La Festa della Bruna, il giorno più lungo dei materani

strazzo_festa_della_bruna_matera_via_del_corso

madonna_con_bambino_salgono_sul_carro_trionfale_matera_3Dal 1389, il 2 luglio di ogni anno la città di Matera si trasforma, si anima di uno spirito che affonda le sue radici nella religiosità, ma che trova in aspetti pagani il fervore e l’adrenalina di una festa a dir poco unica e speciale. La festa della Bruna è la festa della Santa Patrona di Matera, Maria Santissima della Bruna. Da più di seicento anni i materani portano la Madonna della Bruna nel cuore, un legame viscerale che raggiunge il 2 luglio l’apice della devozione. Si può dire infatti che il 2 luglio rappresenta il Capodanno dei materani, l’importanza di tale festa rende i mesi di giugno e luglio sicuramente i più vivaci in termini di eventi, mentre la città indossa l’abito delle grandi occasioni. Il Comitato della Festa della Bruna organizza ogni anno un cartellone di eventi ricchissimo: numerosissimi concerti, spettacoli teatrali, manifestazioni di ogni genere animano l’intera città e la rendono in questo arco di tempo speciale, ancor di più rispetto al resto dell’anno.

La Festa della Bruna racchiude al suo interno devozione, storia, tradizione e molto altro. Diversi sono gli aspetti che la caratterizzano: si va da quello pagano con le giostre, le bancarelle, i fuochi d’artificio ed altro ancora, a quello religioso con le messe, le processioni e la devozione del popolo. Il giorno 2 luglio la città si sveglia all’alba con la Processione dei Pastori in Cattedrale. A mezzogiorno i Cavalieri della Bruna prelevano le statue della Madonna con il Bambino dalla Cattedrale e li scortano presso la chiesa dell’Annunziata, nel rione Piccianello. Nel tardo pomeriggio fino alla sera, la Madonna viene innalzata sul Carro Trionfale e percorre le vie del centro città. Il carro compie tre giri in piazza Duomo, per simboleggiare la presa di possesso della città da parte della Madonna, prima di separarsi dalla statua di quest’ultima ed essere distrutto in piazza Vittorio Veneto, secondo tradizione. L’appuntamento finale è lo spettacolo pirotecnico su Murgia Timone; i Sassi e la Murgia si illuminano di riflesso in uno spettacolo unico al mondo. Dal 2003 le funzioni che interessano la Cattedrale vengono svolte nella chiesa di San Francesco d’Assisi, in quanto la chiesa madre è interessata da lavori di restauro che si concluderanno i primi mesi del 2016.

Cenni storici

La festa in onore di Maria SS. della Bruna ha origini antichissime e risale, probabilmente, al X secolo. Ufficialmente la festa della Bruna si svolge dal 1389, dopo che Papa Urbano VI, già arcivescovo di Matera, aveva istituito il giorno 2 luglio la festa della Visitazione; da quella data in poi i festeggiamenti in onore della Madonna furono effettuati in coincidenza con il giorno della festa della Visitazione.

Le leggende

Il nome “Bruna”, riferito alla Madonna, secondo la popolazione trova riscontro nella tonalità dei colori scuri (bruni per l’appunto) con i quali la stessa è raffigurata in numerosi affreschi della chiesa madre. I recenti restauri tuttavia hanno smentito tale ipotesi, il colore scuro è dovuto al fumo delle candele accese in Cattedrale dai credenti. Secondo gli studiosi, tra cui il conte Gattini, il nome potrebbe invece derivare dal termine altomedioevale di origine longobarda “Brunja”, che rappresenta la corazza dei cavalieri, quindi il nome avrebbe il significato di Madonna della difesa. Secondo un’ultima ipotesi, la meno accreditata, il termine “Bruna” potrebbe derivare dalla città Giudea di Hebron, dove la Vergine visitò Santa Elisabetta, da cui anche il legame della festa con il giorno della Visitazione, stabilito da Papa Urbano VI il 2 luglio.

