Articoli:
1- La vita tra misericordia e caritÃ
2- Il nome Eustachio
3- Il Santo patrono della CittÃ
4- Programma edizione 2008
Introduzione:

Allo stato attuale, non ci sono fonti storiche e liturgiche che attestano la vita di Sant’Eustachio, né tanto meno elementi che ci consentono di dare un’esatta cronologia della sua biografia, le narrazioni miste a leggenda sul santo sono molteplici, e ci sono forti analogie con novelle fuori dai confini geografici del mondo cristiano, però quasi tutte le narrazioni, pur variando nei particolari, nelle forme, sottolineando determinati aspetti anziché altri, mantengono inalterata la sostanza ed il contenuto della storia-leggenda.
La moltitudine di storie-leggende riguardanti il Santo è dovuta al fatto che per secoli il più potente mezzo per la veicolazione del pensiero, delle storie antiche e presenti era tradizione orale, dato che il numero di persone che sapeva leggere e scrivere era molto esiguo.
Ciò quindi lasciava spazio all’interpretazione di chi raccontava, a volte modificando alcuni aspetti più o meno importanti della vicenda.
La narrazione popolare cristiana appare chiaramente divisa in 3 parti: la conversione miracolosa, le vicende famigliari ed il martirio.
Si conosce inoltre, l’identità del Santo: egli era il nobile Placido, forse appartenente alla famiglia patrizia romana dei Placidi, ed era un generale al servizio dell’allora imperatore Marco Ulpio Traiano (53 d.C. – 117 d.C.). In antitesi al valore marziale del generale Placido, dovuto a precedenti successi militari in Asia minore, vi era il suo carattere misericordioso e la sua benevolenza, espressa in opere caritatevoli, verso le classi sociali più deboli nonostante egli non fosse un Cristiano.
Nei tempi di pace si dedicava alla caccia, e proprio durante una battuta nei pressi di Tivoli, mentre stava braccando un cervo (figura a sinistra) vide apparire in mezzo alle corna dell’animale una croce che emanava un’ intenso bagliore e udì una voce esclamare:
“Placido, perché mi perseguiti? Io sono quel Cristo che tu non conosci, ma che onori con le tue opere. Adesso ti indicherò la via della verità per la salvezza tua e dei tuoi cari. Recati, dunque, dal vescovo Giovanni che ti purificherà dal lavacro del peccato originale e da ogni altra contaminazione.”
Dopo aver sentito tali parole, egli portò sua moglie e i suoi due figli piccoli dal vescovo e, tramite il rito del battesimo, abbracciarono volontariamente il Cristianesimo. A Placido fu dato il nome di Eustachio derivante da Eustazia, dea del raccolto “dalle belle spighe”, a sua moglie e al suo primogenito rispettivamente i nomi di Teopista e Teopisto che significano “fedele a Dio”, infine al suo secondogenito fu assegnato il nome di Agapito che significa “Diletto del Signore”.
Dopo il Sacramento la famiglia tornò a casa e insieme i membri si diressero nel luogo del miracolo dove rividero l’animale, di nuovo con la croce in mezzo alle corna, e udirono la stessa Voce che preannunciò loro che presto una serie di sventure avrebbero messo a dura prova tutta la famiglia.
Dopo un pò la premonizione si avverò: la famiglia perse il suo titolo patrizio, con tutti i suoi averi e privileg; persero la loro casa, (distrutta da una banda di ladri), e con essa la servitù ed il bestiame. Per scampare quindi all’imminente miseria, intrapresero un viaggio verso l’Egitto: durante la traversata navale, il capitano dell’imbarcazione, invaghito di Teopista, la trattenne a bordo, barattandola così con la tassa per il viaggio di Eustachio. Il pover’uomo rimase da solo con i due figli ancora piccoli e, giunti a terra, furono costretti ad attraversare un fiume. Qui furono colpiti da una nuova disgrazia; l'ex generale, messo in difficoltà dalla corrente, attraversò il fiume accompagnando i figli uno alla volta, iniziando dal primogenito. Ma giunto al centro del fiume, con grande e triste sorpresa, scoprì che i suoi due figli erano scomparsi, e quindi si ritrovò da solo a proseguire il triste cammino
Gli anni passano, e a Roma, Traiano fu costretto a difendere alcune province dell’Impero dalle invasioni barbariche e, ricordatosi del valore militare di Placido, lo mandò a cercare.
