia Materana; di notte la metamorfosi, di colpo appare il presepe illuminato, da ammirare rigorosamente in silenzio.

Ogni scorcio è una cartolina, ogni angolo trasmette delle emozioni diverse. Tra le ripide discese dei Sassi sbucano come funghi le chiese rupestri scavate nella roccia (tra cui Santa Maria di Idris e San Giovanni in Monterrone, Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, San Pietro Barisano e Santa Lucia e Sant’Agata alle Malve), le chiese costruite (come San Pietro Caveoso e Sant’Agostino), le numerose botteghe di artigiani, le case grotta, numerose mostre e musei. Attraverso questi luoghi è possibile fare un tuffo nel passato e rivivere quella che un tempo era la vita e l’atmosfera che qui si poteva respirare. In quelli che fino a qualche decennio fa erano ambienti malsani e putridi, in cui le epidemie trovavano terreno fertile per diffondersi tra la popolazione, dove uomini ed animali combattevano spalla a spalla per la sopravvivenza, oggi sono nati ottimi ristoranti, b&b, alberghi di lusso e locali serali.

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La Cripta del Peccato Originale e le chiese rupestri di Santa Barbara, Madonna di Idris e San Giovanni in Monterrone: le perle della capitale dell’arte rupestre

(la Cripta del Peccato Originale o Grotta dei Cento Santi)

La Cripta del Peccato Originale è forse la testimonianza più splendente dell’arte rupestre nel materano, un sito conservato perfettamente ed assolutamente da visitare. Il percorso multimediale al suo interno risalta i pregevoli affreschi di origine longobardo-bizantina, databili intorno al IX secolo, raffiguranti diverse scene del vecchio testamento tratte dalla Genesi. Le pitture all’interno hanno permesso alla Cripta di essere definita “La Cappella Sistina” dell’arte rupestre, un appellativo sicuramente molto importante ed impegnativo, giustificato dalla grande abilità con cui il “Pittore dei fiori” ha saputo abbellire le pareti e le volte della chiesa. Di particolare rilevanza è la raffigurazione del frutto del “Peccato originale”, non come un frutto di mela bensì di fico.

(chiesa rupestre di Santa Barbara)

Merita molta attenzione anche la chiesa rupestre di Santa Barbara, di recente resa nuovamente fruibile alle visite. La piccola chiesetta, dedicata al culto della Santa Martire, presenta bellissimi affreschi, anch’essi ottimamente conservati, attestati intorno al XV secolo.

(massiccio roccioso del Monterrone, dove sono situate le chiese rupestri di Madonna di Idris e San Giovanni)

Le chiese rupestri sparse sul territorio sono tantissime, solo nel parco se ne contano più di 150. Ad ogni modo, per concludere vi consigliamo la visita di altre due siti, unici per la loro conformazione: Santa Maria di Idris e San Giovanni in Monterrone. In realtà questi antichi luoghi di culto (la cui costruzione è attestabile tra il XIV ed il XV secolo) sono adiacenti, scavati nel singolare massiccio del Monterrone e comunicanti attraverso un piccolo cunicolo. Lo sperone roccioso si affaccia da un lato sul Sasso Caveoso e piazza San Pietro Caveoso, dall’altro verso la Civita. All’interno sono situati pregevoli affreschi ottimamente conservati.

(affresco nella chiesa rupestre di San Giovanni in Monterrone)
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Un viaggio dalla Preistoria al XX secolo attraverso i musei di Matera: il Museo Ridola ed il Museo di Palazzo Lanfranchi

(scheletro conservato nel Museo Archeologico Nazionale “Domenico Ridola”)

