Il parco della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri

 

A Est rispetto alla città di Matera si estende il parco archeologico storico-naturale della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri, un’area che contiene alcuni tra i più importanti siti archeologici d’Italia, risalenti al Paleolitico ed al Neolitico, oltre che veri e propri gioielli, le chiese rupestri, incastonati nella roccia. Il parco comprende le alture carsiche di Murgia Timone e Murgecchia che terminano, a Ovest, a strapiombo sulla Gravina di Matera, un piccolo torrente che divide la Murgia dai Sassi di Matera, alimentato da un unico affluente, il torrente Jesce (che nasce nei pressi di Altamura). Il parco si estende a Sud-Est verso Montescaglioso seguendo il corso della Gravina verso il fiume Bradano. I territori del materano sono emersi tra il Giurassico superiore ed il Cretaceo a causa dei movimenti tettonici; ciò spiega la presenza di numerosi fossili marini nelle rocce delle grotte e delle nuove costruzioni nei Sassi, queste ultime costruite riutilizzando la roccia già presente, oltre che nelle grotte della Murgia.

Le gravine rappresentano una tipica morfologia carsica della Murgia, incisioni erosive profonde anche più di 100 metri molto simili a Canyon scavate dalle acque meteoriche nella roccia calcarea. Questi territori non presentano grossi corsi d’acqua, tuttavia la falda acquifera è molto ricca. I terreni calcarei tendono ad essere teneri a causa dell’umidità, per questo motivo è avvenuta nel corso dei secoli una grande erosione ad opera del torrente Gravina, un corso d’acqua di effimere dimensioni. Consigliamo vivamente di effettuare escursioni nella Murgia, in compagnia di una guida oppure seguendo i sentieri segnalati. Percorrere i sentieri del parco equivale a fare un tuffo nella storia, attraverso grotte la cui formazione risale a circa un milione di anni fa e che successivamente sono diventate, durante la Preistoria, dimora per uomini in cerca di riparo e protezione.

Parco della Murgia Materana, Matera, Basilicata, Italy

Il parco della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri è stato istituito il 3 aprile 1990 con la Legge Regionale n. 11 per tutelare, recuperare e valorizzare sia la fondamentale presenza di archeologia, preistorica e storica, sia l’habitat rupestre ed il patrimonio delle chiese rupestri ricadenti nel territorio di Matera e Montescaglioso. Nel 2007 il parco è stato inglobato nel sito UNESCO dei Sassi già proclamato nel 1993, la cui denominazione diventò quindi “The Sassi and the Park of the Rupestrian Churches of Matera” (i Sassi ed il Parco delle Chiese Rupestri di Matera). Quest’area rappresenta anche un territorio in cui nascono alcune delle eccellenze gastronomiche locali, parliamo ad esempio del grano Senatore Cappelli che da vita al famoso pane di Matera IGP, dei vini di Matera DOC, dell’olio del Parco delle Chiese Rupestri, tutelato dalla certificazione volontaria di prodotto.

la_selvaIl simbolo del parco è rappresentato dal falco grillaio (meglio noto come falco naumanni, in dialetto ” ‘U strjscìgnl”), piccolo rapace molto diffuso in questa area e che si spinge a nidificare anche nei Sassi. La Murgia è un territorio in cui abbondano le specie di volatili, ad esempio il capovaccaio, il più piccolo avvoltoio europeo, la poiana ed il nibbio reale. Ricca è anche la fauna terrestre, in queste terre è facile imbattersi in gruppi di cinghiali, istrici, volpi, faine, tassi e ricci. E’ bene fare attenzione durante le escursioni ai rettili come il biacco, il cervone e la vipera comune. Lungo i versanti del torrente Gravina è diffusa la presenza di usignoli e scriccioli. Particolarmente ricca è la flora del parco, sono ben 923 le specie presenti in questo territorio, tra le quali circa un centinaio rarissime, 61 quelle di nuova segnalazione per la flora lucana di tipo mediterranea. Particolarmente significativa è la presenza di alcune tipologie di timo, come quello arbustivo e quello spinosetto, oppure la salvia argentea e lo zafferano di Thomas, oltre che il cipollaccio della Basilicata. La flora rupestre è composta per lo più da Kummel di Grecia, campanula pugliese e fiordaliso garganico.

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I villaggi trincerati, testimonianze preistoriche a Matera, ed il Villaggio Saraceno

Il parco della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri conserva importantissime testimonianze archeologiche risalenti alle età preistoriche del Paleolitico e del Neolitico, a partire quindi da 10.000 anni prima di Cristo. La conformazione del territorio, con pascoli e terreni fertili, spinse gli uomini primitivi ad insediarsi in quest’area, nei pressi della Gravina, e ad avviare forme di sostentamento sedentarie come l’agricoltura, la caccia e l’allevamento.

villaggio_trincerato_murgia_timone_matera_2L’archeologo Domenico Ridola, divenuto successivamente Senatore, ha avuto un ruolo chiave nella scoperta di diversi siti preistorici nascosti tra i versanti della Gravina di Matera e sulla Murgia. Nella Grotta dei Pipistrelli, ad esempio, a cavallo tra fine Ottocento ed inizio Novecento sono stati ritrovati numerosi reperti attestabili al Paleolitico superiore. Lo stesso Ridola diede vita ad altri scavi sulla Murgia, grazie ai quali è stato possibile scoprire i villaggi trincerati di Murgia Timone e Murgecchia, risalenti all’età del Neolitico.  Di notevole importanza gli oggetti in ceramica venuti alla luce in contrada Serra d’Alto, questi hanno dato il nome ad una delle più evolute tipologie di ceramica del Neolitico diffusasi nell’Italia meridionale nel 4° millennio a.C. Il Museo Archeologico Nazionale “Domenico Ridola”, istituito dallo stesso archeologo, accoglie al suo interno tutti i ritrovamenti e gli studi riguardanti gli scavi realizzati nei siti preistorici del materano, oltre che i reperti scoperti in tempi più recenti nei siti di Trasano e Trasanello.

