La storia,
IRSINA - MT By Lory (Amico Lucano)
Aggiornato al 13/06/2011 alle ore 09:49
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UN PAESE RICCO DI STORIA
Antichissime sono le origini di Montepeloso, ora Irsina. I numerosi reperti archeologici, vasi, monete magnogreche e romane, armi, suppellettili, e cimeli vari di fattura italo greca, ritrovati dentro e fuori il centro abitato, ne testimoniano l'antica grandezza già durante il periodo greco romano. Della sua storia medioevale si ha notizia a partire dall'895 d.C., anno in cui la città fu invasa dai Saraceni i quali, nel loro tentativo di invadere il Principato di Benevento occuparono molti centri della Lucania, tra cui Montepeloso. Nel 988 fu assediata e nuovamente distrutta dai Saraceni. Ricostruita dal Principe di Salerno Giovanni II, dopo la morte di questi, divenne teatro di sanguinose battaglie fra i Musulmani e i Bizantini. Nel 1042 fu teatro di una grande battaglia tra gli eserciti bizantini e quelli normanni, in seguito alla quale la città passò sotto il dominio normanno. Nel 1123 papa Callisto II elesse Montepeloso a sede vescovile, forse anche per contrastare la presenza di una forte minoranza ortodosso-bizantina che ancora esisteva nel paese. Fu invece nel 1132 d.C. che Montepeloso aderì alla rivolta dei baroni pugliesi contro Ruggero II, re di Sicilia e Puglia, e fu occupata da uno di tali baroni, Tancredi di Conversano, conte di Brindisi. Nel 1133 Ruggero II punì Montepeloso per essersi schierata con il ribelle Tancredi e fu così rasa al suolo e gli abitanti trucidati. Alterne e sanguinose vicende dinastiche interessano Montepeloso nel periodo Svevo epoca in cui è annessa alla Contea di Andria. Con la morte di Federico II diviene un Marchesato sotto la signoria di Manfredi, la cui sconfitta nella battaglia di Benevento del 1266 segna il passaggio agli Angioini che lo donano prima a Pietro di Belmonte, conte di Montescaglioso , e poi a Giovanni di Monteforte, conte di Squillace. Nel 1307 Montepeloso e la Contea di Montescaglioso passarono a Bertrando del Balzo, Conte di Avellino, che a seguito del matrimonio con Beatrice, figlia di Carlo II, ottenne anche la Contea d'Andria. Alla famiglia Del Balzo, che ebbe per oltre un secolo e mezzo le terre di Montepeloso, subentrano gli Aragonesi. Nel 1586 Luigi Gaetani D'Aragona vendette la baronia di Montepeloso a Girolamo Grimaldi, di nobile famiglia genovese. Nel 1664 Niccolò Grimaldi, nipote di Girolamo, morì lasciando moltissimi debiti, tanto che per saldarli il feudo venne messo all'asta pubblica. Viene aggiudicato al signor Tommaso di Guevara, il quale lo cedette successivamente a Girolamo Riario, marchese di Corleto. I Riario Sforza furono gli ultimi signori feudali di Montepeloso. Nel 1799 la cittadina aderì ai moti repubblicani tanto che nel febbraio di quello stesso anno nella piazza di San Salvatore venne piantato l'albero della libertà , ma ben presto le truppe sanfediste del cardinale Ruffo spensero ogni speranza di cambiamento. L'arrivo dei francesi nel 1806 segnò la fine del feudalesimo. Nel periodo post unitario anche Montepeloso fu interessata dal fenomeno del brigantaggio, qui vi operavano abitualmente alcune bande capeggiate da tal Ingiongiolo e D'Eufemia. Un'ultima data contraddistinse la storia del paese, il 6 febbraio 1895, con delibera del Consiglio Comunale, l'antico nome di Montepeloso venne mutato in Irsina.
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UN PAESE RICCO DI STORIA
Antichissime sono le origini di Montepeloso, ora Irsina. I numerosi reperti archeologici, vasi, monete magnogreche e romane, armi, suppellettili, e cimeli vari di fattura italo greca, ritrovati dentro e fuori il centro abitato, ne testimoniano l'antica grandezza già durante il periodo greco romano. Della sua storia medioevale si ha notizia a partire dall'895 d.C., anno in cui la città fu invasa dai Saraceni i quali, nel loro tentativo di invadere il Principato di Benevento occuparono molti centri della Lucania, tra cui Montepeloso. Nel 988 fu assediata e nuovamente distrutta dai Saraceni. Ricostruita dal Principe di Salerno Giovanni II, dopo la morte di questi, divenne teatro di sanguinose battaglie fra i Musulmani e i Bizantini. Nel 1042 fu teatro di una grande battaglia tra gli eserciti bizantini e quelli normanni, in seguito alla quale la città passò sotto il dominio normanno. Nel 1123 papa Callisto II elesse Montepeloso a sede vescovile, forse anche per contrastare la presenza di una forte minoranza ortodosso-bizantina che ancora esisteva nel paese. Fu invece nel 1132 d.C. che Montepeloso aderì alla rivolta dei baroni pugliesi contro Ruggero II, re di Sicilia e Puglia, e fu occupata da uno di tali baroni, Tancredi di Conversano, conte di Brindisi. Nel 1133 Ruggero II punì Montepeloso per essersi schierata con il ribelle Tancredi e fu così rasa al suolo e gli abitanti trucidati. Alterne e sanguinose vicende dinastiche interessano Montepeloso nel periodo Svevo epoca in cui è annessa alla Contea di Andria. Con la morte di Federico II diviene un Marchesato sotto la signoria di Manfredi, la cui sconfitta nella battaglia di Benevento del 1266 segna il passaggio agli Angioini che lo donano prima a Pietro di Belmonte, conte di Montescaglioso , e poi a Giovanni di Monteforte, conte di Squillace. Nel 1307 Montepeloso e la Contea di Montescaglioso passarono a Bertrando del Balzo, Conte di Avellino, che a seguito del matrimonio con Beatrice, figlia di Carlo II, ottenne anche la Contea d'Andria. Alla famiglia Del Balzo, che ebbe per oltre un secolo e mezzo le terre di Montepeloso, subentrano gli Aragonesi. Nel 1586 Luigi Gaetani D'Aragona vendette la baronia di Montepeloso a Girolamo Grimaldi, di nobile famiglia genovese. Nel 1664 Niccolò Grimaldi, nipote di Girolamo, morì lasciando moltissimi debiti, tanto che per saldarli il feudo venne messo all'asta pubblica. Viene aggiudicato al signor Tommaso di Guevara, il quale lo cedette successivamente a Girolamo Riario, marchese di Corleto. I Riario Sforza furono gli ultimi signori feudali di Montepeloso. Nel 1799 la cittadina aderì ai moti repubblicani tanto che nel febbraio di quello stesso anno nella piazza di San Salvatore venne piantato l'albero della libertà , ma ben presto le truppe sanfediste del cardinale Ruffo spensero ogni speranza di cambiamento. L'arrivo dei francesi nel 1806 segnò la fine del feudalesimo. Nel periodo post unitario anche Montepeloso fu interessata dal fenomeno del brigantaggio, qui vi operavano abitualmente alcune bande capeggiate da tal Ingiongiolo e D'Eufemia. Un'ultima data contraddistinse la storia del paese, il 6 febbraio 1895, con delibera del Consiglio Comunale, l'antico nome di Montepeloso venne mutato in Irsina.
Autore: enzo281165
Aggiornato al 13/06/2011 alle ore 09:49
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