
Cultura,
Polifonica Materana: una storia lunga oltre 60 anni
Scritto da: Grazia Racioppa
L’attuale Coro della Polifonica Materana “Pierluigi da Palestrina” trae origine e ne è la naturale propaggine dal Coro costituito, per iniziativa del Prof. Lucio Marconi e del canonico don Luigi Paternoster - che ne furono per lungo tempo rispettivamente direttore e organista - nel 1944 presso la locale Parrocchia di San Giovanni Battista.
Sito ufficiale: http://www.polifonicamaterana.it
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1. Le origini
La Polifonica Materana "Pierluigi da Palestrina" inizia la sua attività con un vasto repertorio di musica sacra per voci virili, quale esclusivo supporto alle funzioni liturgiche della Chiesa ospitante dove, fra l’altro, i cantori (giovani studenti, operai, impiegati) trascorrono gran parte del loro tempo libero impegnandosi anche in diverse iniziative culturali, in specie teatrali, che animano la vita della zona. Il favore, l’entusiasmo che gratificano i frequenti interventi del coro ben presto valicano i confini parrocchiali richiamando sulla nuova realtà artistica largo interesse e considerazione.
Intanto, a seguito di puntuali, costanti corsi di formazione e di impegnative esercitazioni, il coro viene integrato da una valida sezione di voci bianche, consentendo così di ampliare la sfera delle proprie conoscenze e di arricchire il suo repertorio. In questa nuova formazione il coro è impegnato nelle tradizionali funzioni sacre presso la chiesa di San Francesco da Paola e in concerti nella città e in svariate località della regione, adempiendo così al preciso impegno programmatico di sensibilizzazione musicale delle comunità.
L’attività si sviluppa, si consolida, si specializza; il coro assume l’incarico di Cappella Musicale del Duomo cittadino ed inizia a seminare tesori culturali di notevole valore, conseguendo risultati positivi e successi, registrati ed apprezzati dall’opinione pubblica e dagli storici locali. E’ doverosa, a questo punto, una sia pur fugace riflessione sugli inizi dell’attività e sulla situazione ambientale. Sono gli anni del dopoguerra: Matera, come del resto l’intero Paese, sta risvegliandosi, risollevandosi dalle angustie per lungo tempo patite. Momenti difficili e preoccupanti nell’ambito dei quali la nostra Istituzione si inserisce parlando il linguaggio della musica - completamente sconosciuto. Si operava allora in un ambiente dove esisteva il vuoto assoluto sul terreno culturale: la Polifonica era la sola ad occuparsi di tali problemi pur in presenza di enormi difficoltà. Ma grazie all'impegno, all’entusiasmo del gruppo corale, Matera, la provincia, la regione possono conoscere i tesori dell’arte musicale. Conoscenze che via via, nel corso degli anni, si irrobustiranno sino a trasformarsi in vero e proprio corredo culturale di quel pubblico che oggi frequenta le sale da concerto, la cui costituzione ed educazione, va sottolineato, è uno dei meriti più importanti della Polifonica Materana.
L’iniziativa di formazione e di sensibilizzazione che andava di giorno in giorno assumendo proporzioni sempre più vaste e complesse inducono i promotori ad adeguare alle nuove esigenze il supporto organizzativo, così l’Organismo (che ha già ottenuto l’iscrizione nello specifico albo regionale delle Associazioni Culturali) assume, per rogito notarile, valenza pubblica con i seguenti precisi scopi ed orientamenti:
- Diffondere la Musica, bene prezioso e irrinunciabile della civiltà, nelle sue diverse espressioni sinfonica, corale, da camera raggiungendo, attraverso le più idonee e concrete iniziative, tutti gli strati sociali, riservando il maggior interesse e spazio alle categorie giovanili;
- Realizzare una vasta opera di sensibilizzazione e di educazione all’arte musicale, sviluppando, nel contempo, iniziative rivolte allo studio e all’approfondimento dei problemi connessi allo specifico settore artistico.