Il suo ex-generale si stabilì nella comunità di Badisso, in Egitto, e lavorò guardiano presso i campi coltivati limitrofi alla città. Trovato il generale lo condussero a Roma dove accettò di dirigere la campagna. Mentre riorganizzò l’esercito, scoprì che i suoi due figli Teoposto e Agapito, ormai giovani, vissero senza mai rincontrarsi, entrambi si arruolarono nelle milizie del loro padre. I due intraprisero una notevole carriera che permise loro di diventare ufficiali e commensali del generale, ma non riuscirono a riconoscere ne il loro padre ne loro stessi. Respinto il tentativo di invasione, mentre l’esercito fece ritorno a Roma, durante una fredda notte, i ragazzi scelsero di pernottare in una casa vicino l’accampamento delle truppe. A seguito dei racconti e degli episodi di vita scambiati durante la notte, i due fratelli si ritrovarono e le loro storie vennero udite dalla padrona di casa che in realtà era la loro madre Teopista, vissuta lì dopo la morte del capitano della nave. La madre riconobbe i figli perduti, ma decise di non rivelare subito la sua identità. Il giorno dopo la donna si recò all’accampamento e chiese udienza al generale per essere scortata a Roma: il generale riconobbe immediatamente la moglie ed essa gli rivelò nel suo esercito militano i loro due figli.
Dopo lunghe e tristi vicende e sventure la famiglia si riunì finalmente, e, recatasi a Roma per commemorare la vittoriosa campagna di Eustachio, il successore di Traiano, Publio Elio Adriano ( 76 d.C. – 138 d.C. ) invitò il generale a partecipare al rito di ringraziamento al tempio di Apollo, ma, dinanzi al rifiuto di Eustachio e alla proclamazione della sua fede Cristiana, fu accusato di aver arrecato offesa all’impero nonché all’imperatore stesso, e per questo assieme alla sua famiglia fù condotto al circo, per esser dato in pasto ai leoni. Ma per miracolo nessuna bestia si prestò ad assalirli. Fù così ordinato che forssero rinchiusi in un toro arroventato: dopo tre giorni con il fuoco costantemente acceso, la famiglia consumò il suo martirio nonostante le loro salme furono trovate senza la minima ustione, e ricevettero una degna sepoltura cristiana.
Per tutti la figura di Sant’Eustachio evoca sentimenti di carità, di benevoza di fede forte e radicata e di dedizione. E' considerato una delle figure religiose più affascinanti e complesse, ed è il protettore dei cacciatori e dei guardia caccia. Il suo culto fu quasi perduto, fino a quando Costantino, che autorizzò i cristiani a praticare la propria religione definendola "religione principale", fece erigere a Roma la basilica di Sant’Eustachio, dove tutt’ora sono sepolti i resti del santo e della sua famiglia, ed istituì il suo culto il primo di novembre. Appartiene alla figura dei santi ausiliatori.
Eustachio, Teopista, Agapito e Teopisto, Santi, martiri a Roma, secondo la tradizione la chiesa di S. Eustachio (figura a sinistra) risale a Costantino, che la volle erigere sulla casa di proprietà e luogo del martirio d'Eustachio.
Nell’antica urna porfirea dell’altare maggiore sono i resti, qui collocati da Celestino III, d'Eustachio, di Teopista, sua sposa e dei loro figli Teopisto e Agapito. Il 25 novembre del 1723 durante gli scavi presso l’altare maggiore, furono rinvenuti i loro resti. Il 17 settembre 1739 il cardinale Nereo Corsini effettuò la ricognizione delle reliquie e le fece sistemare in nuove urne bronzee, nell’antica urna di porfido del nuovo altare maggiore. Il giorno successivo il cardinale Guadagni lo consacrò mediante le reliquie non insigni dei martiri Feliciano e Generoso.
