Condividi Torrente Gravina Matera Nuovo articolo Torrente Gravina Matera Modifica Torrente Gravina MateraCommenta Torrente Gravina Matera Territorio,
Torrente Gravina

Aggiornato al 25/09/2011 alle ore 12:24
  1. Le Gravine di Matera
  2. Il torrente

La gravina è una tipica morfologia carsica della murgia. Le gravine sono incisioni erosive profonde anche più di 100 metri, molto simili ai Canyon, scavate dalle acque meteoriche nella roccia calcarea. Le sue pareti, molto inclinate ed in alcuni casi verticali, possono distare tra loro tra poche decine di metri a più di 200 metri.

Sono tipiche dell'altopiano delle Murge, in un territorio molto esteso. Al loro interno è possibile trovare corsi d'acqua effimeri che diventano tumultuosi in occasione di abbondanti precipitazioni. Analoghe incisioni del tereno, costituite da pareti meno aspre e accidentate, vengono definite "lame". Prendono il nome di lame anche i tratti iniziali o terminali meno aspri di una gravina.

I processi di formazione delle gravine sono paragonabili a quelli tipici della formazione dei deserti: le gravine raccolgono le acque solo nei periodi piovosi, ma la proprietà dei terreni calcarei di essere resi teneri dall'umidità, rende possibile l'erosione del letto della gravina anche in presenza di corsi d'acqua di portata modesta. In condizioni di aridità, infatti, i suoli e le rocce non producono sedimenti e non forniscono detriti tali da colmare i corsi d'acqua o da limitarne la forza erosiva. Allo stesso tempo, il calcare delle pareti risulta invece secco, duro e protetto da una patina che costituisce una protezione ulteriore al disfacimento, pertanto le gravine conservano i profili scoscesi.

I ritmi ed i tempi della storia naturale sono quelli della ecologia del paesaggio, che è la disciplina che studia le relazioni fra gli elementi della biocenosi e la loro distribuzione nello spazio. L'energia che alimenta il sistema-Terra e ne condiziona l'evoluzione ha origini esogene, come l'energia solare, ed altre endogene, come il calore generato dalle reazioni chimiche. A queste ultime fanno riferimento fenomeni come il vulcanismo ed i movimenti tettonici, i creatori delle disegualianze morfologiche della Terra: sono questi che hanno consentito, ad esempio, l'emersione del territorio pugliese dai fondali marini. Altra forza endogena è la forza di gravità, che è alla base, con il movimento delle masse ad essa soggette, del fenomeno dell'erosione eolica e, soprattutto, idrica. Essa agisce sul substrato secondo le leggi dell'entropia, disgregandolo e spostando le sue minute particelle, con l'effetto di attenuare le variazioni morfologiche. La storia naturale deriva, quindi, dall'equilibrio fra forze morfogenetiche (generatrici di substrato) e forze pedogenetiche (generatrici di terreno). Il risultato di questa alternanza è la ricca fenomenologia carsica del suolo pugliese tutto. L'attuale fase vede di gran lunga prevalere i fenomeni pedogenetici. Il blocco calcareo formatosi per sedimentazione marina nel periodo compreso tra il Giurassico superiore e il Cretaceo emerse a causa dei movimenti tettonici caratterizzandosi già allora per la presenza di numerose faglie e fratture, tali fratture subirono processi erosivi che ne causarono l'allargamento. Su questa ossatura calcarea, si depositarono in tempi pleistocenici a causa di una nuova ingressione marina, i calcari detritici più teneri: le calcareniti. I calcari del Cretaceo sono caratterizzati da un elevato contenuto di carbonato di calcio (85%), quasi del tutto derivato da diretta o indiretta produzione organica, dovuta ad alghe, molluschi, coralli, spugne ect.. e sono costituiti dal minerale calcite (CaCO3), originatosi in ambiente marino in conseguenza di un processo di sedimentazione che è durato circa 80 milioni di anni. Questo lungo processo sedimentario di natura biochimica e chimica è avvenuto a spese del carbonato di calcio presente in soluzione nelle acque marine e lacustri. Esso è stato fissato dagli organismi per formare le parti solide di scheletri e gusci. Questi gusci si sedimentarono dopo la morte degli organismi o quando gli organismi unicellulari si liberavano dai gusci stessi durante i processi riproduttivi. La precipitazione del carbonato di calcio veniva favorita dalla presenza di climi caldi e in ambienti marini che avevano scarsa comunicazione con il mare aperto, come è avvenuto per i bacini a circolazione ristretta delle Murge e del Salento. Le calcareniti sono rocce calcaree detritiche a grana media, formate da granuli delle dimensioni delle sabbie e prevalentemente di natura calcarea, immersi in legante (cemento) di calcite macrocristallina o in una matrice calcarea microcristallina (micrite). Sulle Murge le calcareniti si trovano distribuite ai bordi degli affioramenti calcarei dell'era mesozoica e appartengono al Pleistocene. L'area che costituisce il cuore del presente lavoro giace fra le estreme propaggini meridionali delle Murge ed il Mar Jonio. Il substrato è costituito da sedimenti, costituiti da calcare cretacico, affiorante in coincidenza delle alture delle Murge di Sud-Est tra le quali spicca il lungo e profondo crepaccio della gravina di Gravina in Puglia, le più modeste Murge Tarantine (a Sud-Est della città) e il vasto tavolato a Nord di Taranto, lievemente degradante verso il Mar Piccolo. La gran parte delle aree pianeggianti sono occupate invece da depositi continentali e soprattutto marini plio-pleistocenici, le calcareniti, noti localmente come tufi. Il territorio ad Ovest della città è invece costituito da depositi alluvionali ghiaioso-limosi più recenti, di età pleistocenica-olocenica. Le coste sono occupate da formazioni dunali recenti, che nel settore occidentale non sono ancora cementate ed assumono la morfologia di dune fisse grazie alla copertura vegetale; in quella orientale prevalgono invece dune cementate a composizione calcarea, derivanti dalla degradazione della calcarenite.

