Condividi I Testimoni (U du pjzzjn) Matera Nuovo articolo I Testimoni (U du pjzzjn) Matera Modifica I Testimoni (U du pjzzjn) MateraCommenta I Testimoni (U du pjzzjn) Matera Dossier,
I Testimoni (U du pjzzjn)

Aggiornato al 05/12/2012 alle ore 17:31

La storia ci ricorda che la disponibilità di soldi ha permesso di distinguere sempre il ricco dal povero, il datore di lavoro dall’operaio; e quest'ultimo era costretto (soprattutto nel passato) a chiedere impiego a qualsiasi costo pur di provvedere alla sopravvivenza familiare. Allo stesso modo, ci sono sempre state figure che, a seconda delle circostanze, hanno trasformato la necessità per alcuni in situazioni utili per il loro tornaconto.

Nelle suddette circostanze è nata la figura del creditore, che elargiva il prestito a chi ne aveva necessità. Nella città di Matera il creditore si sostituiva, di fatto, alle poche banche presenti all'epoca che, in mancanza di garanzie finanziarie o immobiliari certe, raramente concedevano prestiti alla gente comune.

Generalmente, la richiesta di soldi avveniva solo per pochissimi motivi, e tra questi possiamo citare senz'altro: l'acquisto di un terreno per coltivazioni varie, il matrimonio di una figlia femmina (per via della dote spettante e pattuita con il futuro marito e con i consuoceri), l'acquisto di una casa (cosa, a dir la verità, molto rara in passato e riservata solo ai benestanti).

Spesso la richiesta di soldi comportava anche l'accordo tra i contraenti sul tasso d’interesse (" 'U cjns"), in soldi o in termini agricoli. Spesso l’interesse era molto alto, tanto che oggi verrebbe chiamato tasso di usura.
L’appuntamento per la concessione del prestito avveniva al centro della città, nei pressi della Fontana Ferdinandea, alla presenza di due pietre ("Du p'saurll" o "Du pjzzjn") che fungevano da testimoni.

Le due pietre erano collocate sulla parte destra di Largo Plebiscito, di fronte al Palazzo dell’Annunziata (che all'epoca rivestiva il ruolo di Palazzo di Giustizia), e servivano essenzialmente a bloccare i traini in quel punto per evitare di intralciare la gente che si recava presso le attività commerciali e artigianali lì presenti; un'attività era, ad esempio, un bar indicato dalla gente come " 'U cafà du du pjzzjn", letteralmente "Il caffè dei due pezzoni (delle due pietre)". Nel seguito le pietre furono sostituite da due massi lavorati (foto a destra).

La loro posizione induceva la gente a identificare i due massi come testimoni udenti e oculari per i prestiti, fungendo da garanti dell'accordo. La frase che generalmente convalidava il prestito era quella in cui il creditore diceva e ribadiva: "Ci sono le due pietre per testimoni; qui te li ho dati e qui li rivoglio.." - "Staun 'u du pjzzjn p t'stjmun; dà t'rì dèt i dà r' veghij.." e continuava "..altrimenti.." ("..snauch.."), e seguiva il cenno del capo rivolto al Palazzo di Giustizia sottintendendo, in caso di non rispetto del patto, il ricorso con denuncia in tribunale. La parola stessa "Tribunale" incuoteva paura e indignazione nella gente dell'epoca, e il solo fatto di essere chiamati a rispondere di un debito non onorato era considerato un disonore.

Un'altra situazione in cui si ricorreva all'aiuto dei due testimoni (" 'U du pjzzjn p tjstjmun") era quella collegata al periodo della mietitura, in cui molti contadini, provenienti dai paesi vicini, venivano a chiedere lavoro a giornate ("A scjrnèt") nelle coltivazioni di cereali e soprattutto di grano duro presenti nel materano. Il proprietario terriero (" 'U patrnèl"), o il suo responsabile d’azienda (" 'U cmnanzjr"), assumevano i contadini e stabilivano la paga giornaliera, assegnando loro il lavoro da eseguire. La frase che convalidava il contratto era: "Hanno sentito pure loro e ci sono le due pietre per testimoni.." - "On sjntit pijr làr ì staun 'u du pjzzjn p'tstjmun..", con lo sguardo rivolto sempre al Palazzo di Giustizia.

