Lettera G

Gambetta Vincenzo

Generale di Brigata – Nacque a Matera il 21 febbraio 1909.
Fece parte della Commissione giudicatrice dei delitti militari, presso il Tribunale di Roma.

Gattini Giuseppe

Nobile e storico materano – Giuseppe Gattini nacque il 1843 a Matera, da una nobile e ricca famiglia, figlio del conte Francesco (assassinato dai contadini in rivolta nel 1860).
Studiò presso il “Collegio dei Padri Scolopi” a Napoli, dove si formò soprattutto sul piano umanistico e storico.
Rivelò buone capacità e doti naturali anche per le discipline politico-amministrative. Infatti eletto Sindaco di Matera provvide alla sistemazione delle strade interne e al miglioramento delle condotte per l’approvigionamento idrico. Apprezzato e amato per la sua solerzia, coprì anche la carica di Consigliere Provinciale dal 1877 al 1880, distinguendosi per l’impegno volto alla soluzione del problema dei mezzi di comunicazione e nella lotta contro la malaria, che in Lucania mieteva migliaia di vittime.
S’interesso, inoltre, dei problemi agricoli e delle scarse risorse della terra, indicando, con vivo senso della realtà, i mezzi necessari per risollevarne la produzione.
La figura di Gattini fu apprezzata dai contemporanei e la sua importanza giunse persino a Crispi, presidente del Consiglio, il quale propose la sua nomina a Senatore del Regno, che avvenne il 4 dicembre 1890.
Numerosa e varia la produzione letteraria di Gattini. Si dedicò soprattutto alla ricerca e allo studio della storia della Città (un esempio ne è Note storiche sulla città di Matera, in cui tracciava una elencazione degli avvenimenti più importanti della Città e delle antiche e nobili famiglie materane).
Giuseppe Gattini morì a Matera nel 1917, compianto da tutti quelli che ebbero occasione di conoscerlo e dallo stesso Parlamento italiano, di cui ne fece degnamente parte; Giustino Fortunato e Domenico Ridola ne esaltarono la figura in una seduta del Senato.

Gattini Michele

Conte – Nacque a Matera nel 1844 e morì nel 1930. Frequentò le Scuole Pie a Napoli.
Numerose le sue produzioni in cui vengono presentati gli avvenimenti che vanno dalla metà dell’XI secolo alla fine dell’800.
Gli furono conferite alte onoreficenze militari ed ecclesiastiche, in particolare ricevè la dignità di Balì Gran Croce del Sovrano dell’Ordine di Malta.

Gattini Nicola

Conte – Nacque a Matera il 19 marzo 1882 e morì il 7 luglio 1919.
Praticò la pittura e il disegno, realizzando opere di pregevole fattura. Rivelò interesse anche per l’archeologia e collaborò alla sistemazione del museo Ridola.

Giocoli Leonardo

Magistrato – Nacque a Matera il 19 marzo 1888; frequentò le Scuole medie materane e si laureò in Giurisprudenza presso l’Università di Torino.
Entrò in magistratura nel 1913, affermandosi nel campo giudiziario e ricoprendo la carica di Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione e di Procuratore della Repubblica; inoltre, fu Giudice di Appello della Repubblica di San marino.
Gli furono conferite numerose onoreficenze dal Governo italiano e da quello di San Marino, che gli attribuì il titolo dell’Ordine di S. Agata.

