Articoli:
1- La leggenda
2- Il Carro Trionfale: concorso e costruzione
3- La protezione del Carro Trionfale
4- I Cavalieri della Bruna
5- L'aspetto religioso
6- Aria di festa
7- Carro trionfale 2010. Tema: Il Curato d'Ars - modello per il sacerdote Maestro della Parola
Introduzione:
Il 2 Luglio di ogni anno, sin dal X-XI secolo, si celebra a Matera la festa di Maria SS della Bruna, protettrice della città. Per l'occasione, nel periodo che si protrae da giugno (quando il comune avvia il montaggio delle luminare) alla prima settimana di luglio, la città dei Sassi indossa l'abito delle grandi occasioni per festeggiare la sua Santa protettrice e per accogliere l'enorme flusso di turisti e curiosi desiderosi di assistere ad una festa sicuramente unica al mondo.
Nonostante il fatto che le celebrazioni si concentrino nell'arco di un mese circa, possiamo affermare che i preparativi per l'edizione dell'anno successivo cominciano sin dal giorno 3 luglio, quando la popolazione si riprende a fatica dopo la lunga e faticosa giornata appena trascorsa e commenta tutte le fasi della festa, evidenziando quelle negative e da migliorare. Anche questo aspetto fà parte della tradizione, ed in questo contesto ben si inserisce un famoso detto popolare che mai come in questo periodo viene ripetuto incessantemente, "A mogghij a mogghij l'onn cj vàn" che letteralmente vuol dire "Di meglio in meglio nell'anno che verrà".
La Festa della Bruna racchiude al suo interno devozione, storia, tradizione e molto altro. Diversi sono gli aspetti che la caratterizzano: si và da quello pagano con le giostre, le bancarelle, i fuochi d'artificio ed altro ancora, a quello religioso con le messe, le processioni e la devozione del popolo.
Naturalmente i veri materani cercano di seguire tutti i vari appuntamenti che, come da tradizione, si ripetono ogni anno dalla metà del 1300 circa; altri semplicemente si godono l'aria di festa che si respira in città in questi giorni, altri ancora spaventati dal troppo frastuono che si crea a Matera nell'arco dei festeggiamenti preferiscono recarsi altrove.
Alcune informazioni sono tratte dal libro "La Festa della Bruna" di Michele Morelli e "La Voce della Festa" a cura dell'Associazione Maria SS della Bruna 2005. Alcune immagini sono tratte del libro "La Festa della Bruna" di Michele Morelli e dal sito www.FestadellaBruna.it.
La venerazione per la Madonna della Bruna è antichissima e risale alla metà del 1300 circa. La vita in questo preciso periodo storico era molto faticosa, la popolazione viveva esclusivamente grazie alla rendita dei campi e quindi i contadini, per sopravvivere e per badare alla propria famiglia, erano impegnati in massacranti giornate lavorative. In questo contesto il popolo si affidava alla Madonna per chiedere protezione e abbondanza per il raccolto. Oggi la situazione è di certo cambiata, ma intatta è rimasta la devozione dei materani verso la propria protettrice.
Esistono diverse versioni circa il nome della Madonna, "Della Bruna" appunto. Secondo alcuni questa denominazione è nata dai colori scuri (bruni) con i quali la stessa è raffigurata in numerosi affreschi (foto a sinistra). Per quanto riguarda invece l'origine della festa esistono varie leggende: una di queste narra dell’assalto da parte del popolo materano ad un carro di Saraceni, popolazione che occupava il territorio Murgiano intorno al IX, X secolo; un’altra, la più comune e la più tramandata di generazione in generazione, vuole come protagonista un contadino che, tornando in città dopo una faticosa giornata in campagna in una serata d'estate alla guida di un carretto, incontrò una signora che gli chiese di essere condotta in Cattedrale poichè stanca e affaticata dal viaggio.