A 100 metri di distanza l’uno dall’altro sorgono due edifici che raccolgono nei loro padiglioni gran parte della storia di Matera, dalla Preistoria fino al XX secolo. Il Museo Archeologico Nazionale “Domenico Ridola” è sicuramente tra i più importanti musei italiani, fondato dall’archeologo Domenico Ridola, vissuto tra il XIX ed il XX secolo. Questo luogo custodisce al suo interno incredibili reperti del Paleolitico e del Neolitico, attestabili a partire da 10.000 anni avanti Cristo, frutto dei numerosi studi (esposti in un apposito padiglione) effettuati dallo stesso Ridola nei villaggi trincerati sulla Murgia Materana e nei dintorni della città. Gli scavi hanno consentito di riportare alla luce armi rudimentali, pietre levigate, arnesi per lo scavo delle trincee, ornamenti e le famosissime ceramiche decorate scoperte in località Serra d’Alto (da cui il nome per questa particolare tipologia diffusasi in tutta l’Italia meridionale). Sempre nel padiglione della Preistoria è esposto uno scheletro, ritrovato in perfette condizioni presso il sito di Serra d’Alto, di un uomo dell’età del Neolitico. La collezione comprende anche i reperti degli scavi di Trasano e Trasanello, ad opera dell’Università di Pisa e di Tolosa. Numerose sono anche le testimonianze della Magna Grecia rinvenute sulle alture di Timmari e Montescaglioso. Reperti funerari, oggetti votivi, vasi italioti a figure rosse del V e IV secolo, la galleria è ampissima e ci aiuta a capire come l’uomo fosse evoluto già in epoche remote.

(opera “Lucania ’61” di Carlo Levi, esposto nel Museo di Arte Medioevale e Moderna della Basilicata “Palazzo Lanfranchi”)

Il Museo di Arte Medioevale e Moderna della Basilicata, presso il palazzo Lanfranchi, ci spinge a tornare in un passato più recente alla scoperta di Matera e di tutta la Basilicata dal XVII al XX secolo. All’interno di questo edificio del XVII secolo si estendono ben quattro padiglioni ricchi di opere e significati, oltre a numerose mostre temporanee al piano superiore. Dalla galleria “Arte Sacra”, che raggruppa più di 100 opere in legno e marmo provenienti dalle chiese della Lucania, alla collezione D’Errico, con pitture risalenti al XVII secolo, fino ad arrivare ai due padiglioni che esaminano la vita in Basilicata nel XX secolo, attraverso gli strumenti usati nella vita quotidiana e le opere di artisti dall’indiscussa fama come Guerricchio, Molinari, ma soprattutto Carlo Levi. I numerosi dipinti dell’intellettuale torinese, confinato in Lucania durante il Regime Fascista, ci raccontano delle condizioni di arretratezza in cui il popolo lucano viveva, assuefatto dalla povertà e dalle difficoltà della quotidianità. Tra tutti i dipinti merita di essere menzionato il grande pannello Lucania ’61, ammirabile all’interno del museo. L’offerta culturale museale della città di Matera è completata dal Parco della Storia e dell’Uomo, dal MUSMA (Museo della Scultura Contemporanea), dal MATA (Museo Diocesano di Matera), dal MUDESCA (Museo dello Scavo di Matera), dalla Casa di Ortega, dal MOOM (Matera Olive Oil Museum) e dal MIB (Museo Immersivo della Bruna).

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La Cattedrale di Matera: il punto di riferimento nello skyline della città

(Cattedrale di Matera)

La splendida Cattedrale di Matera rappresenta il fulcro della vita religiosa per l’intera città e per tutta l’arcidiocesi di Matera-Irsina. Sorge sulla parte più alta della Civita, la zona più antichi dei Sassi, e domina entrambe le vallate del Sasso Barisano e Caveoso, che si estendono ai due lati. Costruita in stile romanico-pugliese intorno al XIII secolo, la Cattedrale è intitolata ai due Santi Patroni della città di Matera: Sant’Eustachio e la Madonna della Bruna. La facciata semplice ma elegante ha come elementi dominanti il rosone a sedici raggi, le numerose statue ed il campanile. L’interno del Duomo lascia senza parole, la chiesa è completamente decorata da pitture, arcate a tutto sesto sostenute da colonne sormontate da capitelli in pietra, stucchi e decorazioni di altissima fattura, alcuni di essi ricoperti di un velo d’oro. Sono attribuiti all’artista Rinaldo di Taranto un affresco bizantino risalente al 1270 raffigurante la Madonna della Bruna e la composizione pittorica di scene del Purgatorio. La Cattedrale contiene anche le spoglie di San Giovanni da Matera, sotto il secondo altare della navata sinistra. Nel corso dei lavori di restauro, che hanno interessato la struttura dal 2003, è stato effettuato un importantissimo ritrovamento. Gli addetti ai lavori hanno riportato alla luce due cappelle riccamente affrescate che facevano parte, molto probabilmente, del cimitero del preesistente monastero benedettino di Sant’Eustachio.

