
I Sassi,
Chiesa di Santa Lucia e Sant'Agata
- Santa Lucia e Sant'Agata alle Malve
- Il trasferimento alla Civita
- La definitiva collocazione "alla fontana"
Bibliografia: www.SantaLuciaMatera.it - I santi nella storia, editore San Paolo
Foto: WikiMatera
La chiesa dedicata a Santa Lucia e Sant'Agata ha subito nel corso dei secoli diversi spostamenti, in totale tre.
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1. Santa Lucia e Sant'Agata alle Malve

La prima denominazione della chiesa fu "Santa Lucia e Sant'Agata alle Malve" in quanto fu edificata nel Sasso Caveoso, precisamente nel Rione Malve, zona che costeggia la strada che porta proprio a Piazza San Pietro Caveoso (Porta Pistola, foto sopra). La Chiesa, che comprende il Monastero Benedettino femminile del IX secolo, fu ottenuta scavando in una grotta suddivisa in tre aree, che poi divennero le tre navate.

All'interno ci sono numerosi affreschi e, nella parte sinistra, è raffigurata una Madonna col Bambino risalente al XVI secolo (foto a sinistra). In un altro affresco, risalente al XIV secolo, sono raffigurati San Benedetto e Santa Scolastica (foto a destra).
Nella navata centrale, c'è un affresco raffigurante Sant’Agata e, subito dopo, un altro dedicato alla Madonna delle Grazie e San Michele Arcangelo.
Nella navata destra ci sono degli affreschi raffiguranti la Deposizione del Cristo dalla Croce, San Nicola e l'Incoronazione della Madonna con San Giovanni Battista, San Pietro, Santo Stefano e San Lorenzo; tutti questi affreschi sono risalenti al XIV secolo.
Sopra l'altare è presente un affresco che raffigura Santa Lucia (foto in basso).

Sul tetto della Chiesa ci sono numerose tombe, scavate nella roccia e risalenti al Medioevo, tutte rivolte ad Est in direzione del sorgere del sole. Le tombe sono state scoperte intorno la metà del 1970.
La Chiesa fu utilizzata dalle monache fino al 1280 circa, continuando svolgere successivamente diverse funzioni religiose. In seguito fu adibita ad abitazione e subì alcune modifhe.

2. Il trasferimento alla Civita

Intorno al 1300 la Chiesa dedicata a Santa Lucia e Sant’Agata fu trasferita presso la Chiesa costruita alle pendici della Gravina, nella Civita, dove furono ospitate anche le monache, divenendo "Chiesa di Santa Lucia e Sant'Agata alla Civita". Tale costruzione è riconoscibile dal tipico portale a forma di arco posto all'ingresso (foto in alto e in basso).


S. Lucia alla Civita è utilizzata come Sala Comunale, adibita oggi alla celebrazione dei matrimoni civili (foto in basso).


3. La definitiva collocazione "alla fontana"

Nel 1770 circa, la Chiesa e il Convento delle Benedettine furono trasferiti per l'ultima volta nella zona "Nuova" dell’epoca, che in gerco veniva chiamato "Il piano", adiacente alla Fontana Ferdinandea in Piazza Vittorio Veneto (foto a sinistra). La nuova collocazione fu ufficialmente riconosciuta come "Chiesa di Santa Lucia e Sant’Agata alla fontana".
Il monastero delle monache Benedettine (foto in basso), fondato nell'anno 1870, adiacente la Chiesa, ha funzionato sino al 1938 quando si decretò la chiusura totale del convento stesso. Dopo questo periodo il convento è rimasto abbandonato, fino quando ospitò la sede del Municipio, trasferitosi provvisoriamente dal Palazzo Lanfranchi prima della costruzione dell'attuale sede in Piazza della Visitazione.

La Chiesa è composta da una navata, in marmo, molto semplice nelle decorazioni, dove lateralmente sono presenti delle sculture, di cui la prima dedicata al Sacro Cuore di Gesù.

A seguire, è presente una tela raffigurante San Giuseppe con la Madonna e Gesù Bambino, Santa Elisabetta e San Giovanni. La terza tela raffigura la Madonna del S.S. Sacramento.

Sul lato destro, rispetto l'ingresso, c'è la statua raffigurante San Padre Pio mentre svolge il sacramento della Confessione (foto in alto); questa statua è una creazione del maestro Francesco Pentasuglia. A seguire vi è la tela raffigurante il martirio di Santa Lucia per la perdita della vista e ancora una statua in legno che rappresenta Santa Lucia (foto in basso).


Nella parte centrale c'e l'altare (foto in basso), sovrastato da un grande mosaico raffigurante la SS Trinità, mentre dalla parte opposta c’è una vetrata raffigurante l’agnello.


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