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Antiche credenze

Aggiornato al 23/10/2008 alle ore 23:54
  1. L'Ongl d la bbona nav (l'Angelo della buona novella)
  2. Com so net u Patt'l (come sono nate le pettole)
  3. Scij ad acchiè l'onm du priaterij, il congedo dalla vita terrena
  4. Il cuccù (o cucù)

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Aggiornato al 24/10/2008 alle ore 00:01

Intorno alla mezzanotte si recitavano tante preghiere tra cui Il Padre Nostro, l'Ave Maria, il Gloria al Padre, una Salve Regina ed altro. Dopodichè bisognava tendere l'orecchio e stare molto attenti a ciò che accadeva e ciò che si ascoltava, per poter dare, in seguito, le spiegazioni. Se nel quartiere si vedeva spegnere una luce, questo non era buon segno; le cose sarebbero andate male; al contrario, veder accendere una luce era di buon auspicio. Se si vedeva un cane passare o lo si sentiva abbaiare, questo stava a significare fedeltà. Una porta che si chiudeva, portava male, a differenza di una porta che si apriva che, invece, portava bene. Il gatto che passava portava male.

Molto importanti erano i passanti e le parole che si scambiavano tra loro.

- Svegliarsi nel bel mezzo della notte e sentire il latrato di un cane o il verso di una civetta stava a significare che un evento luttuoso si stava avvicinando.

- Prima di fare tante fritture, si prendevano pezzi di pasta e si faceva una Croce che si metteva in cucina. Questo serviva a tenere lontano le scottature e i rischi vari.

- Non bisognava mai far sedere un bambino su una tavola da pranzo imbandita con tovaglia. Stava a significare riduzione di anni di vita.

- Non bisognava mai posare soldi sulla tavola apparecchiata oppure sul letto.

- Non bisognava mai rifare il letto in tre perchè questo avrebbe portato la morte della persona più piccola che dava una mano.

 

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Aggiornato al 03/11/2008 alle ore 17:24

Contenuti tratti dal libro Frammenti di vita contadina di Antonio Giampietro, casa editrice BMG Editrice, anno di pubblicazione 1988.


Ier na scirnet chirios chera dì. Siccidov'n cos nev: la iadd'n fesci nuv addò v'lezz,
la iott scamev com n'criatir, u mil all'astodd zuqquev sfinnonn u chionch,
sop o ballatir ripigghiò u masinichel sicchet.
Inchirquet sop o tav'lir la femm'n stev a trimbè u ppen p' la fest.
Sintonn u pastir, rivigghiet da l'ongil, ca s'abbiovn a na irott,
addò ier net n'Bambinidd mannet do Patratern,
lassò la moss sott o chipert e s'abbio appriss o pastir.
S'addirrassò n'zich sivirchi da la ches e rimanì abbabbiet nonz alla mangiator,
addò sop la pogghi, n' Bambinidd v'linidd stampiscev m'nonn u manodd o Vicchiaridd.
U Nunn chiangev ca v'lev mangiè la Momm circhev p' foll accquiatè.
La irott chien d'lisci fesci schirdè alla femm'n la trimbet. Arrivet alla ches, la sfriscindet,
acchiò la moss passet d' lievt.P' non scittè tutt chera moss criscit circò aiit all'ongil du pastir,
ca pigghiet a cumpassion d' la pov'redd discì d' sfrisci la post, e venn'r u patt'l.
Fesci la sponn' ch la moss criscit, sop o mattin d' la chicin e acchiminzò a sfrisci.
F'rnit acchigghì l' ut'ma post e la st'nnì sopa l' ugghi bullent e fesci na pett'la chiù ironne e la
chiamò la strozz du Bamb'n, p'nzonn o pannicidd p' abbigghilè u Ninnaridd riss, riss e bionch bionch.


* TRADUZIONE *

Una donna dei Sassi era intenta ad impastare il pane per la imminente solennità natalizia.
Ad un tratto sentì nella strada un vociare. Si affacciò dal portello e vide passare contadini, artigiani, pastori, massaie. Incuriosita, interruppe il lavoro e li seguì. Dopo aver camminato a lungo, giunse vicino ad una capanna,entrò e, nell'interno, davanti ad una mangiatoria, poggiato sulla paglia, vide un bambinello coricato tra un uomo e una donna e, in fondo, un bue e un asinello.
Dalla grotta si sprigionava una luce meravigliosa, che s'irradiava tutt'intorno: era la luce dell'amore e della bontà, destinata ad illuminare tutto il mondo. La donna, improvvisamente, si ricordò d'aver lasciato a casa l'impasto incompleto. Ritornò indietro e trovò che la pasta era ormai . Pensò di buttar via tutto; ma il senso del risparmio la indusse a non farlo. Si rivolse all'angelo tutotre della casa, che le suggerì di utilizzare l'impasto, friggendolo nell'olio bollente. Fu così che vennero fuori u' pattl il pasto tipico dei Materani nel giorno della vigilia di Natale.

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Aggiornato al 18/11/2008 alle ore 23:30

"Scij ad acchiè l'onm du priaterij" - Andò a trovare le anime del Purgatorio

"Scij ad acchiè a Battust" - Andò a trovare a Battista (San Giovanni Battista)

Spesso, nel passato, l'uomo associava a dei semplici gesti significati che li legassero alla vita ultra-terrena.

Ad esempio se un morente nel letto cercava a tutti i costi di alzarsi dal letto, o effettuava altri movimenti incontrollati, anche se in uno stato confusionale, il toccare con i piedi il pavimento significava volersi congedare dalla terra.

Lo stato di agitazione pre-terminale è solito per alcuni tipi di pazienti al momento dell'aggravarsi delle condizioni cliniche.

Quindi si era soliti,in passato,dare sempre una giustificazione relativa a ogni avvenimento positivo e negativo che fosse.

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Aggiornato al 21/05/2010 alle ore 09:02

I fischietti nella nostra tradizione hanno sempre avuto un grosso valore scaramantico.
Un tempo venivano murati nei camini per allontanare dalle abitazioni gli spiriti maligni e sempre per la stessa ragione venivano posti sulle culle dei neonati non ancora battezzati.
I figli maschi ne ricevevano uno in dono in tenera età come augurio di futura felicità.

In Italia esistono diverse zone in cui vengono prodotti fischietti, ogni luogo però ha nella propria tradizione e cultura l'uso di colorazioni e forme diverse per contraddistinguere il proprio fischietto. Nella nostra città si chiama "Cuccù" ed ha la forma stilizzata di un gallo ed è in genere bitonale.

Un tempo veniva regalato ai bambini il giorno di Pasquetta, ma era secondo un’altra tradizione il simbolo di promessa d’amore: più il Cuccù era decorato, più grande era la promessa d’amore.

Il nostro Cuccù è, quindi, non solo un chiassoso e colorato giocattolo, ma un simbolo carico di significati.

 

Informazioni al sito www.ilbottegaccio.it

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Aggiornato al 16/10/2011 alle ore 23:37

I Templari nel materano
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