Fonti: http://it.wikipedia.orghttp://www.lacittadelluomo.it

 

 

Condividi Le Gravine di Matera Matera Modifica Le Gravine di Matera MateraCommenta Le Gravine di Matera Matera 1. Le Gravine di Matera

Aggiornato al 24/09/2011 alle ore 12:32

Le Gravine di Matera sono incisioni erosive simili a canyon che si trovano in provincia di Matera. Le gravine sono tipiche morfologie carsiche della murgia, quelle di Matera sono solo alcune delle gravine della Basilicata.

Nel 2005 le Gravine di Matera sono state inserite nella lista del Ministero dei Siti di interesse comunitario. Si trovano all'interno del territorio del Parco della Murgia Materana, e quindi sono ricomprese all'interno dell'area definita patrimonio UNESCO.

Condividi Il torrente Matera Modifica Il torrente MateraCommenta Il torrente Matera 2. Il torrente

Aggiornato al 24/09/2011 alle ore 12:44

L'effetto visivo è di particolare suggestione: si presenta, infatti, come una profonda incisione dalle pareti scoscese, alte decine di metri dal fondo valle, lungo le quali è possibile ossservare la successione delle rocce formatesi durante l'evoluzione geologica dell'area.         

A fondo valle si notano le rocce risalenti al Cretaceo superiore appartenenti alla Formazione del "Calcare di Altamura". Vi si sovrappongono i depositi datati Pliocene superiore-Pleistocene della Formazione della "Calcarenite di Gravina" pure conosciuta come "tufo calcareo". Nella parte più alta dei versanti sono ancora osservabili le "argille Subappennine", risalenti al Pleistocene inferiore ed i "sedimenti sabbioso-ghiaiosi terrazzati" del Pleistocene inferiore medio.

