Le 10 cose da vedere a Matera

#1 – I Sassi di Matera

2313In passato luogo di miseria ed arretratezza, definiti “Vergogna Nazionale” intorno agli anni ’50, da alcuni decenni i Sassi di Matera (suddivisi in Sasso Barisano, Sasso Caveoso e Civita) sono tornati a vivere ed oggi rappresentano la cartolina più famosa della città. Gli antichi rioni scavati nel tufo, dopo aver ospitato un numero di abitanti di gran lunga superiore rispetto alle reali possibilità, sono stati abbandonati tra il 1950 e 1970. Solo negli ultimi decenni le grotte e le abitazioni sono state strappate al degrado, divenendo protagoniste di un’intensa opera di recupero che ha permesso ai Sassi di essere in parte restituiti all’umanità come Patrimonio Mondiale UNESCO. Il centro storico di Matera rappresenta uno straordinario esempio di come l’uomo ha saputo adattare la natura alle proprie esigenze di vita. Osservando di giorno questo magnifico spettacolo lo sguardo si perde tra i vicoli, non riuscendo più a distinguere le case, i tetti e le strade, mentre lo sfondo è dominato dalle grotte della Murgia Materana; di notte la metamorfosi, di colpo appare il presepe illuminato, da ammirare rigorosamente in silenzio.


Ogni scorcio è una cartolina, ogni angolo trasmette delle emozioni diverse. Tra le ripide discese dei Sassi sbucano come funghi le chiese rupestri (tra cui Santa Maria di Idris e San Giovanni in Monterrone, Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, San Pietro Barisano e Santa Lucia e Sant’Agata alle Malve), le chiese (di San Pietro Caveoso e Sant’Agostino), le numerose botteghe di artigiani, le case grotta ed i musei. Attraverso questi luoghi è possibile fare un tuffo nel passato e rivivere quella che un tempo era la vita e l’atmosfera che si poteva respirare nei rioni in tufo. In quelli che un tempo erano ambienti malsani e putridi, in cui le epidemie trovavano terreno fertile per diffondersi tra la popolazione, dove uomini ed animali combattevano spalla a spalla per la sopravvivenza, oggi sono nati ottimi ristoranti, b&b, alberghi di lusso e locali serali.

#2 – La Cripta del Peccato Originale e la chiesa rupestre di Santa Barbara, le perle dell’arte rupestre

cripta_del_peccato_originale_grotta_cento_santi_matera_10La Cripta del Peccato Originale è forse la testimonianza più splendente dell’arte rupestre nel materano, un sito conservato perfettamente ed assolutamente da visitare. Il percorso multimediale al suo interno risalta i pregevoli affreschi di origine longobardo-bizantina, databili intorno al IX secolo, raffiguranti diverse scene del vecchio testamento tratte dalla Genesi. Le pitture all’interno hanno permesso alla Cripta di essere definita “La Cappella Sistina” dell’arte rupestre, un appellativo sicuramente molto importante ed impegnativo, chiesa_santa_barbara_matera_12giustificato dalla grande abilità con cui il “Pittore dei fiori” ha saputo abbellire le pareti e le volte della chiesa. Di particolare rilevanza è la raffigurazione del frutto del “Peccato originale”, non come un frutto di mela bensì di fico. Merita altrettanta attenzione la chiesa rupestre di Santa Barbara, di recente resa nuovamente fruibile alle visite. La piccola chiesetta, dedicata al culto della Santa Martire, presenta bellissimi affreschi, anch’essi ottimamente conservati, attestati intorno al XV secolo.

#3 – Un viaggio dalla Preistoria al XX secolo, il Museo Ridola ed il Museo di palazzo Lanfranchi