L’uomo accettò di condurla personalmente, per proteggerla da eventuali aggressioni di uomini senza scrupoli, fino alle porte della città, ovvero fino all'attuale rione Piccianello (in figura vi è la vecchia chiesa della Madonna dell'Annunziata di Piccianello), nei pressi della locazione dell'omonima chiesa (in figura a destra la vecchia chiesa di Piccianello), onde evitare le indiscrezioni della gente. Giunti sul posto stabilito, prima di scendere dal carro la signora chiese nuovamente un’altra cortesia, e cioè quella di consegnare direttamente al Vescovo della città di Matera un biglietto. Il contadino fu nuovamente cortese e così accettò l'incarico, si rivolse nuovamente verso la signora per salutarla e quest'ultima gli sussurrò le seguenti parole: "Così, su un carro addobbato, voglio entrare ogni anno nella mia città" e, detto ciò, si trasformò in statua. Scosso da tale avvenimento ed in preda all'ansia il contadino corse in Cattedrale dove consegnò al Vescovo la lettera nella quale la signora diceva di essere la Madonna della Bruna, venuta a proteggere l'umile popolo di Matera.La notizia si diffuse così rapidamente che il Vescovo, insieme ai collaboratori, al carrettiere e ad una gran moltitudine di gente si recarono sul posto in processione per prelevare la statua e condurla in cattedrale, sua sede definitiva.
Da allora la statua della Madonna ogni anno il 2 luglio, nel giorno della sua ricorrenza, viene portata in processione su di un carro fatto in cartapesta (come in foto a sinistra) costruito appositamente per ricordare tale avvenimento. La preparazione del carro, ad opera dei più bravi maestri cartapestai, ha inizio mesi e mesi prima. Tale carro viene distrutto ogni anno in Piazza Vittorio Veneto per volere del popolo materano, per costruirne uno migliore di anno in anno. Il Carro Trionfale compie, dopo un tragitto per il centro cittadino, i famosi "tre giri" sul piazzale della Cattedrale per simboleggiare la presa di possesso della città da parte della Madonna. In realtà il numero di giri non è quasi mai esatto, infatti gli stessi assumono ciascuno un significato particolare (ad esempio un giro viene dedicato alla speranza di un buon raccolto).
La festa termina quindi la sera del 2 luglio, quando pochi secondi bastano per cancellare il lavoro di mesi e mesi. Ma questa è la tradizione, cala così il sipario sulla giornata più lunga per i materani.

Ogni anno viene bandito il concorso per la costruzione del Carro Trionfale (in figura a sinistra il bozzetto di quello dell'edizione 2009, a cura di Michelangelo Pentasuglia. Tema: San Paolo Migrante degli Apostoli), "du cuorr", e tutti i maestri artigiani cartapestai interessati possono parteciparvi inviando un prospetto del carro da realizzare basato su un tema tratto dalla Bibbia.
E’ un concorso come tanti altri, dove la selezione è effettuata dalla Commissione della festa di Maria SS. della Bruna, nonché dai rappresentanti della Curia che scelgono il progetto idoneo.
Il progetto vincente del Carro Trionfale viene reso pubblico al popolo materano attraverso dei bozzetti realizzati dallo stesso maestro cartapestaio vincitore del concorso.
I lavori per la costruzione del carro, vengono eseguiti in un locale di proprietà comunale (chiamato anche "Fabbrica del Carro", foto a destra) sito nel Rione Piccianello. Proprio in questo luogo lavorano sul progetto del carro il maestro cartapestaio, alcuni artigiani e falegnami; questi ultimi hanno il compito di preparare (riparare) il supporto in legno, lo scheletro, utilizzato nella scorsa edizione, che servirà per sostenere appunto le statue e le decorazioni in cartapesta.
Il Carro sfilerà, come da tradizione trainato da muli, nel tardo pomeriggio del 2 luglio seguendo un percorso ben preciso(figura sotto), che lo porterà alla sua distruzione in Piazza Vittorio Veneto intorno alle ore 22.00. Infine non rimarrà che lo scheletro del Carro, che verrà trainato fuori dalla piazza.

Il falegname prepara la struttura in legno usando le bacchette di tavole e compensato ("bacchett d' tovl"), che vengono inchiodate ("cijndrèt") e che danno la forma alla struttura del progetto da realizzare.
Il cartapestaio crea i modelli di cartapesta, cioè i pupi (" 'u paupr") da realizzare mediante delle forme in gesso ottenute precedentemente da sculture eseguite con l'argilla ("iriàt").