antica_chiesa_di_piccianello_festa_della_bruna_matera_2Per quanto riguarda l’origine della festa esistono tre leggende. La prima si riferisce al periodo storico in cui Matera era dominata dai Saraceni. I materani, per evitare che le proprie icone religiose venissero rubate con la forza dagli invasori e distrutte, prima le nascosero, successivamente assaltarono per primi il carro per non farlo cadere nelle mani dei saraceni.
Una seconda leggenda riguarda il tiranno Conte Giancarlo Tramontano, governatore di Matera tra il XV ed il XVI secolo. Il Conte, che non godeva sicuramente di una buona reputazione tra il popolo, promise alla cittadinanza l’occorrente per lo svolgimento della festa in onore della Santa Patrona. Il popolo, vista la mancanza di fiducia nei confronti del Conte Tramontano, decise di assaltare il Carro Trionfale per costringere il tiranno a rifarlo ogni anno.
Una terza leggende, la più comune e la più tramandata di generazione in generazione, vuole come protagonista un contadino che, tornando in città dopo una faticosa giornata di lavoro in campagna, in una serata d’estate alla guida di un carretto incontrò una signora che gli chiese di essere condotta in Cattedrale, poichè stanca ed affaticata dal viaggio. L’uomo accettò di condurla personalmente, per proteggerla da eventuali aggressioni di uomini senza scrupoli, fino alle porte della città, in rione Piccianello (dove successivamente è stata eretta la chiesa dell’Annunziata), onde evitare le indiscrezioni della gente. Giunti sul posto, prima di scendere dal carro la signora chiese nuovamente un’altra cortesia, quella di consegnare direttamente al Vescovo della città di Matera un biglietto. Il contadino fu nuovamente molto disponibile e così accettò l’incarico, si girò nuovamente verso la signora per salutarla, quest’ultima gli sussurrò le seguenti parole: “Così, su un carro addobbato, voglio entrare ogni anno nella mia città”. Detto ciò la signora si trasformò in statua. Scosso da tale avvenimento ed in preda all’ansia, il contadino corse in Cattedrale dove consegnò al Vescovo la lettera consegnatagli. Il messaggio recapitato al massimo esponente religioso cittadino si rivelò essere della Madonna della Bruna, giunta in città per proteggere l’umile popolo di Matera. La notizia si diffuse così rapidamente che il Vescovo, insieme ai suoi collaboratori, al carrettiere e ad una gran moltitudine di gente, si recò sul posto in processione per prelevare la statua e condurla in Cattedrale, che divenne così la sua sede definitiva. Secondo la leggenda, dal giorno dell’apparizione la statua della Madonna della Bruna ogni anno viene portata in processione su di un carro fatto in cartapesta, costruito appositamente per ricordare tale avvenimento. Nel corso del tragitto lungo le vie del centro il Carro Trionfale, mentre sopra è ancora collocata la statua della Madonna, compie tre giri sul piazzale della Cattedrale per simboleggiare la presa di possesso della città da parte della Santa Patrona. In realtà il numero di giri non è quasi mai esatto, questi aumentano ed assumono ciascuno un significato particolare.

I Cavalieri della Bruna

cavalieri_della_bruna_generale_matera_3L’Associazione dei Cavalieri della Bruna è composta da cittadini che ogni anno rinnovano la propria fede e devozione verso la loro Santa Patrona partecipando alla sfilata nel giorno del 2 Luglio.
I preparativi iniziano già molti mesi prima sia per i veterani sia per i nuovi associati. Ad ognuno viene assegnato dal gruppo dirigente il ruolo ed il numero, ciascun cavaliere prepara il proprio abbigliamento e gli addobbi per il proprio cavallo.
L’abbigliamento del cavaliere è costituito dalla divisa, rigorosamente di colore bianco, dall’armatura, dal mantello (generalmente colorato), dall’elmetto e dalla lancia, che ha in cima una piccola bandierina contrassegnata da una croce. Il cavallo è ornato da un telo sulla groppa e da fiori ricoprenti le briglie che circondano la testa. Gli ornamenti del cavallo tempo fa erano molto più vistosi e appariscenti rispetto al presente, tanto da ricoprire quasi interamente la testa ed il tronco dell’animale con un gran numero di fiori, generalmente garofani multicolori. In passato i cavalli ed i muli impiegati erano utilizzati dai proprietari nel lavoro in campagna.