 

Altra figura di spicco nell'atto del prestito dei soldi era il cinciglione (" 'U cincigliaun"). Il cinciglione era un intermediario tra chi concedeva e chi usufruiva del prestito. A lui ricorrevano i creditori quando la scadenza per la restituzione terminava ed il  tempo della restituzione si prolungava per vari motivi, tra tutti la mancanza di lavoro ("Nan cj stèv u fatij"), il mancato raccolto per eventi atmosferici avversi ("Allaiamjnt d la campogn"), un incendio ("Scappèv fuch"), spese inaspettate come un funerale (" 'N murt") o programmate come la dote per il matrimonio di una figlia ("La daut alla fugghij p folla sp'sè").

 

Il cinciglione si recava dal debitore e gli ricordava del debito non saldato fino a quando  non veniva espletato. La sua presenza nei pressi dell’abitazione stava a dimostrare che quella persona era un cattivo pagatore ("Mal paiataur"), e ciò andava a compromettere l’onore ("L’onaur") della persona e di tutta la famiglia. Le pratiche che interessavano anche il cinciglione venivano effettuate e regolamentate alla presenza delle due pietre (" 'U du pjzzjn"), che fungevano da testimoni come detto. Tuttavia, alle volte, i due testimoni di pietra non erano sufficienti a garantire il rispetto della parola data, per cui si ricorreva in tribunale per sporgere denuncia per mancata restituzione del debito nei confronti del creditore.

A quel tempo aveva valore solo la parola ("La paràl") pronunciata davanti a queste due pietre per effettuare un contratto di lavoro o per concedere un prestito a tassi spesso altissimi. Si può provare ad immaginare cosa avrebbe comportato, ai giorni d'oggi, il mantenimento di questa usanza.

Nuovo inserimento_commenti_messaggi Wiki Matera LASCIA UN COMMENTO
Nome *
Email *
Sito web
Città


* Obbligatori

2 COMMENTI
Commenti:
Pagina 1 di 1
Post Blog Wiki MateraMessaggio Wiki Matera admin
Aggiornato al 15/04/2012 alle ore 11:55
Ciao Miriam, questo articolo non ha nulla a che vedere con i Testimoni di JeovĂ . Per "testimoni" si intendono due pietre che facevano appunto da testimoni durante gli accordi economici. Nulla a che vedere con la religione.
Saluti

Post Blog Wiki MateraMessaggio Wiki Matera Miriam cavalcante oliveira di brazil rio de janeiro
Aggiornato al 07/04/2012 alle ore 02:44
Bem não entensi o que testemunha de jeová tem haver com assundo colocado



VETRINA
Tradizioni, Festa della Bruna
Aggiornato al 10/06/2009 alle ore 09:50

Festa della Bruna Il 2 Luglio di ogni anno, sin dal X-XI secolo, si celebra a Matera la festa di Maria SS della Bruna, protettrice della città. Per l'occasione, nel periodo che si protrae da giugno (quando il comune avvia il montaggio delle luminare) alla prima settimana di luglio, la città dei Sassi indossa l'abito delle grandi occasioni per festeggiare la sua Santa protettrice e per accogliere l'enorme flusso di turisti e curiosi desiderosi di assistere ad una festa sicuramente unica al mondo.Nonostante il fatto che le c...
Festa della Bruna - Matera 2 COMMENTILEGGI TUTTO

WEBCAM MATERA
Finestre su Matera. In diretta dai Sassi e da Piazza Vittorio Veneto.
home | intro | contatti | domande | blog | guestbook | links | banner | login
© 2008 WikiMatera.it | Online dal 12/11/2008 | Contact Staff: staff@wikimatera.it | Design by Nicola Radogna
Con il patrocinio di
Comune di Matera - Città Unesco WikiMatera Provincia di Matera WikiMatera Associazione Matera 2019 WikiMatera
Questo sito è segnalato su:
trivago