Per il raggiungimento delle finalità sopra dettagliate l’Associazione si propone di:
- Mantenere in vita un coro a voci dispari idoneo all’esecuzione di tutti i generi della musica corale;
- Organizzare stagioni di concerti sinfonici, corali, e da camera;
- Indire annualmente corsi gratuiti di musica e canto corale;
- Concretizzare corsi di storia della musica, con audizioni discografiche, conferenze, dibattiti, tavole rotonde, su particolari argomenti di carattere musicale;
- Realizzare inchieste su temi di cultura musicale, di orientamento e di giudizio.
L’Associazione, nell’intento di raggiungere il popolo, si propone di eseguire cicli di concerti in Matera, provincia e ovunque sarà chiamato a prestare la propria collaborazione.

Riprendono i corsi di musica e canto corale concessi dal Provveditorato agli Studi e portati avanti con successo; si partecipa attivamente alle manifestazioni indette dal Ministero competente, sotto l’impulso dell’indimenticabile Direttore Generale Dr. Ghislanzoni. Proprio nel 1965 il Coro vince a Napoli il Primo Premio al Concorso Corale Nazionale indetto dal Ministero della Pubblica Istruzione (foto a sinistra).
Si eseguono frequenti concerti utilizzando un vasto repertorio, integrato da brani di canti popolari materani, dei quali la Polifonica incide un riuscitissimo disco per la Fonit Cetra. La limitata disponibilità di voci bianche porta, alla fine degli Anni '70, alla sospensione dell'attività corale, ma parallelamente si intensifica l’organizzazione di stagioni concertistiche in virtù della Legge 800, che registrano la presenza di artisti di chiara fama mondiale. Negli anni '80, al Prof. Marconi si affianca l'organista materano Carmine Antonio Catenazzo, che collabora attivamente con lui nell'organizzazione delle Stagioni musicali e, spinto dalla passione per la musica corale, rifonderà il coro nella formazione a voci miste.

2. La Polifonica Materana oggi

La Polifonica Materana “Pierluigi da Palestrina” di oggi sorge negli Anni '90 per iniziativa dell’organista materano Carmine Antonio Catenazzo, spinto dalla passione per la musica corale ed esortato da Mons. Felice D’Ercole (allora Rettore della Chiesa di San Francesco d’Assisi in Matera). Accanto a lui nell'impresa ci sono alcuni “vecchi cantori” ed un gruppo di giovani appassionati. La formazione è, a differenza del Coro Polifonico originale, a voci miste.
Da allora, il Coro della Polifonica Materana “Pierluigi da Palestrina” compie un cammino in continua ascesa, affermandosi nel corso degli anni come uno dei cori più apprezzati della regione, nonché promotore di iniziative culturali, come per esempio l’A.Ba.Co. - Associazione Basilicata Cori, aderente alla Fe.N.I.A.R.C.O., dove compare tra i Soci Fondatori.
All’organico corale si affianca anche l’Orchestra da Camera, che accompagna il Coro nell’esecuzione del repertorio concertato con orchestra, un ensemble vocale ed una “Schola Gregoriana”, denominata "Matheolae Gregorianae Voces", specializzata nell’esecuzione della musica gregoriana, formazioni dirette dal M° Catenazzo.
Il repertorio del Coro spazia dalla Polifonia antica, alla Polifonia classica, romantica e moderna, ai Negro-spirituals con prevalenza della polifonia sacra.
Fanno parte del suo repertorio anche opere con accompagnamento orchestrale di: W. A. Mozart (Krönungsmesse KV 317, Ave Verum Corpus KV 618, Requiem in re minore KV 626, Laudate Dominum dai “Vesperae solennes de Confessore” KV 339), A. Vivaldi (Gloria RV 589, Credo RV 611), N. H. Samale (In Memoriam 1799 – Esilio e Morte di Domenico Cimarosa), F. Schubert (Messa in sol maggiore D167) oltre a numerosi brani tratti da opere di J. S. Bach e G. F. Haendel.
