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Chiesa di Sant'Agostino
Il convento di Sant'Agostino fu costruito intorno alla fine del 1500 su un costone roccioso a strapiombo sul torrente Gravina, all'estremità nord-ovest dei Rioni Sassi. I lavori terminarono nella seconda metà del XVII secolo circa, quando la chiesa assunse uno stile tipicamente barocco con il classico impianto a pianta quadrangolare con chiostro centrale. Sull'architrave del portale di accesso al chiostro vi è indicata la data 1658, che dovrebbe essere il termina della costruzione del primo nucleo.
Nel complesso conventuale sorge su una cripta rupestre dedicata a San Guglielmo (risalente al XII secolo) che intorno al 1594 viene inglobata nella nuova struttura religiosa. Il XVII secolo ha rappresentato il periodo di maggior espansione del complesso conventuale, mentre nel XIX secolo, a seguito delle leggi eversive napoleoniche, è stato adibito a diverse destinazioni d'uso (dal 1982 è sede di Uffici periferici del Ministero per i beni e le attività culturali).
La chiesa ha subito notevoli danni in seguito al terremoto del 1734, e quindi è stata ricostruita e consacrata il 2 maggio 1750.
La nuova struttura, nonostante sia molto più grande della originaria, ha conservato il campanile quadrangolare ed un affresco raffigurante la Madonna dei Miracoli, datato 1595.
Dal cortile della chiesa è possibile ritrarre uno dei migliori scorci del Sasso Barisano. Vedere le immagini per credere.
[VISITA IL DOSSIER SULLA CHIESA DI SANT'AGOSTINO]
Si ringrazia per la disponibilità il parroco della chiesa Don Vito Andrisani.
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