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Tradizioni, Leggende sulla commemorazione dei defunti
Aggiornato al 19/11/2014 alle ore 21:29

Leggende sulla commemorazione dei defuntiLa ricorrenza dei morti che ricade ogni anno il 1° e il 2 Novembre  è il periodo in cui la gente si riversa al cimitero  per la visita ai  propri cari. In questi giorni la gente è solita accendere i ceri nella propria casa e al cimitero  e riempire i vasi  delle lapidi di fiori di tutti i tipi e di tutti i colori. Spesso il cimitero è il punto d’incontro di parenti che vengono da lontano per rivedere dove i propri cari sono tumulati  ed è proprio di lì che la memoria porta a ricordare eventi,dicerie e fantasie circa  la festività di tutti i morti. Infatti  in tutti i paesi c’erano  delle dicerie che in quel periodo comunque ,la gente credeva e temeva la presenza di persone immaginarie .

L’atmosfera  silenziosa e lugubre la si avvertiva già dai giorni precedenti in cui non si ballava,non si cantava, non si suonava e non ci si riuniva per dire sciocchezze...
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CONSIGLIO PER LA LETTURA
Vari, C -- Calculli Francesco, Capolupo Giambattista, Cappelluti Gioacchino, Caropreso Vincenzo, Cattaneo Camillo, Cavalla Vincenzo, Conte Francesco Paolo
Aggiornato al 00/00/0000 alle ore 00:00

C -- Calculli Francesco, Capolupo Giambattista, Cappelluti Gioacchino, Caropreso Vincenzo, Cattaneo Camillo, Cavalla Vincenzo, Conte Francesco PaoloCalculli Francesco Colonnello - Nacque a Matera il 25 novembre 1895. Frequentò il Liceo materano, ma interruppe gli studi perchè richiamato alle armi nella I guerra mondiale. Fu ferito due volte e per il valore dimostrato gli fu conferita la medaglia d'argento. Fu presidente dell'istituto Case Popolari per otto anni e responsabile per oltre venti anni della Banca Popolare. Rivestì anche l'incarico di Commissario Prefettizio dal 15 febbraio 1945 al 24 settembre 1946. Morì il 21 novembre 1988. Capolupo Giambattista Religioso - Giambattista Capolupo nacque a Matera il 17 dicembre 1653 e morì a Roma il 3 maggio 1716. Fu persona molto colta e ricercato oratore. Dapprima fu assegnato alla chiesa parrocchiale di San Pietro Caveoso, ebbe in seguito incarichi in Arcivescovado. Per motivi non noti, forse per dissensi con le dignità capitolari, fu costretto a trasferirsi a Napoli dove fu accolto benevolmente dal Cardinale Antonio Pignatelli che ne apprezzò le doti e in particolare la grande cultura. Monsignor Pignatelli, eletto al soglio pontificato col nome di Innocenzo XII, lo chiamò a sè come segretario e suo familiare e...
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VETRINA
Dialetto, I mestieri antichi
Aggiornato al 21/10/2008 alle ore 00:08

Oggi, nel contesto moderno, le attività lavorative sono molte ma spesso di serie, in automatico, informatizzate; ieri invece la manualità faceva da padrone, e qualunque mestiere o attività era prevalentemente manuale. Si dava così sfogo alla propria inventiva e alla propria abilità pur di riuscire a guadagnare qualcosa per portare avanti la famiglia.
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