Ha effettuato una tournée in Germania (1996) ospite dell’Università del Saarland esibendosi anche nel Duomo di Trier in occasione dell’esposizione della “Tunica Christi”.
Ha effettuato una tournée tra Italia e Germania in collaborazione con il Coro e l’Orchestra dell’Università del Saarland (1997) per l’esecuzione del celeberrimo Requiem KV 626 di W.A. Mozart, della quale è stato pubblicato un CD “live”.
Ha eseguitola Messa dell’Incoronazione KV 317 di W. A. Mozart (1997), sotto la prestigiosa direzione del M° Piero Bellugi.
Si è esibito alla presenza dell’indimenticabile Papa Giovanni Paolo II (2000), in San Pietro in occasione del Giubileo della Basilicata.
Si è esibito via internet in collegamento con Israele e Palestina (Natale 2000), in occasione delle “Giornate mondiali per la pace in Medio-Oriente”.
Ha collaborato con il celebre Prof. Michele Mirabella nella realizzazione di due “Oratori” dedicati al Natale ed alla Pace (2002 – 2005).
Ha partecipato ai Festivals “Duni” edizione 2001 con la Schola Gregoriana, edizione 2002 con il Coro Polifonico, esibendosi sotto la magistrale direzione del M° Nicola Hanselik Samale, edizione 2005 con un programma tematico sull'evoluzione della musica vocale sacra diretto dal M° Catenazzo, edizione 2006 con la Rassegna "Petra Matrix", edizione 2007 con la Rassegna "Petra Matrix" e la Schola Gregoriana.
Ha organizzato, per conto del Ministero dei Beni Culturali, un Concerto nell'ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2007.
Ha pubblicato il CD “Ecce Lignum – I Grandi Polifonisti sotto la Croce” (2004), dedicato alla musica vocale sacra ispirata alla “Passione di Cristo”, in occasione dei 60 anni dalla costituzione dell’Associazione. Il CD, che ha riscosso molti apprezzamenti, è tuttora in distribuzione presso le Librerie Paoline di tutta Italia.
Ha partecipato alla Rassegna Internazionale di Musica Sacra “Virgo Lauretana” che si è svolta a Loreto dal 19 al 23 aprile 2006, riscuotendo unanimi consensi di pubblico e di critica.

Ha tenuto innumerevoli concerti in tutta Italia, partecipando anche a numerose Rassegne Corali: IX e XII Rassegna Polifonica Natalizia “L. Murialdo” di Foggia, alla I Rassegna Nazionale di Cori Polifonici tenutasi al Teatro “Marruccino” di Chieti, alla I Rassegna di Musica Polifonica “Scholae Cantorum Lucaniae” di Genzano di Lucania, alla Rassegna Nazionale A.N.S.P.I. di Bari, alla VII Rassegna Nazionale di Musica Corale di Venosa (Pz), alla VII Rassegna Nazionale di Serino (AV), alla Rassegna "Tra antiche mura" di Perfugas (SS), al I Concorso Corale "Rotary Club Foggia Capitanata", alla I Rassegna di Musica Sacra di Montevergine (Av), alla X Rassegna Corale “P. Francesco Coletta di Foggia, alla XI Rassegna "G. Giovannini" di Fermignano (Pu), alla XXI Rassegna Corale Internazionale "Città di Ciampino", alla XVI Rassegna "Coricantando" di Camerino (Mc).
Ha eseguito numerose opere in “Prima Assoluta”, di Autori quali Carmelo A. Bruno, Nicola H. Samale e Pasquale Menchise, ma anche di Autori storici quali Giacomo Lapolla (1843-1925) e don Vincenzo De Tutiis (XVII secolo).
Ha collaborato con Maestri quali Nicola Samale, Vincenzo Perrone, Vito Clemente, Antonio Serrano, Elisabetta Maschio, Giuseppe Basile, Nicola Ventrella; ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Matera ed ha partecipato al 2° ed al 7° Gran Gala “Città dei Sassi” (2001 e 2006), organizzato dalla stessa Istituzione.