museo_archeologico_nazionale_domenico_ridola_matera_13A 100 metri di distanza l’uno dall’altro sorgono due edifici che raccolgono nei loro padiglioni gran parte della storia di Matera, dalla Preistoria fino al XX secolo. Il Museo Archeologico Nazionale “Domenico Ridola” è sicuramente tra i più importanti musei italiani, fondato dall’archeologo Domenico Ridola, vissuto tra il XIX ed il XX secolo. Questo luogo custodisce al suo interno incredibili reperti del Paleolitico e del Neolitico, attestabili a partire da 10.000 anni avanti Cristo, frutto dei numerosi studi (esposti in un apposito padiglione) fatti dallo stesso Ridola nei villaggi trincerati sulla Murgia Materana e nei dintorni della città. Gli scavi hanno consentito di riportare alla luce armi rudimentali, pietre levigate, arnesi per lo scavo delle trincee, ornamenti e le famosissime ceramiche decorate scoperte in località Serra d’Alto, da cui il nome per questa particolare tipologia diffusasi in tutta l’Italia meridionale. Sempre nel padiglione della Preistoria è esposto uno scheletro, ritrovato in perfette condizioni presso il sito di Serra d’Alto, di un uomo dell’età del Neolitico. La collezione comprende anche i reperti degli scavi di Trasano e Trasanello, ancora in corso ad opera dell’Università di Pisa e di Tolosa. Numerose sono anche le testimonianze della Magna Grecia rinvenute sulle alture di Timmari e Montescaglioso. Reperti funerari, oggetti votivi, vasi italioti a figure rosse del V e IV secolo, la galleria è ampissima e ci aiuta a capire come l’uomo fosse evoluto già in epoche remote. lucania_61_carlo_levi_museo_arte_medioevale_moderna_palazzo_lanfranchi_matera_2Il Museo di Arte Medioevale e Moderna della Basilicata, presso il palazzo Lanfranchi, ci spinge a tornare in un passato più recente alla scoperta di Matera e di tutta la Basilicata dal XVII al XX secolo. All’interno di questo edificio del XVII secolo si estendono ben quattro padiglioni ricchi di opere e significati, oltre a numerose mostre temporanee al piano superiore. Dalla galleria “Arte Sacra”, che raggruppa più di 100 opere in legno e marmo provenienti dalle chiese della Lucania, alla collezione D’Errico, con pitture risalenti al XVII secolo, fino ad arrivare ai due padiglioni che esaminano la vita in Basilicata nel XX secolo, attraverso gli strumenti usati nella vita quotidiana e le opere di artisti dall’indiscussa fama come Guerricchio, Molinari, ma soprattutto Carlo Levi. I numerosi dipinti dell’intellettuale torinese, confinato in Lucania durante il Regime Fascista, ci raccontano delle condizioni di arretratezza in cui il popolo lucano viveva, assuefatto dalla povertà e dalle difficoltà della vita. Tra tutti i dipinti merita di essere menzionato il grande pannello Lucania ’61, ammirabile all’interno del museo.

#4 – La Cattedrale di Matera

facciata_principale_cattedrale_di_materaLa splendida Cattedrale di Matera rappresenta il fulcro della vita religiosa per l’intera città e per tutta l’arcidiocesi di Matera-Irsina. Sorge sulla parte più alta della Civita, la zona più antichi dei Sassi, e domina entrambe le vallate del Sasso Barisano e Caveoso, che si estendono ai due lati. Costruita in stile romanico-pugliese intorno al XIII secolo, la Cattedrale è intitolata ai due Santi Patroni della città di Matera: Sant’Eustachio e la Madonna della Bruna. La facciata semplice ma elegante ha come elementi dominanti il rosone a sedici raggi, le numerose statue ed il campanile. L’interno del Duomo lascia senza parole, la chiesa è completamente decorata da pitture, arcate a tutto sesto sostenute da colonne sormontate da capitelli in pietra, stucchi e decorazioni di altissima fattura, alcuni di essi ricoperti di un velo d’oro. Sono attribuiti all’artista Rinaldo di Taranto un affresco bizantino risalente al 1270 raffigurante la Madonna della Bruna e la composizione pittorica di scene del Purgatorio. cattedrale_di_materaLa Cattedrale contiene anche le spoglie di San Giovanni da Matera, sotto il secondo altare della navata sinistra. Nel corso dei lavori di restauro, che interessano la struttura dal 2003, è stato effettuato un importantissimo ritrovamento. Gli addetti ai lavori hanno riportato alla luce due cappelle riccamente affrescate che facevano parte, molto probabilmente, del cimitero del preesistente monastero benedettino di Sant’Eustachio. Nella stessa cappella merita di essere menzionato l’eccezionale presepe realizzato nel 1534 da Altobello Persio. I dipinti della Cattedrale sono meravigliosi, come la raffigurazione della Vergine attorniata dai Santi posta sull’altare maggiore. Questo importante luogo di culto è aperto ai visitatori dal 5 marzo 2016, chiunque può quindi ammirarlo in tutto il suo splendore, godendo di tutti i particolari grazie ad una utilissima audio-guida distribuita all’ingresso. La Cattedrale è aperta dalle 9 alle 19 nei mesi estivi, dalle 9 alle 16 durante i restanti mesi.