La lancia d’Eustachio con reliquie di una sua gamba e del cranio erano esposti nella sagrestia della chiesa.

L’etimologia del nome deriva dall’espressione “dalle belle spighe”, in quanto le “belle” spighe indicano sana crescita fisica e spirituale, il momento di massima espansione e dell’essere, nella fase in cui si è nel fiore della propria età, nel pieno delle proprie forze.


Occorre premettere che molte comunità in Italia, oltre a Matera, (ad esempio Acquaviva delle fonti, il rione Sant’Eustachio a Roma, ed altri), trovano in questo Santo la loro figura di protezione e di patronato.
E’ difficile anche accertare il motivo che ha fatto anticipare la commemorazione del santo dal 1 novembre al giorno 10 maggio. Le teorie tra gli storici sono molto varie.
Sono ancora poco chiare, inoltre, le radici storiche della presenza del Santo come patrono della Città dei Sassi tra gli storici nazionali e locali; ad oggi vi sono opinioni divergenti e a volte contrastanti.
Secondo Giuseppe Gattini la credenza verso questa figura era così forte e radicata nella città che durante l’epidemia di peste nel 1656, che colpì tutta l’Italia meridionale, i salvacondotti, le “Provisores salutis fidelissimae civitatis Mathera” emesse dalle autorità sanitarie locali, avevano come figura rappresentativa l’effigie di Sant’Eustachio accanto allo stemma di Matera. Tale azione era il rimedio estremo per affrontare l’epidemia, visti gli esigui mezzi di cui disponeva la scienza medica allora.
Invece Francesco Volpe, accreditato storico locale, sostenne nell’800 che il legame tra la comunità ed il Santo è risalente ad un’avvenimento prodigioso del 984, anno in cui la futura città di Matera era un villaggio occupato dai saraceni.
La novellistica tradizionale narra che la popolazione affamata invocò il Santo e la città fu liberata dall assedio. Dal giorno della liberazione, che coincide con il giorno della conversione del Santo al Cristianesimo, cioè il 20 maggio, il popolo materano elesse Sant’Eustachio come sua figura patronale. Però in quel periodo, i contadini (ovvero quasi tutta la popolazione) erano impegnati nei campi, e quindi si decise di spostare la festa per fine settembre. Nella ricorrenza di allora, il sindaco offriva al Santo una torcia rivestita di monete d’argento, caneste di frutta e fiori; successivamente l’offerta fu sostituita con un contributo di 25 carlini.
La ricorrenza si svolgeva in un luogo del quale purtroppo non si conosce l’ubicazione, e non si hanno prove e documenti delle vestigia del Santo.
Il tempio benedettino di Sant’Eustachio fino al 1270 circa svolgeva la funzione di Cattedrale e godeva di una situazione di prestigio grazie al decimo abate Stefano. Lupo Protospata ha comprovato che nel 1089, la struttura ospitò Papa Urbano II recatosi nella regione per il congresso a Melfi e diretto in Puglia per questioni legate alle crociate; le prove di ciò sono degli affreschi che raffigurano l’incontro tra il Papa e l’abate Stefano nella chiesa rupestre di S. Pietro e Paolo negli ipogei di S. Francesco (come sostiene anche Nicola Gattini).
Il prestigio dell tempio, e quindi l’importanza del culto del Santo cominciarono però lentamente a decrescere dal 1400, anno in cui, a causa di un terremoto, crollò granparte del tempio benedettino; il restante complesso fu accorpato definitivamente nel 1636 ad altri edifici, come la vicina nuova Cattedrale (il tempio era situato tra la moderna Cattedrale ed il palazzo arcivescovile). Il successo del Santo guerriero cominciò a tramontare in favore del culto della Madonna della Bruna, indiscussa e stodica protettrice in concorso con il culto del Santo. Alcuni sostengono che questo cambio di egemonia è anche dovuto all’ascesa del clero secolare a discapito della comunità locale benedettina.