Ha partecipato alla trasmissione Mediaset “La domenica del Villaggio”, in diretta da Matera ed ha animato una Santa Messa trasmessa in diretta via Radio sulle frequenze di "Radio Maria". La trasmissione "Geo&Geo" ha trasmesso le riprese di un suo concerto di Natale, registrate a Matera nel dicembre 2005.
Dal 2005 organizza la Rassegna Polifonica "Petra Matrix", che si svolge nello scenario suggestivo delle Chiese Storiche e Rupestri dei Sassi, e la Rassegna Natalizia "Puer natus est".
E' gemellato con il Coro Polifonico "Santa Maria degli Angeli" di Perfugas (SS), al quale è legato da un profondo legame di amicizia.
L’amicizia è l’entusiasmo che uniscono i coristi ed il M° Catenazzo sono la vera risorsa della formazione, che promette un futuro decisamente interessante.

3. La Rassegna Polifonica "Petra Matrix"
La Rassegna Polifonica “Petra Matrix”, organizzata annualmente dal Coro della Polifonica Materana “Pierluigi da Palestrina” nel periodo estivo, è stata ideata con l’intento di fornire una risposta originale al crescente interesse dimostrato nei confronti della musica vocale in tutte le sue forme. Le precedenti edizioni hanno confermato ed accresciuto l’apprezzamento di un pubblico sempre crescente ed attento, realizzando il progetto da tempo in cantiere di assurgere a prestigiosa Rassegna Internazionale. Il merito va anche all’ambientazione degli eventi: un accostamento che ha sicuramente richiamato anche numerosi turisti presenti nel periodo estivo, ma che soprattutto ha permesso all’iniziativa di essere considerata tra le più peculiari nel variopinto panorama musicale vocale e corale.
Un dato importante da sottolineare è che, nel periodo dell’iniziativa, vengono ospitate a Matera circa 150 persone tra cantori e accompagnatori, persone che si sono dichiarate colpite dall’organizzazione della manifestazione, dall’ambientazione e dalle peculiarità storico-artistiche della Città, e desiderose di tornare a visitare Matera con amici e parenti.
Si tratta, dunque, di un’operazione turistico-culturale che sta riscuotendo sempre crescenti apprezzamenti: ogni momento è stato ideato in modo da valorizzare il patrimonio storico-artistico di Matera, dal titolo “Petra Matrix” - un chiaro richiamo alla pietra, matrice ed origine della nostra civiltà - all’allocazione della Rassegna stessa, che ha interessato alcuni dei più interessanti siti storico-artistici della Città, ovvero la Chiesa Rupestre di San Pietro Barisano (già apprezzata da Artisti del calibro di Claudio Abbado, per la qualità acustica e la suggestione ambientale), le bellissime chiese storiche di San Francesco d’Assisi e Sant’Agostino e il Complesso delle Monacelle, apprezzato teatro di tanti eventi culturali di spessore. Nell’ottica della “promozione”, vengono fornite note storiche di tutti i siti teatro degli eventi e della città, stampandole nei programmi di sala, non trascurando di illustrare gli omaggi offerti al termine della Rassegna, sempre oggetti della tradizione materana (cuccù, piastrelle e oggetti vari in terracotta o tufo ed altro), che ora sono assurti al valore di pregiati pezzi di artigianato.
Nell’edizione 2008, inoltre, è stato realizzato un evento extra ospitato nella splendidacornice del Chiostro dell’Abbazia Benedettina di Montescaglioso (Mt), animato dal SüdWestDeutscher Kammerchor di Koblenz.
