
Dialetto,
Antiche credenze
- L'Ongl d la bbona nav (l'Angelo della buona novella)
- Com so net u Patt'l (come sono nate le pettole)
- Scij ad acchiè l'onm du priaterij, il congedo dalla vita terrena
- Il cuccù (o cucù)
| Tweet |

1. L'Ongl d la bbona nav (l'Angelo della buona novella)
Intorno alla mezzanotte si recitavano tante preghiere tra cui Il Padre Nostro, l'Ave Maria, il Gloria al Padre, una Salve Regina ed altro. Dopodichè bisognava tendere l'orecchio e stare molto attenti a ciò che accadeva e ciò che si ascoltava, per poter dare, in seguito, le spiegazioni. Se nel quartiere si vedeva spegnere una luce, questo non era buon segno; le cose sarebbero andate male; al contrario, veder accendere una luce era di buon auspicio. Se si vedeva un cane passare o lo si sentiva abbaiare, questo stava a significare fedeltà. Una porta che si chiudeva, portava male, a differenza di una porta che si apriva che, invece, portava bene. Il gatto che passava portava male.
Molto importanti erano i passanti e le parole che si scambiavano tra loro.
- Svegliarsi nel bel mezzo della notte e sentire il latrato di un cane o il verso di una civetta stava a significare che un evento luttuoso si stava avvicinando.
- Prima di fare tante fritture, si prendevano pezzi di pasta e si faceva una Croce che si metteva in cucina. Questo serviva a tenere lontano le scottature e i rischi vari.
- Non bisognava mai far sedere un bambino su una tavola da pranzo imbandita con tovaglia. Stava a significare riduzione di anni di vita.
- Non bisognava mai posare soldi sulla tavola apparecchiata oppure sul letto.
- Non bisognava mai rifare il letto in tre perchè questo avrebbe portato la morte della persona più piccola che dava una mano.

2. Com so net u Patt'l (come sono nate le pettole)
Contenuti tratti dal libro Frammenti di vita contadina di Antonio Giampietro, casa editrice BMG Editrice, anno di pubblicazione 1988.


3. Scij ad acchiè l'onm du priaterij, il congedo dalla vita terrena
"Scij ad acchiè l'onm du priaterij" - Andò a trovare le anime del Purgatorio
"Scij ad acchiè a Battust" - Andò a trovare a Battista (San Giovanni Battista)
Spesso, nel passato, l'uomo associava a dei semplici gesti significati che li legassero alla vita ultra-terrena.
Ad esempio se un morente nel letto cercava a tutti i costi di alzarsi dal letto, o effettuava altri movimenti incontrollati, anche se in uno stato confusionale, il toccare con i piedi il pavimento significava volersi congedare dalla terra.
Lo stato di agitazione pre-terminale è solito per alcuni tipi di pazienti al momento dell'aggravarsi delle condizioni cliniche.
Quindi si era soliti,in passato,dare sempre una giustificazione relativa a ogni avvenimento positivo e negativo che fosse.

4. Il cuccù (o cucù)

I fischietti nella nostra tradizione hanno sempre avuto un grosso valore scaramantico.
Un tempo venivano murati nei camini per allontanare dalle abitazioni gli spiriti maligni e sempre per la stessa ragione venivano posti sulle culle dei neonati non ancora battezzati.
I figli maschi ne ricevevano uno in dono in tenera età come augurio di futura felicità.
In Italia esistono diverse zone in cui vengono prodotti fischietti, ogni luogo però ha nella propria tradizione e cultura l'uso di colorazioni e forme diverse per contraddistinguere il proprio fischietto. Nella nostra città si chiama "Cuccù" ed ha la forma stilizzata di un gallo ed è in genere bitonale.
Un tempo veniva regalato ai bambini il giorno di Pasquetta, ma era secondo un’altra tradizione il simbolo di promessa d’amore: più il Cuccù era decorato, più grande era la promessa d’amore.
Il nostro Cuccù è, quindi, non solo un chiassoso e colorato giocattolo, ma un simbolo carico di significati.
Informazioni al sito www.ilbottegaccio.it

| Tweet |
Nessun commento presente