Una volta assemblate le figure di cartapesta, sostenute da assi in legno, esse vengono rifinite con carta e colla ("ch la cort e n'ghèdd") per migliorarne la forma, applicando anche del gesso di Bologna (" 'u giuss d' Bolaugn") esente da impurità, e per ottenere una forma di tipo liscio marmoreo.
Le figure poi vengono scartavetrate e levigate e quindi vengono rifinite, in modo da dare loro la proporzione e la forma anatomica più realistica. In seguito vengono colorate e sono pronte per essere applicate sul Carro Trionfale nella posizione stabilita.
Nel frattempo che il falegname continua a "preparare" lo scheletro del carro, incrociando le bacchette di tavola, il cartapestaio prepara, con fogli di carta e colla, i panneggi (" 'u pannaggij"), i festoni (" 'u fjstjn") e le cornici (" 'u chrnjscij") che completeranno la parte laterale della struttura e le parti piane, su cui poi verranno eseguite delle pitture previste sul bozzetto originario.
Le tavole (" 'u tovl"), i chiodi (" 'u cendr"), la carta ("la cort"), la colla ("la n'ghèdd") e il gesso (" 'u giuss") verranno nascosti dalla cartapesta e dai suoi colori vivaci ("o' chljr").Un’altra caratteristica del carro è la presenza dei dipinti, posti tutt’intorno il perimetro dello stesso, che raffigurano un tema tratto dalla Bibbia, e di statue in cartapesta, spesso dei Santi; altri abbellimento sono i vasi (" 'u vès"), forme di testa di leone ("ferm d chèp d leijn") a basso rilievo, da festoni e frange colorate.
Il tema del Carro Trionfale è rappresentato al centro della struttura. Il completamento dei lavori si raggiunge intorno metà Giugno, mentre l'esposizione al pubblico è per tradizione fissata al giorno 29 Giugno, festa di San Pietro e Paolo ("Sant Pjtr i Poul"), in cui l'imponente opera d'arte viene benedetta dal vescovo.

Affinché il Carro Trionfale possa arrivare al centro di Piazza Vittorio Veneto, per essere distrutto dalla folla, il Comitato della festa, da anni, impiega vari Corpi dellle forze dell’ordine: la Polizia di Stato, I Carabinieri, la Finanza, Corpo Forestale della città di Matera e non. Il loro arduo compito è quello di impedire l'assalto anticipato del Carro Trionfale (foto a sinistra). In merito alla protezione della maestosa opera in cartapesta, nei tempi passati, sono state molte le iniziative che il Comitato organizzatore ha ideato per consentire la giusta conclusione della festa.
A volte la scorta è stata affidata ai Cavalieri della Bruna (foto a destra), altre volte ad un gruppo organizzato vestito da centurioni o da facchini (" 'u vastosr"), ma queste, tuttavia, si sono rivelate esperienze fallimentari.Quando la tradizione non viene rispettata, ovvero quando il carro non viene distrutto in Piazza Vittorio Veneto, la folla che per ore ha sperato di assistere allo "strappo" (" 'u strozz"), cioè all'atto conclusivo, reagiste con urla, fischi nei confronti degli assalitori. A tal proposito possiamo citare un famoso detto materano, spesso usato: "Sim rjmes coum o dij d ligghij" (siamo rimasti come al 2 di luglio). In molte edizioni della festa il carro è stato distrutto nel tragitto che và dalla Cattedrale al Banco di Napoli, a poche decine o centinaia di metri dalla sua vera destinazione.
Lo schieramento da parte delle forze dell’ordine, con l’impiego di transenne e blocchi pedonali, invece ha permesso nelle ultime edizioni che il carro potesse arrivare al centro di Piazza Vittorio Veneto.

L’Associazione dei Cavalieri è composta da cittadini che ogni anno rinnovano la propria devozione verso la loro Santa Patrona partecipando alla sfilata nel giorno del 2 Luglio. I preparativi iniziano già dal mese di gennaio sia per i veterani sia per i nuovi associati. Ad ognuno viene assegnato dal gruppo dirigente il ruolo e il numero, e ciascun cavaliere prepara il proprio abbigliamento e gli addoppi per il proprio cavallo.
