
Ogni anno in questa data viene commemorata la
liberazione dall’oppressione Nazista della città di Matera. Sempre viene pronunciato il consueto discorso del I° Cittadino, viene deposta la corona di alloro al
Monumento ai caduti in Piazza Vittorio Veneto e al Monumento sito in Via lucana dov’era situato il
Palazzo della Milizia, il tutto accompagnato dalla banda musicale e dalla sfilata dei reduci di guerra; tutto ciò a ricordo di quel periodo cupo della storia Italiana e materana.
I sacrifici dei cittadini materani, morti per la libertà, sono rimasti nell’oblio tanto che i giovani e i bambini non conoscono l’evoluzione dei fatti e il triste epilogo di quelle giornate. Matera è sta la prima città del Mezzogiorno a insorgere contro i tedeschi, e ciò avrebbe dovuto segnare il periodo successivo della città; non dimenticando tutti coloro che, pagando con la propria vita, hanno ridato al popolo materano la propria dignità.
L’insurrezione a Matera iniziò quando il regime fascista cadde e il 25 Luglio 1943 il Generale Badoglio, in seguito alla dimissione di Mussolini, firmò l’armistizio, in cui si stabilì il ritiro dell’Italia dalla guerra e la resa totale agli alleati Anglo-Americani.
I tedeschi intesero ciò come un tradimento da parte dell’Italia, per cui incominciarono la ritirata saccheggiando le attività che incontravano sul loro cammino e derubando i cittadini di tutti i loro averi.

Dopo l’armistizio, il
palazzo della Milizia, ubicato, in Via Lucana, nei pressi del Rione Cappuccini, fu
abbandonato dai fascisti e venne
occupato dai nazisti.
Di fronte a tanti soprusi i materani chiedevano aiuto e protezione alle forze militari italiane che, spesso, erano sorvegliate dalle truppe tedesche. L’
Ufficiale Nitti (
foto a destra) riuscì comunque a
nascondere le armi e munizioni e a consegnarle ai rivoltosi.
Nella settimana precedente al 21 Settembre, l’atmosfera diventò ancora più tesa e, mentre i cittadini si organizzavano e si armavano con l’appoggio dei militari italiani, i tedeschi incendiavano e saccheggiavano tutto per ostacolare l’avanzata da parte degli alleati. Il loro scopo era quello di colpire soprattutto le stazioni ferroviarie e i relativi mezzi di trasporto, i ponti e le strade principali.