(interno della Cattedrale di Matera)

Nella stessa cappella, dove sono stati ritrovati i resti del cimitero benedettino, merita di essere menzionato l’eccezionale presepe realizzato nel 1534 da Altobello Persio. I dipinti della Cattedrale sono meravigliosi, come la raffigurazione della Vergine attorniata dai Santi posta sull’altare maggiore. Questo importante luogo di culto è aperto ai visitatori dal 5 marzo 2016, è possibile quindi ammirarlo in tutto il suo splendore, godendo di tutti i particolari grazie ad una utilissima audio-guida distribuita all’ingresso. La Cattedrale è aperta dalle 9 alle 19 nei mesi estivi, dalle 9 alle 16 durante i restanti mesi.

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Le mostre nei Sassi, il MUSMA ed il Complesso rupestre di Madonna delle Virtù

(MUSMA)

Ci sono dei luoghi in cui l’antico incontra il moderno, dando vita ad un binomio fantastico che aiuta l’uomo a riflettere sul senso del tempo. In una residenza del XVI secolo, un tempo dimora della nobile famiglia Pomarici, sorge il famoso Museo della Scultura Contemporanea di Matera. Nelle numerose stanze di palazzo Pomarici, conosciuto anche come il “Palazzo delle cento stanze”, il MUSMA ospita al suo interno tantissime opere d’arte nazionali ed internazionali di notevole prestigio. Il complesso rupestre di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, invece, si sviluppa nel Sasso Barisano. La struttura, interamente scavata nella roccia calcarea, cattura l’attenzione per due motivi. Da un lato è molto interessante perlustrare questo sito rupestre, composto dalle chiese rupestri di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, da un vecchio monastero, da una casa grotta ed da una cantina; dall’altra è curioso ammirare in questi ambienti le mostre di arte contemporanea che nel corso dell’anno vengono allestite.

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Parco della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri: trekking nella natura selvaggia e visita alle chiese rupestri

(Parco della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri)

Dai Sassi e dai numerosi belvedere posti sul “Piano“, rivolgendo lo sguardo verso Est, non si può che ammirare lo spettacolo delle grotte poste sul versante delle Murge che si specchia a strapiombo nel torrente Gravina. E’ proprio li che comincia il parco archeologico-naturale della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri. Un panorama da osservare, gustare in tutto il suo splendore, ma soprattutto vivere attraverso emozionanti escursioni di trekking. E’ incredibile perdersi con lo sguardo nel silenzio, lasciando in sottofondo solo il rumore flebile del torrente che accarezza il canyon. Le chiese rupestri sono dei veri e propri gioielli, incastonati nella roccia delle insenature, simbolo di un profondo spirito religioso che ha da sempre caratterizzato l’animo dei materani. Passeggiare nel parco equivale a fare un tuffo nella storia, infatti quest’area contiene al suo interno alcuni tra i più importanti siti archeologici d’Italia, i villaggi trincerati e le grotte risalenti al Paleolitico ed al Neolitico. Parco della Murgia Materana vuol dire anche e soprattutto immergersi nella natura, tra numerose tipologie di animali ed una flora che può contare su ben 923 specie presenti sul territorio. Il parco della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri è unico nel suo genere, tanto da essere stato inserito, insieme ai rioni Sassi, nella lista dei Patrimoni appartenenti all’Umanità UNESCO.