L’abbigliamento del cavaliere è costituito dalla divisa, rigorosamente di colore bianco, e dall’armatura. E’ completato dal mantello, generalmente colorato, dall’elmetto e dalla lancia che ha in cima una piccola bandierina contrassegnata da una croce. Il cavallo (" 'u cuavodd") è ornato da un telo sulla groppa, e da fiori ricoprenti le briglie che circondano la testa. Gli ornamenti del cavallo (" 'u uarnmjnt du cuavodd") tempo fa erano molto più vistosi e appariscenti di come lo sono oggi, infatti la testa e il tronco dell'animale erano ricoperti da un gran numero di fiori, generalmente garofani in plastica multicolori.
La cavalcata, conosciuta come "La calvchèt", vede tra i principali protagonisti il generale (" 'u generel"), il suo vice e il trombettiere (" 'u trmbttjr", disegno a sinistra realizzato da Eustachio Radogna, entrambi nella foto di sotto) che di tanto in tanto, durante il percorso della sfilata, mostra a tutti la sua abilità nel suonare la tromba. Il repertorio comprende alcuni motivi, tipici degli eserciti a cavallo del passato: l’adunata, la carica, il galoppo ed altri ancora.
La mattina del 2 Luglio i Cavalieri della Bruna si radunano a partire dalle zone periferiche proseguendo lungo le vie cittadine fino ad arrivare nella zona centrale, aumentando via via di numero. A metà mattinata i Cavalieri in gruppo si riuniscono in Piazza Vittorio Veneto dove il generale passa in rassegna la cavalleria e ne prende il comando; la tappa successiva è piazza Duomo, in Cattedrale, dove tutti insieme si preparano a scortare la Madonna verso la chiesa di Piccianello (nella foto a destra i cavalieri sono in Via Annunziatella, prima di giungere alla chiesa di Piccianello).Nel tardo pomeriggio la cavalcata ha il compito prima di scortare il Carro Trionfale, che ora trasporterà la Madonna, verso la Cattedrale dove verrà deposta la Protettrice della città di Matera, e in seguito quello di accompagnare il manufatto in cartapesta verso il centro di Piazza Vittorio Veneto, dove secondo tradizione verrà distrutto.
Sicuramente per i cavalieri, per i loro accompagnatori e per i cavalli è una giornata molto faticosa, ma sicuramente gratificante; partecipare alla Festa della Bruna è un privilegio per pochi, e non ha prezzo.

La Curia svolge una funzione centrale nella festa, in quanto la devozione a Maria SS. della Bruna da parte del popolo Materano deve necessariamente essere gestita dal Vescovo ("Mnzgnaur") e dai suoi collaboratori.
La Curia e il Comitato stila il programma con gli orari su cui si deve basare la festa.
Durante il periodo della novena, ogni sera, viene celebrata la SS. Messa in onore della Madonna.
Il Bambino della Madonna della Bruna viene esposto nella cappella dell’Ospedale di Matera per poter far avvertire anche ai più sfortunati il sentore della festa, ma soprattutto per cercare di dare un segno di speranza e di conforto ai più bisognosi.
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Il giorno primo Luglio viene celebrata la SS. Messa in Cattedrale a metà mattinata; mentre il 2 Luglio la messa viene celebrata all’alba e al suo termine inizia la "Processione dei pastori", nome dato in relazione al fatto che un tempo tale messa era rivolta soprattutto a coloro, i pastori per l'appunto, che all'alba partivano per raggiungere le campagne al fine di svolgere i propri compiti. La processione parte dalla Cattedrale con a capo un dipinto che rappresenta la Madonna, sorretto da un gruppetto di pastori (o almeno in passato era così) e si protrae per i quartieri della città tra le preghiere e i canti dei numerosi fedeli. In ogni quartiere è prevista una sosta in cui si da spazio ai fuochi pirotecnici. La conclusione della processione avviene presso la Chiesa di San Francesco di Paola. Nei tempi antichi la processione dei pastori si svolgeva tra le vie e le scalinate dei due Sassi, Barisano e Caveoso, dando vita ad una manifestazione religiosa sicuramente molto suggestiva.