La Gravina di Matera nasce circa un milione di anni fa con l'inizio dell'emersione dell'area ed il progressivo abbassamento del livello del mare. Sulle superfici emerse scorrono i primi corsi d'acqua che cominciano l'attività di incisione dei sedimenti più teneri del Pliocene-Pleistocene. L'attuale posizione delle valli fluviali in corrispondenza delle rocce calcaree, può essere spiegato con il progressivo sollevamento delle aree emerse che ha aumentato la forza erosiva dei corsi d'acqua.

L'erosione dei calcari è stata, inoltre, favorita dal fatto che, in alcune zone, le rocce hanno perso la propria compattezza per effetto dei fenomeni di fratturazione e di carsismo ipogeo (sotterraneo). La fratturazione, peraltro, ha pure condizionato lo sviluppo del reticolo idrografico della Murgia Materana: questa, infatti, presenta un andamento angolare, con alcuni tratti incisi secondo la direzione NordOvest-SudEst ed altri secondo quella NordEst-SudOvest, in corrispondenza dei principali sistemi di faglia della crosta terrestre.

Gli affluenti del torrente Gravina, più giovani, mantengono il proprio letto di scorrimento ad una quota più alta rispetto alla valle principale; in conseguenza scorrono in quelle che vengono denominate "valli sospese".

Lungo il torrente Gravina si possono notare anche alcuni rilievi isolati di forma conica: sono il prodotto del taglio di antiche anse fluviali abbandonate, a testimonianza dell'evoluzione subita dal reticolo idrografico.

Lungo i fianchi della Gravina di Matera si osservano successioni rocciose aventi spessori diversi: il versante destro, su cui sorge Matera, è caratterizzato da un maggiore spessore della "Calcarenite di Gravina" e si presenta meno ripido rispetto al versante opposto dove affiorano solo i Calcari di Altamura.
     
Proprio nelle rocce calcarenitiche -più agevolmente lavorabili- si sono sviluppati gli insediamenti umani rupestri. Peraltro, la scarsa permeabilità delle rocce stesse consentiva all'uomo, scavandole, di realizzare cisterne per la conservazione dell'acqua.

La vasta diffusione di insediamenti umani, che ha portato alla formazione dei "Sassi", si è, quindi realizzata sul versante destro della gravina dove la spessa copertura calcarenitica incisa dalle valli sospese (dette localmente "graviglioni") e dalle anse fluviali abbandonate, ha consentito l'esposizione di più versanti facilmente accessibili all'uomo.

I "Sassi" si interrompono verso il basso per la presenza del Calcare di Altamura, presente dal fondo della Gravina fino a metà parete.

torna su
Nuovo inserimento_commenti_messaggi Wiki Matera LASCIA UN COMMENTO
Nome *
Email *
Sito web
Città


* Obbligatori

COMMENTI

Nessun commento presente

VETRINA
Dossier, I Templari nel materano
Aggiornato al 16/10/2011 alle ore 23:37

I Templari nel materano
Il nome Templari deriva Tempio, ovvero esso consisteva in un'ordine di cavalieri con fini monastici e militari protettori della cristianità. Questo fu uno dei primi ordini religiosi cavallereschi cristiani fondato nel 1096 quando Papa Urbano VI ordinò la I Crociata; i membri erano essenzialmente benestanti che, spogliatisi delle loro vesti, diventarono monaci per difendere con la forza la fede cristiana dai musulmani. I Cavalieri giurarono fedeltà alla chiesa ad ogni costo, privandosi di tutti i beni e seguendo la vita monastica adottando la regola benedettina cistercense, i cui tre motti erano po...
I Templari nel materano - Matera COMMENTA!LEGGI TUTTO

WEBCAM MATERA
Finestre su Matera. In diretta dai Sassi e da Piazza Vittorio Veneto.
home | intro | contatti | domande | blog | guestbook | links | banner | login
© 2008 WikiMatera.it | Online dal 12/11/2008 | Contact Staff: staff@wikimatera.it | Design by Nicola Radogna
Con il patrocinio di
Comune di Matera - Città Unesco WikiMatera Provincia di Matera WikiMatera Associazione Matera 2019 WikiMatera
Questo sito è segnalato su:
trivago