Ai cori ospiti viene data la possibilità di visitare la Città e le sue emergenze storico-artistiche, con il supporto di personale turistico qualificato. Inoltre, nell’ottica di attenzione a tutti i particolari, che contraddistingue il lavoro della Polifonica, anche il rinfresco seguente la serata della rassegna vera e propria (cui partecipano tutti i cori ospiti) avviene, fin dalla prima edizione, nel suggestivo scenario offerto dalla Murgia Materana, presso lo “Jazzo Gattini” e la “Masseria Radogna”, grazie alla collaborazione degli amici del C.E.A. (Centro di Educazione Ambientale), sempre attenti alle attività culturali promosse sul territorio. Tale occasione, lungi dal ridursi ad un semplice “mordi e fuggi”, ha permesso agli ospiti di godere di un ulteriore spaccato della civiltà e della storia locali, attraverso un simpatico intrattenimento flokloristico, molto apprezzato.
Tra gli eventi di rilievo realizzati nel corso delle varie edizioni della Rassegna, non si può non citare il suggestivo concerto tenuto nel 2007 dai celebri "Tenores di Bitti" nel Chiostro delle Monacelle, un evento che ha assunto un significato particolare in quanto i Tenores sono portavoce di una forma di canto riconosciuta Patrimonio Immateriale dell'Umanità dall'UNESCO. L'importanza si legge nell'occasione di accostare due patrimoni UNESCO come il Canto a Tenore e i Sassi di Matera.
Il frutto del lavoro impegnato in questi anni ha permesso alla Rassegna Petra Matrix di figurare, nell’ambito del progetti di candidatura di Matera come Capitale Europea della Cultura, tra le tre iniziative musicali di rilievo della Città (vedi sito www.matera2019.it).

4. La notte delle Masserie
Scritto da: Lorella Bruno
14 luglio 2007
Una splendida serata allo Jazzo Gattini, la sede del C.E.A. (Centro di Educazione Ambientale del Parco della Murgia Materana): tanta gente che si diverte, canta, conversa amichevolmente fra un rustico e un bicchiere di buon vino locale, nella magica atmosfera della Murgia in una notte d’estate… Questi luoghi sono fiabeschi e l’allegria è visibile, si può quasi toccare!
E’ già la terza volta che viviamo quest’esperienza così speciale, quasi fuori dal tempo, ed è sempre un’amozione indescrivibile! Quasi fuori dal tempo? E se provassimo davvero a tornare indietro? Indietro… Fino alle nostre radici… Portando con noi i nostri ospiti, in una festa senza tempo…
19 luglio 2008
E’ tutto pronto per accogliere gli ospiti: le lanterne sono accese, gli strumenti pronti, le vivande in tavola. Quando arrivano, rimangono spiazzati da questa strana accoglienza: alcuni dei nostri ragazzi stanno suonando, accompagnando canti tipici materani; qualche ragazza balla; noi ci avviciniamo ad accoglierli con le lanterne ad olio e li invitiamo ad unirsi a noi. E’ tardi e alcuni sono preoccupati di rimanere senza cena. Li rassicuriamo e partiamo insieme per un percorso magico, lungo una piccola strada sterrata nel bel mezzo della Murgia, fra lo Jazzo Gattini, dove ci siamo incontrati, e la Masseria Radogna, dove siamo diretti. La luna piena ci accompagna.
La delicata voce di Stefania Persia, del C.E.A., risuona nello spazio aperto, fra la “sgomenta” attenzione degli oltre 150 ospiti della nostra rassegna:
“Nel territorio del materano la masseria ha concretizzato la civiltà agraria autentica ed antichissima della grande proprietà terriera, rappresentando il centro di una organizzazione gerarchicamente imposta e rimasta immutata nel corso dei secoli.
Un’economia agraria condotta con mano d’opera fissa ed avventizia in un sistema colturale uniforme che si basava sull’alternanza della cerealicoltura con il pascolo, legato alla transumanza verso i monti interni della Lucania.
La masseria era un vero e proprio centro autarchico nel quale, in una rigida gerarchia legata alle funzioni esercitate, il lavoratore agricolo dimorava stabilmente.
Elemento tipico della masseria era la corte intorno alla quale ruotava tutta la struttura di servizio.
