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Gli Attrezzi da Lavoro

Aggiornato al 21/04/2009 alle ore 14:37
  1. L'aratro ( L'aret)

[Visita la Fotogallery: Attrezzi, animali e mezzi per il lavoro e il trasporto]

Tutti i popoli hanno sempre cercato di valorizzare il lavoro con i propri sacrifici, ma anche con l’ingegno, cercando di dotarsi di attrezzi in grado di rendere più agevole e meno duraturo il lavoro. Anche il popolo del Materano ha avuto lo stesso influsso e ha quindi creato, copiato , utilizzato attrezzi che rendessero più agevole il lavoro. Ogni attrezzo anche in ogni suo piccolo particolare prendeva dunque, nell'uso dialettale, una denominazione in base all’utilizzo.

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Aggiornato al 16/03/2009 alle ore 16:30

(Foto Masseria Montemurro)

(Modellino realizzato da Eustachio Chietera)

La costruzione dell’aratro era fatta in maniera precisa e articolata, ogni pezzo aveva delle carattistiche e una funzione particolare:

- Le grappe (" 'u iriopp") erano due: quella anteriore serviva per fissare la profondità del solco, mentre quella sulla ruota ("la rait") bloccava  la stessa con il relativo bastone (" 'u bastaun d la rutell"). L'altra grappa fungeva da sostegno al versoio (" 'o ricchiaun");

- Le voccole ("la vecc'l") erano anch'esse due: una permetteva il fissaggio dell'aratro al bilancino del mulo ("vlanzjn du mjl"), mentre l’altra permetteva di agganciare la canna ("la conn") e il tirante (" 'u tjrònt") alla necca ("la necch");

- La bacchetta di sostegno ("la bacchètt d sostagn"), in ferro, collegava la canna e l'aratro;

- Sulla bacchetta di sostegno, collegata ad un altro sostegno chiamato "pdstail" (che terminava con il manico dell'aratro), vi era la chiave ("la chiaij") che serviva per la manutenzione straordinaria dell'attrezzo. Su di esso era saldato anche un ferma redini ("farm red'n"), necessario quando il percorso era rettilineo e il contadino intendeva far riposare la mano;

- Il versoio (" 'u ricchiaun") era collegato al vomere (" 'o vemr") tramite dei bulloni (" 'u bullaun").

- Infine la codetta ("la ch'dètt") era collegata alla canna, al sostegno e al versoio e serviva per dare la direzione al solco (" 'o sic'l").

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VETRINA
Tradizioni, Festa della Bruna
Aggiornato al 10/06/2009 alle ore 09:50

Festa della Bruna Il 2 Luglio di ogni anno, sin dal X-XI secolo, si celebra a Matera la festa di Maria SS della Bruna, protettrice della città. Per l'occasione, nel periodo che si protrae da giugno (quando il comune avvia il montaggio delle luminare) alla prima settimana di luglio, la città dei Sassi indossa l'abito delle grandi occasioni per festeggiare la sua Santa protettrice e per accogliere l'enorme flusso di turisti e curiosi desiderosi di assistere ad una festa sicuramente unica al mondo.Nonostante il fatto che le c...
Festa della Bruna - Matera 2 COMMENTILEGGI TUTTO

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