#5 – Le mostre nei Sassi, il MUSMA ed il Complesso rupestre di Madonna delle Virtù

museo_della_scultura_contemporanea_musma_matera_5Ci sono dei luoghi in cui l’antico incontra il moderno, dando vita ad un binomio fantastico che aiuta l’uomo a riflettere sul senso del tempo. In una residenza del XVI secolo, un tempo dimora della nobile famiglia Pomarici, sorge il famoso Museo della Scultura Contemporanea di Matera. Nelle numerose stanze di palazzo Pomarici, conosciuto anche come il “Palazzo delle cento stanze”, il MUSMA ospita al suo interno tantissime opere d’arte nazionali ed internazionali di notevole prestigio. Il complesso rupestre di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, invece, si sviluppa nel Sasso Barisano. La struttura, interamente scavata nella roccia calcarea, cattura l’attenzione per due motivi. Da un lato è molto interessante perlustrare questo sito rupestre, composto dalle chiese rupestri di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, da un vecchio monastero, da una casa grotta ed da una cantina, dall’altra è curioso ammirare in questi ambienti le mostre di arte contemporanea che nel corso dell’anno vengono allestite.

#6 – Parco della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri, all’interno di un panorama mozzafiato

11947653_889783804390664_8509049469380924692_nDai Sassi e dai numerosi belvedere sul “Piano“, rivolgendo lo sguardo verso Est, non si può che ammirare lo spettacolo delle grotte sul versante delle Murge a strapiombo sul torrente Gravina. E’ proprio li che comincia il parco archeologico-naturale della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri. Un panorama da osservare, gustare in tutto il suo splendore, ma soprattutto vivere. E’ incredibile perdersi con lo sguardo nel silenzio, lasciando in sottofondo solo il rumore flebile del torrente che accarezza il Canyon. Le chiese rupestri sono dei veri e propri gioielli, incastonati nella roccia delle insenature, simbolo di un profondo spirito religioso che ha da sempre caratterizzato l’animo dei materani. Passeggiare nel parco equivale a fare un tuffo nella storia, infatti quest’area contiene al suo interno alcuni tra i più importanti siti archeologici d’Italia, i villaggi trincerati e le grotte risalenti al Paleolitico ed al Neolitico. Parco della Murgia Materana vuol dire anche e soprattutto immergersi nella natura, tra numerose tipologie di animali ed una flora che può contare su ben 923 specie presenti sul territorio. Il parco della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri è unico nel suo genere, tanto da essere stato inserito, insieme ad i Sassi, nella lista dei Patrimoni appartenenti all’Umanità UNESCO.

#7 – Casa Noha, la porta di accesso alla città di Matera

casa_noha_matera_2I visitatori che giungono a Matera non possono capire a fondo la città se prima non vengono a contatto con la sua storia millenaria. Casa Noha rappresenta per questo motivo la porta di accesso alla città. All’interno della vecchia residenza della famiglia De Noha, costruita intorno al ‘600, il filmato multimediale ripercorre passo dopo passo le vicissitudini che hanno scritto il passato di Matera. Un passato fatto di innumerevoli difficoltà, di fronte alle quali i materani hanno sempre saputo rialzarsi per sfidare nuovamente il destino. Pian piano la città è uscita dalle condizioni di miseria ed arretratezza che l’attanagliava da secoli, fino a divenire nel 1993 Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO e nel 2014 Capitale Europea della Cultura per il 2019.

#8 – Ritorno al passato, la Casa Grotta di Matera

casa_grotta_materaLa casa grotta in sostanza è la tipica abitazione in cui i materani hanno vissuto fino agli anni ’50, prima dell’abbandono dei Sassi. Visitare la casa grotta vuol dire fare un salto nella civiltà contadina del passato, un luogo dove scoprire le difficili condizioni in cui erano costretti a vivere i materani, cioè nelle grotte scavate nel tufo in compagnia dei loro animali. Un tempo le case dei Sassi erano formate da ambienti poco illuminati, malsani, umidi e piccoli; oggi le case grotta sono diventate spazi museali, visitabili con l’aiuto di audio-guide disponibile in diverse lingue. La tipica abitazione dei Sassi si sviluppava su tre livelli, comprendendo anche la stalla e la cantina. I mobili e gli attrezzi dell’epoca consentono ai visitatori di farsi un’idea precisa di cosa significava vivere in passato nei Sassi di Matera.