La corte più di ogni altro elemento assolveva a due funzioni: quella della sicurezza e quella del controllo di tutti i settori operativi dell’azienda da parte del proprietario o del massaro.
La corte si sviluppava al centro della masseria, delimitata da una serie di costruzioni adibite a residenza del proprietario, del massaro e dei lavoranti, stalle per gli animali da lavoro sia equini che bovini e vani destinati alla lavorazione e conservazione del prodotto.
Altri ambienti erano assegnati a servizi vari come la fucina del fabbro, la selleria, la falegnameria ecc… che rendevano la corte il cuore pulsante dell’intera struttura agricola.
Presente, nella grandi masserie, la cappella per le funzioni religiose posta all’interno del plesso o, più delle volte ad esso separato. Il piccolo campanile con la campana oltre ad esercitare la sua specifica funzione liturgica, serviva anche come richiamo nei periodi storici burrascosi per le campagne.
Ma come si trascorrevano le lunghe serate all’aperto, quando il caldo si allentava ma gli uomini dovevano comunque vegliare il raccolto o il bestiame? Bastava poco: una fisarmonica e un po’ di voce. I testi delle canzoni sono semplici, come le melodie, il che fa pensare che spesso venivano improvvisate prendendo spunto da fatti quotidiani…”
Comincia la passeggiata folkloristica, lungo la stradicciola per la Masseria. Procedendo nel percorso al lume delle lampade ad olio, mentre Stefania ci accompagna con spiegazioni e racconti, incontriamo Antonio, Nunzio e Maurizio che, calati nell’antica atmosfera di questa terra, ci fanno rivivere sensazioni perdute con canti, musiche e poesie, mentre camminiamo un po’ timorosi ma eccitati, immersi nei profumi e nei suoni della Murgia.
A un tratto, la nostra passeggiata è interrotta da una voce. Una voce dai campi, in lontananza. Una voce che canta “nuda”, senza strumenti, sotto la luna piena… Una voce sola, piena e calda, che intona una dolcissima ninna nanna:
“Ninna ninna e ninna ninna ninna vol
U fugghije chiongi e la mamm’i nan vol
Ninna ninna e ninna ninna ninna son
Chiongje lu fugghje mije c’o’ fesc’ sunn’
La momm l’ho ccuquèje e ll’ho cantè
U fugghje mije u sunn’ l’a và ffèje
Ninno…”
La ninna nanna prosegue, fino alla fine, fino a che “il bimbo s’addormenta”… Tutti rimangono attoniti: sin dal primo aparire di quella voce dai campi, nel gruppo s’è diffuso un silenzio irreale, che persiste anche dopo la fine del canto, perché nessuno vuole spezzare quella sorta di incantesimo che si è creato. Solo i grilli si sentono cantare, come un'eco nel silenzio, mentre in lontananza il suono di flauto e chitarre ci segnano la meta...
Siamo giunti alla Masseria. Attraversato il cancello, ci accolgono tavoli imbanditi in un’antica corte con una quercia al centro. Tutto è circondato da candele e luci soffuse. Intorno alla quercia i ragazzi, a cui si è unito Bruno con la sua cupa cupa, ricominciano a suonare: chitarra, fisarmonica, cupa cupa, flauti e tamburelli … E si canta… E si balla tutti insieme! E’ una festa shietta, antica e nuova al tempo stesso, “naturale”; una festa sincera, in cui tutti si divertono davvero e sono felici di esserci e di esserci insieme. Qualcuno prende i nostri strumenti e suona insieme a noi le canzoni della sua terra: è la festa dell’amicizia e della fratellanza! Il vino scorre e… Alle 4 del mattino, alcuni ospiti ancora non vanno via: continuano a brindare, cantare e ballare… Ma – ahimè - è tempo di sciogliere la compagnia e, come si diceva una volta:
| Tutt’ alla ches i rott la capes i rutt ‘u cuapason ognin alla mason |
Tutti a casa ch’è rotta la capasa (brocca) è rotto il capasone ognuno alla magione |
Slideshow della serata

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