I villaggi presenti sulla Murgia sono dotati di fossati, larghi da 1,90 a 2,70 metri ed alti da 1,50 a 2,50 metri. I siti preistorici di Murgia Timone e Tirlecchia, invece, hanno la particolarità di essere dotati di avancorpi verso l’esterno, in particolare la prima ne possedeva ben due. All’interno dei fossati scavati nella roccia vi sono numerosi fori, a testimoniare la presenza di capanne (a pianta circolare o rettangolare). Oltre ai più conosciuti villaggi di Murgia Timone, Tirlecchia, Trasano, Trasanello, Murgecchia e Serra d’Alto, altri siti meno importanti sono le località San Martino, Sant’Eligio, Verdesca e Matinelle, sempre nei dintorni di Matera.

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Il Villaggio Saraceno (foto in alto) non è annoverato tra i siti in cui sono stati rinvenuti reperti preistorici, tuttavia esso rappresenta una importantissima testimonianza di vita nei pressi della città di Matera, a circa 5 km dal centro abitato, in direzione Sud-Est verso Montescaglioso. L’agglomerato di circa 70 grotte-abitazioni, con ben tre luoghi di culto (chiese rupestri di San Nicola al Saraceno e San Luca alla Selva e cripta del Vitisciulo) ed un complesso sistema di raccolta delle acque piovane (con canali, vasche di decantazione e cisterne), fa capire come fosse numerosa la comunità che abitava questi luoghi. Le origini di questo villaggio non sono certe, il nome “Saraceno” potrebbe derivare dal cognome della nobile famiglia un tempo proprietaria del terreno; secondo fonti più attendibili, le grotte sui versanti della vallata furono abitate ed usate come base militare tra il IX ed il X secolo dall’esercito Saraceno, proveniente dal mar Ionio risalendo il corso del fiume Bradano, protagonista di scorribande nelle aree interne della Basilicata e di guerre che interessarono anche la città di Matera (ultimo assedio durato ben quattro mesi nel 994 d.C.).

 

Le chiese rupestri, gioielli scavati nella roccia

Il parco della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri contiene al suo interno innumerevoli gioielli artistici ed architettonici che risalgono ad un periodo compreso tra il VII ed il XIII secolo. Complessivamente, su tutta la sua superficie, ci sono circa 150 chiese rupestri sparse tra la Murgia ed i versanti della Gravina. Come dice il nome stesso, le chiese rupestri sono scavate interamente o parzialmente nella rupe, ricavate quindi scavando nella pancia degli altopiani rocciosi.

Il motivo che portò alla nascita di così tanti luoghi di culto fu l’insediamento, nel periodo dell’Alto Medioevo, di comunità monastiche sia benedettine che bizantine provenienti da oriente; questi trovarono nello splendido paesaggio del territorio materano le condizioni spirituali ideali per professare il proprio culto. I monaci in un primo momento esploravano il territorio circostante per scegliere le grotte da utilizzare. Una volta scelto il luogo, si continuava a scavare fino al completamento di più navate, abbellite con elementi architettonici in negativo, come cupole, absidi e transetti. Le grotte venivano infine arricchite da splendidi affreschi, disegnati con cura e abilità dai monaci secondo lo stile longobardo-bizantino. Le chiese rupestri, come detto, sono tantissime e tutte ricche di storia; tra le più famose vi sono sicuramente la Cripta del Peccato Originale (detta anche Grotta dei Cento Santi), soprannominata “La Cappella Sistina dell’arte rupestre”, la chiesa di Santa Barbara ed il complesso rupestre di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci.

 

 

Dove e come arrivare

Il Parco della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri raggruppa, come detto, una vasta area. Per raggiungere il parco con l’automobile occorre  imboccare la SS 7 Via Appia e seguire le indicazioni per Taranto-Laterza. Gli ingressi principali sono due:

  1. la prima si trova subito dopo il bivio per Santeramo. Proseguire in direzione Taranto e subito, a circa 30 m, svoltare a destra e seguire per “Chiesa Madonna delle Vergini” e “Belvedere Chiese Rupestri, Centro Visite Area Camper”;
  2. il secondo punto di accesso dista dal primo 2 km circa, occorre quindi proseguire sulla SS 7 Via Appia direzione Taranto, in seguito svoltare sulla destra seguendo le indicazioni “Chiese Rupestri”.

L’alternativa a raggiungere la Murgia con l’automobile è scendere a piedi dal versante occidentale della Gravina ed attraversare il torrente, sfidando i sentieri spesso ripidi e franosi, ovviamente solo in compagnia di una guida esperta. Seguendo il corso della Gravina di Matera sono numerosi i sentieri che consentono di raggiungere il letto del torrente, il meno impervio è accessibile da porta Pistola, nel cuore dei Sassi.

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