L’affascino e la paura – “L’affoscjn i l’assrimm”

L’affascino e la paura“, in dialetto materano “L’affoscjn i l’assrimm“, erano delle pratiche popolari ampiamente utilizzate in passato a Matera, come in tutta l’Italia meridionale, al fine di curare un soggetto affetto da particolari tipologie di disturbi. Queste tecniche, frutto della tradizione e dell’immaginario collettivo, venivano svolte da figure ben precise ed esperte, solitamente persone anziane, a cui erano state precedentemente tramandate. Il tutto era svolto, il più delle volte, a titolo gratuito, a mo’ di favore nei confronti di una persona cara, di un amico di famiglia o di vicinato; la ricompensa consisteva, quindi, in un grazie (“Grozij“) o in azioni comunque molto semplici, come la donazione di un pugno di legumi.

Per la risoluzione del problema, spesso erano necessari più appuntamenti in cui veniva svolto l’ “Affoscijn” o l’ “Assrimm“. Queste tecniche venivano eseguite da seduti: l’anziano, posizionato lateralmente rispetto al soggetto interessato, poneva il pollice o l’indice, insieme al dito medio, sulla fronte dell’altra persona. Venivano pronunciate sottovoce prima le frasi previste dal rituale, successivamente tre “Gloria al Padre”, con conseguente segno della croce sulla fronte. Di solito, il praticante ripeteva la procedura per ben tre volte, ponendo le mani anche sulla bocca dello stomaco. Durante questo tipo di pratiche, sia il praticante sia l’altra persona erano soliti sbadigliare; nel caso di tanti sbadigli, si usava dire che il soggetto era molto “Affascijnèt“. Il rituale veniva ripetuto anche nei giorni successivi, fino a quando il praticante non sbadigliava ed il soggetto registrava un miglioramento rispetto al problema che aveva precedentemente rilevato.

L'affascino - L’affoscijn

L’affoscijn“, traducibile in italiano con la parola “Invidia“, si manifestava solitamente in persone giovani e belle, contese da più ragazzi o ragazze; i parenti di questi ultimi speravano che il proprio figlio o parente potesse essere scelto. L’affascino colpiva anche coloro i quali si distinguevano nel lavoro, nella vita sociale o negli affari. Questo disturbo si manifestava spesso come cefalea, vertigini, pesantezza di stomaco, ansia, agitazione, inappetenza o insonnia. Di seguito si propongono le frasi che costituivano il rituale contro l’affascino; le parole variavano da famiglia a famiglia, a seconda di come era stata tramandata questa usanza.

Affoscijn affoscijn ca ve p vij,
confront Nostro Signore i la Vergina Marij.
Affoscijn affoscijn a do a gij,
a Ncàl, a Ncàl nan già gij ca carj è carn vattjsciet iund la fent ste calèt,
li vattscèt ij vattun via vij.

Affascino, affascino che vai per le vie,
che incontri Nostro Signore e la Vergine Maria.
Affascino, affascino dove vai,
a Nicola, a Nicola non devi andare che è persona battezzata e nella fonte è stato calato,
l’ho battezzato io e vattene per la strada.

La paura - L’assrimm

“L’assrimm” consisteva in una “Paura” in seguito ad un evento imprevisto: una caduta, un incidente, un’aggressione, un decesso improvviso di una persona o di un familiare, o anche circostanze molto più comuni come il semplice abbaiare di un cane. I sintomi, molto simili a quelli già elencati per l’affascino, erano accompagnati da colorito pallido del viso, tachicardia e sudorazione. La pratica era identica a quella adottata per l’affascino, cambiavano tuttavia le frasi che costituivano il rituale; in aggiunta, veniva imposta una dieta priva di pasta, specialmente con il sugo e la carne, perché si pensava potessero influire negativamente sulla sintomatologia creando indigestione. Era consentita un’alimentazione a base di verdura cruda e cotta, uovo bollito condito con aceto e olio e fruta, in poche parole alimenti più digeribili.

Assrimm asrimm che ve p vij,
confront Nostro Signore i la Vergina Marij.

Assrimm asrimm a do a gij,
a Ncàl, aNcàl nan già gij ca carj jè carn vattjsciet iund la fent ste

calèt.
Fiscjtunn com s n fiscij Dij da minz o fium d Giurden
adachsìj s’achiut u car d cuss 
cristièn.
Fiscjtunn com s n fiscij’ la sammardegn da minz a la fntèn.
Com s’achiutn pert i cjddorr adachsìj s’achiut u car d cuss cristièn.

Paura paura che vai per le vie,
che ti confronti con Nostro Signore e la Vergine Maria,
Paura paura dove vai,
a Nicola, a Nicola non devi andare, che è persona battezzata e nella
fonte è stato calato.
Scappa come se ne scappò Gesù dal fiume Giordano
così si chiude il cuore di questa persona.
Scappa come se ne scappò il malefico dal centro della piazza.
Come si chiudono porte e cantine così si chiude il cuore di questa persona.

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