
Dialetto,
I numeri ( 'U nimm'r )
Alcuni suoni, in dialetto, sono difficili da tradurre in scrittura e spesso l’interpretazione dipende dal tempo in cui in cui ci si trova, dal tipo di lavoro svolto, dal suo contesto sociale e anche culturale; inoltre, poichè il linguaggio parlato nel Sasso Caveoso era leggermente diverso da quello parlato nel Sasso Barisano, anche l'interpretazione di chi si cimenta a tradurre il dialetto in scrittura diventa difficoltoso.
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1. Introduzione
I numeri centomila, milioni e miliardi, certamente non si menzionavano minimamente all’epoca se non che per scherzo; nel seguente paragrafo sono stati comunque menzionati in quanto riguardano il nostro passato più prossimo.
I suoni emessi dalla pronuncia dei numeri in dialetto sono numerosi e di essi prenderemo in esame solo alcuni esempi.
La pronuncia delle vocali di un numero che inizia con "u" si legge in "ij": uno si potrebbe tradurre in scrittuta ijn, undici-ijncj; si potrebbe pertanto inserire, nel nostro dialetto, un’altra vocale (suono intermedio) che potrebbe essere interpretato come un suono misto tra una "o" aperta, una mezza "i", una "e" smorzata, una "u" stretta e una "a" appena accennata.
Così pure, quando la consonante del numero è accompagnata dalla vocale "i", la pronuncia prende il suono della vocale seguente: per esempio cinque si legge ciung, cinquanta–cijnquont, cinquecento-cijngcjnt. A volte anche la vocale "e" che segue la consonante "c", prende il suono con "ij" (i smorzata), ad esempio cento si legge cijnt, centomila-cijntmjl.
Il numero che inizia con "o" si può tradurre in scrittura "iu", come otto–iutt, ottanta-iuttont, ottocento-iuttcijnt.
La pronuncia dei numeri che iniziano con la consonante, quando si fa la numerazione sequenziale, è effettuata con in suono semplice: esempio si potrebbe tradurre in scrittura due-d, tre in trà, sei-sà. Quando invece gli stessi numeri vengono inseriti in altro contesto verbale la vocale finale prende la coda in "ij", come due-dij, tre-traij, sei-saij.

2. I numeri cardinali



3. Le operazioni aritmetiche
Le operazioni aritmetiche venivano pronunciate con delle semplici parole e consonanti:
L’ADDIZIONE
l’addizione veniva pronunciata con “aggiungere”, inserendo il verbo mettere, aggiungere-mutt, oppure con "I", oppure "chiù".
Esempi:
-aggiungi a quattro cinque - mutt a quott ciung - acchucchij a quott ciung
-quattro più cinque - quott i ciung - quott chiù ciung
LA SOTTRAZIONE
La sottrazione veniva pronunciata inserendo il verbo togliere–liv.
Esempio:
-nove meno cinque – da naiv liv ciung
LA DIVISIONE
La divisione veniva pronunciata inserendo il verbo spartire–sport.
Esempio:
nove diviso tre persone - naiv sport a tre prsjn
LA MOLTIPLICAZIONE
La moltiplicazione veniva pronunciata inserendo la preposizione per –p.
Cinque per cinque venticinque- ciung p ciung vntciung
Le operazioni aritmetiche però, nei tempi antichi, erano eseguite solo da poche persone, e cioè da coloro che erano riusciti a frequentare almeno i primi anni della scuola elementare, imparando a leggere e a scrivere, a fare i conti più semplici e a firmare.
La maggior parte della gente, anche se analfabeta o con pochi anni di scuola elementare, riusciva a fare i conti anche più complessi, cioè moltiplicazioni e divisioni, velocemente semplicemente usando delle guide a tabelle stampate su libricini, i cosiddetti prontuari (p.es.Prontuario dei conti fatti, Casa Editrice Bietti Milano 1951, figura sotto).
Di fronte alla vendita del grano, per esempio, o l’acquisto di altri prodotti usando la tabella si ottenevano risultati precisi.
Per esempio, un contadino che aveva comprato o venduto 12 quintali di grano a 25 lire al quintale, eseguiva queste operazioni immediatamente considerando nella pagina 12 per l'appunto il numero 25, in corrispondenza del quale vi è il numero 300 fianco del quale c’è il numero 300 che rappresenta la spesa o il guadagno; nel caso di acquisto o vendita a 25 centesimi, il risultato finale è di lire 3; nel caso di acquisto o vendita a lire 2,50 il risultato è di lire 30; nel caso di più prodotti bastava fare la somma totale tra le spese e i guadagni.
Un altro esempio è quello di un contadino che aveva comprato o venduto 13 quintali di grano per un totale di lire 611. Volendo calcolare la spesa o il guadagno al quintale si considera nella pagina 13 il numero 611, alla sinistra del quale c’è il numero 47 che rappresenta la spesa o il guadagno al quintale.
Oggi questi conti farebbero ridere anche un bambino, ma a quei tempi i suddetti prontuari rappresentavano delle scorciatoie per risolvere in breve le operazioni matematiche.


4. I numeri ordinali
Gli aggettivi numerali ordinali prendevano, come nella lingua italiana, il genere del sostantivo a cui si accompagnavano.
Esempio:
Maschile singolare Femminile singolare
Il primo anno – 'u prijm ionn la prima pagina – la prijma pagijn
Il secondo piano - 'u s'caund pien la seconda volta - la s'caund vet
Il terzo giro - 'u tarz gijr la terza classe – la tarza closs
Maschile plurale Femminile plurale
I primi anni – l prijm ionn le prime pagine – l prijm pogijn
I secondi piani - l s'caund pien le seconde volte - l s'caund vet
I terzi giri - l tarz gier le terze classi – l tarz closs
Quando un numero veniva accompagnato da un sostantivo, la fonetica dei numeri subiva un’abbreviazione e cioè:
Maschile Femminile
1 centesimo - 'n cjntasjm 1 lira - 'na ljr
1 pallone - 'n pallaun 1 giarla - 'na giorl
1 boccaccio - 'n buccoccij 1 camicia - 'na cammjs
1 turacciolo - 'n fjljtjr 1 tavola - 'na tovl
1 libro - 'n lubr 1 penna - 'na pann
1 gallo - 'n uod 1 gallina - 'na iaddjn
plurale
2 centesimi - du cjntasjm 2 lire - do ljr
2 palloni - du pallijn 2 giarle - do giorl
2 boccacci - du buccoccij 2 camicie - do cammjs
2 turaccioli - du fjljter 2 tavole - do tovl
2 libro - du lubr 2 penne - do pan
2 galli - du uod 2 galline - do iaddjn
Il termine "do" era usato anche per definire una quantità indefinita.
Per esempio: ho cucinato delle lenticchie - i chcijnet do lntacchij
ho tagliato delle tavole – i tagghiet do tovl
ho cucito delle camicie – i chsjt do cammjs
3 centesimi - trà cjntasjm 3 lire - tre ljr
3 palloni - trà pallijn 3 giarle - tre giorl
3 boccacci - trà buccoccij 3 camicie - tre cammjs
3 turaccioli - trà fjljtaur 3 tavole - tre tovl
3 libro - trà lubr 3 penne - tre pan
3 galli - trà uod 3 galline - tre iaddjn

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