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Nella sua festa, la Madonna della Bruna è "rappresentata" da due statue: una è detta la coraggiosa, "la coraggiaus", perchè viene impiegata durante la processione e sul Carro Trionfale, e che quindi affronta tutte le difficoltà del percorso; l’altra statua è detta la paurosa, "la pauraus", di pregevole fattura, che rimane esposta in chiesa all’adorazione dei fedeli ed è portata in processione solo nel giorno dell’ottava.
Nella tarda mattinata del 2 Luglio il Vescovo, dopo la celebrazione della SS. Messa, da inizio alla processione della Madonna della Bruna col Bambino (foto in basso) che giunge tra due ali di folla fino alla chiesa di Piccianello. Il corteo è costituito da tutti i sacerdoti della diocesi di Matera-Irsina che sfilano su carrozze d’epoca trainate da cavalli con a capo il Vescovo che espone alla folla Gesù Bambino.
Nelle prime ore del pomeriggio le devote alla Madonna si adoperano nel portare la statua sulle spalle, recitando le preghiere, verso il Carro Trionfale sul quale verrà collocata ed elevata. Anche questo percorso è caratterizzato dalla recita del Santo Rosario da parte di tutti i fedeli e sacerdoti che seguono la processione a piedi disposti su due file laterali, con al centro il Monsignore. Così, sul Carro Trionfale, la Madonna "Coraggiosa" viene riportata in Cattedrale, scortata dai Cavalieri. Similmente il giorno dell' "ottava" vi è un'altra processione, sicuramente più scarna, che vede protagonisti tutti i sacerdoti che, accompagnati dai cavalieri a piedi e dalla banda cittadina, percorrono le vie centrali.
Il mattino successivo viene celebrata la SS. Messa e la Madonna ritorna nella sua nicchia tradizionale.

A dire il vero questo clima festoso ha inizio circa un mese prima, intorno alla prima settimana di giugno, quando il Comitato organizzatore commissiona il montaggio delle luminarie ("la lumnzaziaun", nella foto a sinistra Piazza Vittorio Veneto). Ogni anno esse cambiano disegno e vengono completate qualche giorno prima del 29 giugno, festa di San Pietro e Paolo, quando in serata viene testato il loro funzionamento.
In Piazza Vittorio Veneto viene allestita anche la postazione (foto a destra) dove l'orchestra musicale allieterà la gente con pezzi di musica classica. L'orchestra è affiancata da numerosi gruppi bandistici folkloristici, che suonano ininterrottamente in questi giorni la cosidetta bassa musica (disegno di Eustachio Radogna sotto); altri gruppi, come per esempio la Banda Musicale il cui direttore è il maestro Paolicelli, vengono impiegati durante la Novena e per accompagnare la processione della Madonna scortata dai Cavalieri.
Per quanto riguarda i fuochi d'artificio, in dialetto " 'u spèr", vengono coinvolti ditte specializzate che si adopereranno in diversi momenti: durante la Novena dopo le SS. Messe che ogni giorno vengono celebrate in una chiesa dei quartieri nuovi cittadini, compresa la messa nel giorno della vigilia.

- Come già detto, durante la "Processione dei pastori" dove vengono fatti esplodere lungo un tragitto che interessa diversi quartieri cittadini, appunto come segno di sveglia per l'intera città;
- All'inizio e al termine della processione di mezzogiorno in onore di Maria SS. Madonna della Bruna giunta alla Chiesa di Maria SS. Annunziata, nel rione Piccianello;
- Alla partenza della processione che accompagna la Madonna della Bruna sul carro Trionfale dal rione Piccianello verso la chiesa madre;
- Infine vi sono gli spari sulla Murgia Timone per la conclusione della festa (foto sopra), che risaltano lo splendido panorama il tutte le sue forme. Colori e fragori in un paesaggio fantastico e fiabesco che si illumina tra lo stupore della gente.
Verso la fine di Giugno arrivano i venditori ambulanti che, con i loro furgoni, occupano lo spazio a loro assegnato di Via Rosselli (foto a sinistra), Via Annunziatella ed in generale in tutto il centro. Vengono allestite le tende (" 'u tand") e le baracche (" 'u barrocc") piene di merce di ogni tipo da esporre e vendere alla gente. In questo spazio la gente trova di tutto e di più a prezzi accessibili. Giungono in città oltre che i commercianti dei paesi limitrofi anche improvvisati venditori, afro e asiatici, che si posizionano lungo le strade del centro, dove il passeggio della gente è ininterrotto fino a notte fonda.