Giovanni da Matera

Santo – L’anno della sua nascita è incerto: la “Congregazione Benedettina di Pulsano” colloca la sua nascita al 1070, Arcangeli Copeti, invece, al 1050, così come diversa è l’opinione del Volpe.
Nacque nel sasso Caveoso, nella zona del Purgatorio Vecchio, in un rione molto antico di Matera. Apprese le prime nozioni del sapere nel monastero benedettino di Sant’Eustachio, che sorgeva dove attualmente è ubicato l’orto del Conservatorio di San Giuseppe.
Opponendosi alla volontà dei familiari, che avrebbero desiderato far di lui un uomo d’armi, fuggì di casa, rifugiandosi tra i monaci basiliani dell’isola di San Pietro nel mare di Taranto e, successivamente, in Calabria e in Sicilia, vivendo in solitudine e povertà.
Ritornato in Puglia, si fermò a Ginosa, dominio del conte Roberto della famiglia Chiaromonte, dimorando in una misera casupola.
In quel luogo fondò il suo primo monastero e impose ai monaci l’osservanza della regola benedettina.
Fu accusato di furto e imprigionato; liberato, raggiunse l’amico San Gugliemo da Vercelli, in quel tempo impegnato alla fondazione dei Virgiliani.
Continuò il suo itinerario di vita, peregrinando e fustigando con la sua predicazione i costumi corrotti dei suoi contemporanei. Fu accusato anche di eresia e costretto a riparare in solitudine sul monte Gargano, nei pressi del santuario di San Michele.
In quel periodo gli apparve la Vergine che lo indirizzò verso le future opere; nel 1130, negli anfratti di Pulsano, poco lontano da Manfredonia, pose le basi della fondazione della sua Congregazione religiosa, che prese il nome di Santa Maria.
Numerosi monaci accettarono di condividere la sua regola e diversi furono i cenobi da lui fondati, tra cui anche uno femminile, presso la chiesa di Santa Barbara, a pochi chilometri da Foggia.
Morì il 22 giugno dell’anno 1139 nel cenobio di Foggia, accompagnato da prodigiosa fama di santità. Si narra che San Giovanni da Matera resuscitò dalla morta un giovane chiamato Giordano, che in seguito divenne suo discepolo.
I cittadini di Matera, nella piena consapevolezza dei meriti particolari del proprio figlio, trasformarono la sua abitazione natale del Purgatorio Vecchio in chiesa (restaurata nel 1403, soppressa nel 1512, e nel 1649 ridotta a benefizio semplice).
Il 28 ottobre 1830 nella parrocchia di San Pietro Caveoso venne conservato anche un osso del braccio, in una teca d’argento.
Il 1830 a Matera pervennero da Foggia, per iniziativa dell’Arcivescovo Camillo Cattaneo, i resti del Santo ricevuti dal canonico Contini, e deposti nell’altare, a destra di quello della Bruna.
Nel 1930, centenario della traslazione, per iniziativa di Mons. Pecci, e alla presenza del Cardinale Ascalesi, Arcivescovo di Napoli, le sacre ossa vennero racchiuse in un’urna d’argento e conservate sotto l’altare marmoreo.
A significazione del culto che i materani hanno riservato al loro Santo, nel 1966 Mons. Palombella gli intitolò la chiesa del borgo Venusio. La festa cade il 20 giugno di ogni anno.

Guerricchio Luigi

Pittore – Si legge sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” del 27 giugno 1996: “Se n’è andato in maniera epica e fulminea il cantore del Meridione lucano.. Un mondo contadino sfuggito a una mano arcaica e magica”
Guerricchio nacque a Matera nel 1932. Compì gli studi classici presso il Liceo-Ginnasio Duni e si iscrisse alla facoltà di Scienze Politiche a Firenze.
Frequentò l’Accademia delle Belle Arti di Napoli e partecipò attivamente alla vita artistica della Città. In quel periodo conobbe Rocco Scotellaro che incise molto sulla sua formazione ideologica.
Nel 1969, in occasione di una mostra che Guerricchio organizzò a Firenze, Guttuso lo giudicò: “…uno degli ultimi pittori dell’Italia contadina e mortificata”. Frequentò l’Accademia di Brera a Milano e operò intensamente per l’affermazione delle sue idee. Visse il suo itinerario esistenziale al servizio di una comunità povera, legata indissolubilmente alla terra, al lavoro dei campi.
Ha ricevuto il premio Modigliani a Livorno, quello del Presidente della Repubblica a Pontedera e ha partecipato a numerose rassegne, tra cui la Quadriennale di Roma, la Biennale di Venezia, l’Intergrafik di Berlino e la mostra Goya di Vienna.

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