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Casa Noha, un tuffo nel passato per capire la realtà di Matera prima e dopo lo sfollamento degli anni '50

(filmati proiettati sulle pareti di Casa Noha)

I visitatori che giungono a Matera non possono capire a fondo la città ed il suo passato se prima non vengono a contatto con la sua storia millenaria. Casa Noha rappresenta per questo motivo la porta di accesso, la prima pagina di un libro tutto da sfogliare. All’interno della vecchia residenza della famiglia De Noha, costruita intorno al ‘600, contenuti multimediali ripercorrono, passo dopo passo, le vicissitudini che hanno scritto il passato di Matera. Un passato fatto di innumerevoli difficoltà, di fronte alle quali i materani hanno sempre saputo rialzarsi per sfidare nuovamente il proprio destino. I documentari raccontano degli anni dell’abbandono dei Sassi, analizzando prima la povertà in cui i cittadini vivevano e successivamente i provvedimenti messi in campo dal governo italiano. Pian piano la città è uscita dalle condizioni di miseria ed arretratezza che l’attanagliava da secoli, fino a divenire nel 1993 Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO e nel 2014 Capitale Europea della Cultura per il 2019.

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La casa grotta ed il museo della civiltà contadina: come vivevano e sopravvivevano i materani

(interno di una casa grotta)

La casa grotta è una riproduzione di una tipica abitazione dei rioni Sassi arredata come nel passato. Visitare questo luogo equivale a fare un salto all’indietro nella civiltà contadina, ed offre spunti interessanti per capire come i materani hanno vissuto fino agli anni ’50, prima dello sfollamento. Le tipiche abitazioni dei Sassi si sviluppavano su tre livelli, comprendendo anche la stalla e la cantina. Le grotte, scavate nel tufo, erano formate da ambienti a dir poco esigui, umidi, malsani e poco illuminati, dove trovavano spazio tutti i componenti di una famiglia (molto frequentemente oltre le 10 unità) con l’aggiunta degli animali da lavoro. Oggi le case grotta sono diventate spazi museali, visitabili con l’aiuto di audio-guide disponibili in diverse lingue. Vi consigliamo anche la visita del Museo della Civiltà Contadina, con arredi dell’epoca e attrezzi utilizzati per mestieri antichi.

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Le chiese del “Piano”: San Giovanni Battista ed il Purgatorio Nuovo

(chiesa di San Giovanni Battista)

Le chiese di San Giovanni Battista ed il Purgatorio Nuovo sono, a nostro avviso, le più belle e splendenti tra quelle più moderne della zona del “Piano“. Quest’area del centro storico, che precede l’ingresso nei rioni Sassi, racchiude le prime testimonianze della città che si espande oltre il perimetro dei vecchi rioni in tufo. La chiesa di San Giovanni Battista, in stile romanico-pugliese, in ordine cronologico è la prima ad essere stata costruita (databile intorno agli inizi del XIII secolo). L’interno è molto particolare, la struttura è di tipo medioevale, decorata da stucchi del ‘700 e dominata da otto pilastri con capitelli. Le cappelle presentano pregevoli affreschi e numerose sculture, come i Santi Medici Cosma e Damiano e la Pietà.

(chiesa del Purgatorio Nuovo)

Anche la chiesa del Purgatorio Nuovo, edificata nel XVIII secolo, è molto originale sia nella struttura sia in alcune particolarità che la contraddistinguono. L’imponente facciata principale di questo gioiellino d’arte è dedicata al tema della morte; non a caso sia sul portale sia nella parte superiore sono presenti numerosi bassorilievi di teschi rappresentanti prelati, regnanti e popolani, oltre che le statue di San Michele Arcangelo e l’Angelo Custode. Guardando l’esterno della chiesa si potrebbe immaginare ad un interno cupo e triste, invece il Purgatorio Nuovo è tra le chiese più belle e decorate della città. La cupola ottagonale ospita le raffigurazioni degli Evangelisti e di altri Santi, più defilati sono presenti i Santi Patroni, la Madonna della Bruna e Sant’Eustachio. Scendendo con lo sguardo, stupendi capitelli sormontano le colonne; la struttura della chiesa si apre ospitando tre altari ed altrettante tele, oltre ad altre pitture e decorazioni sparse ovunque sulle pareti. Sia la chiesa di San Giovanni Battista sia il Purgatorio Nuovo sono, in sintesi, due chiese molto piccole ma allo stesso tempo imperdibili.