Vi sono anche i venditori di torrone ("d trraun"), di zucchero filato, di dolciumi (" 'u dilcj") e cocco, che danno la possibilità alla gente, materani e non, di consumarli per strada o di portarli a casa, ed infine anche la folkloristica figura di colui che, accompagnato dal proprio carretto, vende le combinazioni vincenti per il gioco del Lotto (disegno a destra a cura di Eustachio Radogna, in basso è possibile ascoltare la musica che proviene dal carretto).
Gli artisti di strada completano il quadro della festa. Sono ricorrenti "I madonnari", " 'u madunner", che rappresentano con i loro gessetti colorati l’immagine di Maria SS. della Bruna per le strade del centro città. Chi vuole, apprezzando l’opera, lascia un'offerta all'artista collocandola sulla figura rappresentata.A volte l'attenzione della gente è rapita dai mangiafuoco ("mangiafuch") che, con la loro abilità, destano la curiosità e lo stupore di piccoli e grandi. Altri artisti che si possono incontrare nel centro cittadino durante questi giorni di festa sono i personaggi che simulano le statue, colorati di bianco, che destano la curiosità dei curiosi per la loro abilità nel rimanere fermi per un periodo relativamente lungo.
Si aggiungono ai precedenti anche gruppi di suonatori ("d snaterr") o solisti che si cimentano a rappresentare brani di musica classica, o musica del proprio paese d’origine.

621° Edizione della Festa della Bruna.
Tema: Il Curato d'Ars - modello per il sacerdote Maestro della Parola, Ministro dei Sacramenti e guida della comunità
II tema del Carro Trionfale di Maria SS. della Bruna 2010 (621° edizione) prende spunto dall'anno sacerdotale indetto da Papa Benedetto XVI in occasione del 150° anniversario della morte del Santo Curato d'Ars (San Giovanni Maria Vianney).


Tutta la Chiesa è impegnata a volgere l'attenzione verso questa figura di sacerdote posta a modello per tutti i presbiteri in modo da riscoprire il valore della loro vocazione specifica nei suoi diversi aspetti. L'invito è rivolto non solo agli stessi preti ma anche a tutto il popolo di Dio.
Per la nostra Chiesa diocesana l'appuntamento annuale con la Festa della Bruna e con il suo Carro Trionfale rappresenta un'occasione speciale per riproporre in maniera originale il valore del Ministero dei sacerdoti. II tema mette in evidenza i tré aspetti essenziali del servizio presbiterale che sono: l'annuncio della Parola di Dio, la
celebrazione dei Sacramenti e la guida della comunità cristiana.
Il tema è stato rappresentato con solita passione e abilità dei maestri cartapestai, quest'anno Pasquale Nicoletti e componenti della famiglia Daddiego. La loro vocazione artistica ha dato alla luce le statue e le decorazioni collocate sul manufatto in cartapesta.
Nella sua parte centrale è posta la figura del Santo Curato mentre distribuisce la Santa Comunione ad un fedele ed indica con l'indice dell'altra mano il cielo per ricordarci che l'Eucaristia ne è un anticipo. Accanto al sacerdote in cura d'anime troviamo la figura di una religiosa che gli è di aiuto nell'opera pastorale. Tutta la struttura del manufatto ha come punto di riferimento la Vergine Santa da noi invocata con il titolo "della Bruna". L'azione della Chiesa, dei ministri in primo luogo, dei consacrati e dei fedeli laici è sotto la sua materna protezione.







Beffata nel finale l'F.C. Matera che perde a Lamezia per 1 a 0 con il gol di De Luca al 93°.
Alla Bawer Matera il Memorial "Orlando Leone" che batte in finale la Publisys Potenza per 84 a 80.
Procede nel migliore dei modi la vendira di abbonamenti per la nuova stagione. Superate le 200 tessere!
Vittoria per 16 a 2 in amichevole contro il Bernalda. Intanto firmano altri 5 ragazzi.
Chiuso l'accordo con Davide Santeramo, giovane attaccante materano che torna a Matera dopo due stagioni nel Seregno.
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