#9 – Le chiese del “Piano”, San Giovanni Battista ed il Purgatorio Nuovo

chiesa_san_giovanni_matera_12Le chiese di San Giovanni Battista ed il Purgatorio Nuovo sono, a nostro avviso, le più belle e splendenti tra quelle presenti “Al piano“, simbolo di una città che esce fuori dai Sassi pur mantenendo la grande devozione ed il forte attaccamento verso la religione cristiana. La chiesa di San Giovanni Battista, in stile romanico-pugliese, è la prima costruita al di fuori dei vecchi rioni in tufo agli inizi del XIII secolo. L’interno è molto particolare, la struttura è di tipo medioevale, decorata da stucchi del ‘700 e dominata da otto pilastri con capitelli. Le cappelle presentano pregevoli affreschi e numerose sculture, come i Santi Medici Cosma e Damiano e la Pietà. Anche la chiesa del Purgatorio Nuovo, edificata nel XVIII secolo, è molto originale sia nella struttura sia in alcune particolarità che la contraddistinguono. cupola_chiesa_del_purgatorio_matera_3L’imponente facciata principale di questo gioiellino d’arte è dedicata al tema della morte; non a caso sia sul portale sia nella parte superiore sono presenti numerosi bassorilievi di teschi rappresentanti prelati, regnati e popolani, oltre che le statue di San Michele Arcangelo e l’Angelo Custode. Guardando l’esterno della chiesa si potrebbe immaginare ad un interno cupo e triste, invece il Purgatorio Nuovo è tra le chiese più belle e decorate della città. La cupola ottagonale ospita le raffigurazioni degli Evangelisti e di altri Santi, più defilati sono presenti i Santi Patroni, la Madonna della Bruna e Sant’Eustachio. Scendendo con lo sguardo, stupendi capitelli sormontano le colonne; la struttura della chiesa si apre ospitando tre altari ed altrettante tele, oltre ad altre pitture e decorazioni sparse ovunque sulle pareti. Sia la chiesa di San Giovanni Battista sia il Purgatorio Nuovo sono, in sintesi, due chiese molto piccole ma allo stesso tempo imperdibili.

#10 – La conservazione dell’acqua in passato, il Palombaro Lungo

palombaro_lungo_matera_9La capacità dell’uomo, nel corso dei millenni, di saper adattare il territorio materano alle proprie necessità ha permesso la costruzione, tra le altre cose, di un efficacissimo sistema di raccolta e conservazione dell’acqua, quest’ultimo bene di prima necessità indispensabile per vivere. Le abitazioni dei Sassi ospitavano al loro interno numerose cisterne, alimentate da un complesso insieme di condotti scavati nel tufo. Oltre alle cisterne in casa, in alcune aree sono nate delle grandissime cisterne che consentivano l’approvigionamento a più abitazioni o edifici tramite dei pozzi. Il Palombaro Lungo, situato nella centralissima piazza Vittorio Veneto, è la più grande cisterna idrica di Matera, la cui realizzazione risale al XIX secolo. Alta 15 metri circa, con una capienza di circa 15 milioni di litri di acqua, si estende sotto la piazza principale della città e serviva in passato per fornire l’acqua a tutti gli edifici del “piano“, raccogliendo l’acqua piovana e quella proveniente dalla fonte naturale sulla collina del Castello Tramontano, detta collina di Lapillo. La struttura è stata, nel corso degli anni, modificata ed ampliata, per poi essere sepolta sotto la pavimentazione della piazza. Il percorso guidato all’interno consente di esplorare le viscere della cisterna, comprendendo anche la base di una torre Aragonese, che in principio doveva far parte delle mura della città come commissionato dal Conte Tramontano, ed il mercato medioevale. Questo antico ma efficace sistema di raccolta idrico cittadino è stato tra gli aspetti più significativi che hanno determinato l’inclusione dei Sassi di Matera tra i Patrimoni Mondiali dell’Umanità UNESCO nel 1993.

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2 comments on “Le 10 cose da vedere a Matera

  1. Complimenti per il grande, utilissimo e importante lavoro che svolgete. Sono Materano e vivo a Como. Per me è una fonte molto importante per non perdere di vista i progressi della mia tanto amata Città.
    Mi permetto di segnalarvi di aggiornare la situazione relativa alla Cattedrale, riporta ancora che i lavori sono in corso, ma che invece sono terminati. Penso sia una notizia molto rilevante soprattutto per i turisti che si accingono a visitare la nostra Città.
    In bocca al lupo ragazzi. Bravi!!!
    Antonio Tozzi – Como

    1. Grazie mille Antonio. Come hai ben detto tu, la notizia è certamente rilevante (essendo la Cattedrale uno degli attrattori più significativi della nostra città, oltre che il fulcro della vita religiosa cittadina), per cui abbiamo modificato il testo (così come avevamo già fatto nel paragrafo specifico relativo alla Cattedrale).
      Grazie per la collaborazione e per le belle parole che ci hai rivolto.
      A disposizione!

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