Dedicata al Santo, vi è anche una chiesa in contrada selva Venusio, sul ciglio sinistro della Gravina, dove c’è una raffigurazione interessante anche molto antica.
Interno della chiesa di Sant'Eustachio in contrada selva Venusio vista da due angolazioni diverse. Cliccando sulle immagini è possibile ingrandirle
Oggi la ricorrenza del Santo è celebrata il 20 settembre di ogni anno. La ricorrenza si celebra nel rione Piccianello, unendo sapientemente il sacro ed il profano.

- Venerdì 12 settembre
Novena in preparazione alla Festa di S. Eustachio e soci in San Francesco d'Assisi
h 18:30 S. Rosario
h 19:00 Celebrazione Eucaristica
- Sabato 20 settembre
Festa liturgica di S. Eustachio e soci Martiri
h 18:30 S. Rosario
h 19:00 Celebrazione Eucaristica Presieduta da Mons. Pierdomenico Di Candia Vicario Generale
- Domenica 21 settembre
Festa patronale in onore di S. Eustachio Martire Protettore della città di Matera
h 11:00 Chiesa S. Francesco d'Assisi
Solenne Celebrazione Eucaristica con rinnovazione delle promesse matrimoniali del 25° e 50° anniversario di matrimonio e affidamento delle Famiglie al Santo Patrono.
h 18:30 S. Messa Solenne presieduta da S.E. Mons. Salvatore Ligorio, Arcivescovo di Matera-Irsina con accensione da parte del Sindaco, della lampada votiva, in memoria dei Caduti di tutte le guerre per implorare la pace e benedizione delle sementi.
h 19:30 Solenne Processione del Santo Patrono con la partecipazione di S. E. Rev.ma Mons Salvatore Ligorio Arcivescovo e del Capitolo.
* PROGRAMMA MANIFESTAZIONI ESTERNE *
- Venerdì 19 settembre
h 20:30 Complesso gruppo folk "U Uagnin Ass'nziel"
h 19:30/23:30 Accensione illuminazione in Via del Corso
- Sabato 20 settembre
19:30/23:30 Accensione illuminazione in Via del Corso
- Domenica 21 settembre
h 08:30 Giro del Concerto Città di Montescaglioso per le vie cittadine
h 10:00/12:30 Servizio d'orchestra Città di Montescaglioso in P.zza S. Francesco
h 17:00 Giro dei concerti musicali Città di Montescaglioso e CIttà di Matera per le vie cittadine
h 18:30 vedi Programma Religioso
h 19:30 Dalla Chiesa di S. Francesco d'Assisi solenne processione di S. Eustachio per le vie principali del centro storico. P.zza Sedile-Via delle Beccherie-P.zza V. Veneto-Via S. Biagio-Via T. Stigliani-Via XX Settembre-P.zza V. Veneto-Via del Corso-P.zza S. Francesco d'Assisi.
h 19:30/23:30 Servizio d'orchestra del Concerto Città di Montescaglioso in P.zza S. Francesco d'Assisi e illuminazione in Via del Corso.
h 22:00 P.zza S. Francesco d'Assisi: Spettacolo pirotecnico Ditta Padovano Giovanni, Genzano (BA).
- Giovedì 25 settembre
h 19:00 Chiesa S. Eligio - Sede del Comitato in Via del Corso, Estrazione lotteria dei Sassi "S. Eustachio" (info: 0835.331412)







Beffata nel finale l'F.C. Matera che perde a Lamezia per 1 a 0 con il gol di De Luca al 93°.
Alla Bawer Matera il Memorial "Orlando Leone" che batte in finale la Publisys Potenza per 84 a 80.
Master Group in cerca di un'opposto per completare l'organico. Intanto si aspetta la riconferma della Biamonte.
Vittoria per 16 a 2 in amichevole contro il Bernalda. Intanto firmano altri 5 ragazzi.
Chiuso l'accordo con Davide Santeramo, giovane attaccante materano che torna a Matera dopo due stagioni nel Seregno.
Vuoi le news e i risultati delle principali squadre materane sul tuo sito? Contatta lo