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Matera sotterranea ed il sistema di conservazione delle acque: il Palombaro Lungo

(Palombaro Lungo)

La capacità dell’uomo, nel corso dei millenni, di saper adattare il territorio materano alle proprie necessità ha permesso la costruzione, tra le altre cose, di un efficacissimo sistema di raccolta e conservazione dell’acqua. Le abitazioni dei Sassi ospitano al loro interno numerose cisterne, alimentate da un complesso insieme di condotti scavati nel tufo. Oltre a quelle poste nelle abitazioni, in alcune aree sono nate delle cisterne enormi che consentivano l’approvvigionamento idrico a più abitazioni o edifici tramite dei pozzi. Il Palombaro Lungo, situato nella centralissima piazza Vittorio Veneto, è la più grande cisterna idrica di Matera, la cui realizzazione risale al XIX secolo. Alta 15 metri circa, con una capienza di circa 15 milioni di litri di acqua, si estende sotto la piazza principale della città e serviva in passato per fornire l’acqua a tutti gli edifici del “Piano“, raccogliendo l’acqua piovana e quella proveniente dalla fonte naturale sulla collina del Castello Tramontano, detta collina di Lapillo. La struttura è stata, nel corso degli anni, modificata ed ampliata, per poi essere sepolta sotto la nuova pavimentazione della piazza. La visita guidata consente di esplorare la cisterna scendendo nelle viscere della terra; il percorso comprende anche la base di una torre Aragonese (situata sotto il palazzo dell’Annunziata), in principio facente parte delle mura della città (come commissionato dal Conte Tramontano), ed il mercato medioevale. Questo antico ma efficace sistema di raccolta idrico cittadino è stato tra gli aspetti più significativi che hanno determinato l’inclusione dei Sassi di Matera tra i Patrimoni Mondiali dell’Umanità UNESCO nel 1993. Matera sotterranea è questo e molto altro ancora.

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5 comments on “Le 10 cose da vedere a Matera

  1. Complimenti per il grande, utilissimo e importante lavoro che svolgete. Sono Materano e vivo a Como. Per me è una fonte molto importante per non perdere di vista i progressi della mia tanto amata Città.
    Mi permetto di segnalarvi di aggiornare la situazione relativa alla Cattedrale, riporta ancora che i lavori sono in corso, ma che invece sono terminati. Penso sia una notizia molto rilevante soprattutto per i turisti che si accingono a visitare la nostra Città.
    In bocca al lupo ragazzi. Bravi!!!
    Antonio Tozzi – Como

    1. Grazie mille Antonio. Come hai ben detto tu, la notizia è certamente rilevante (essendo la Cattedrale uno degli attrattori più significativi della nostra città, oltre che il fulcro della vita religiosa cittadina), per cui abbiamo modificato il testo (così come avevamo già fatto nel paragrafo specifico relativo alla Cattedrale).
      Grazie per la collaborazione e per le belle parole che ci hai rivolto.
      A disposizione!

  2. Una descrizione così dettagliata è difficile da trovare! Complimenti per questo post!
    Mi è venuta voglia di tornare a Matera al più presto… e spero di riuscirci entro l’estate. Tra l’altro un mio amico mi ha detto di un sito che vende tour online e ci sto facendo un pensierino, così non devo pensare a niente. Ci sarà anche una guida. T*************** mi pare che si chiami..
    In ogni caso, a prescindere dalla modalità di visita che uno sceglie, credo che andare a Matera sia un’esperienza da fare assolutamente! La città è meravigliosa!

  3. Complimenti ,tutto dettagliato correttamente.Dal 02/06/2020 è aperto anche Mudesca ,il Museo dello scavo di Matera dove il visitatore potrà vedere e sentire quello che l’uomo ha realizzato nel corso dei secoli.

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