L’atmosfera della festa, dalle bancarelle ai Madonnari

illuminazioni_festa_della_bruna_matera_8La festa, grazie anche al cartellone di eventi che il Comitato della Festa della Bruna prepara di anno in anno, porta con se un clima di ansia e felicità che aumenta giorno dopo giorno, fino al fatidico 2 luglio. L’installazione delle luminarie (in dialetto “La luminaziaun”) sicuramente è il primo tassello che suscita nei materani la consapevolezza che finalmente la festa è arrivata, dopo un anno di attesa. L’accensione della illuminazione è eseguita, come tradizione vuole, il giorno 29 giugno in occasione della festa dei Santi Pietro e Paolo, in passato il giorno in cui il Carro Trionfale veniva benedetto e reso pubblico. In piazza Vittorio Veneto, direzione via San Biagio, viene allestito il palco in cui troverà posto l’orchestra che cambia di giorno in giorno, proveniente dai comuni limitrofi. Per le vie del centro sono numerosi i gruppi bandistici che si alternano, contribuendo ad accrescere il clima di festa che si respira passeggiando. Per le vie del centro è facile imbattersi nei “Madonnari”, artisti di strada che disegnano sull’asfalto con i loro gessetti colorati l’immagine di Maria SS. della Bruna, chiedendo un’offerta ai passanti. Nell’immediato centro città trovano posto le giostre, che invadono piazza Matteotti, e le bancarelle che trovano collocazione in via Rosselli ed in via XX Settembre.

« 1 di 2 »

La preparazione del Carro Trionfale

In maniera un po’ ironica si può affermare che i preparativi per la festa della Bruna iniziano il giorno 3 luglio dell’anno precedente. La realtà non è proprio questa, tuttavia il maestro cartapestaio, scelto di anno in anno dal Comitato della Festa della Bruna tramite un concorso, inizia la costruzione del Carro Trionfale nella Fabbrica del Carro, nel rione Piccianello, già dal mese di marzo secondo un tema scelto dalla curia materana. Il maestro cartapestaio crea i modelli di cartapesta, cioè i pupi (” ‘U paupr”), da realizzare mediante delle forme in gesso ottenute precedentemente da sculture eseguite con l’argilla (“Iriàt”). Una volta assemblate le figure di cartapesta, sostenute da assi in legno, esse vengono rifinite con carta e colla per migliorarne la forma, applicando anche del gesso di Bologna (” ‘U giuss d’ Bolaugn”), esente da impurità, per ottenere una forma di tipo liscio marmoreo. carro_trionfale_festa_della_bruna_matera_4Le figure poi vengono scartavetrate e levigate, quindi successivamente rifinite, in modo da dare loro la proporzione e la forma anatomica più realistica. In seguito i pupi e le decorazioni vengono colorati e sono quindi pronti per essere applicati sul Carro Trionfale, nella posizione stabilita in fase di bozzetto. Il maestro cartapestaio è coadiuvato da alcuni collaboratori, anch’essi abili artigiani, e dal falegname che costruisce lo scheletro in legno su cui verranno poste le statue e le decorazioni in cartapesta. Il falegname prepara la struttura in legno usando le bacchette di tavole e compensato (“Bacchett d’ tovl”), che vengono inchiodate (“Cijndrèt”) e che danno la forma alla struttura del progetto da realizzare. Mentre il falegname si adopera per la preparazione dello scheletro in legno, il team che lavora il Carro Trionfale opera sulle decorazioni che rivestono i lati della struttura. Con fogli di carta e colla vengono creati i panneggi (” ‘U pannaggij”), i festoni (” ‘U fjstjn”) e le cornici (” ‘U chrnjscij”), su cui poi vengono eseguite delle splendide pitture. I dipinti e le statue in cartapesta, posti su tutta la superficie del Carro Trionfale, raffigurano delle scene tratte dalla Bibbia che si riferiscono al tema scelto dalla curia. La scena principale è ovviamente rappresentata al centro della struttura. Il completamento del Carro Trionfale avviene solitamente a metà giugno, mentre il manufatto in cartapesta può essere ammirato dal popolo, come tradizione vuole, a partire dal 29 giugno, festa di San Pietro e Paolo, in occasione della quale l’imponente opera viene benedetta dal vescovo.

Famoso è il detto materano che in dialetto dice “A mogghij a mogghij l’onn cj vàn”, che letteralmente vuol dire “Di meglio in meglio nell’anno che verrà”, riferendosi alla bellezza del carro, ogni anno più bello. Giorni e notti al lavoro per ultimare l’elemento cardine della festa, il Carro Trionfale appunto, realizzato interamente in cartapesta. Ammirato da tutto il popolo, usato per portare in trionfo la statua della Madonna della Bruna, infine assaltato dai materani che cercano di accaparrarsi un pezzo, come vuole la tradizione. E’ bene precisare che sono presenti due statue della Madonna della Bruna, una detta “Coraggiosa” (in dialetto “Coraggiaus”) perchè impiegata durante la processione sul Carro Trionfale, la seconda detta la “Paurosa” (“Pauraus”), che rimane esposta in Cattedrale per l’adorazione dei fedeli e viene portata in processione durante il giorno dell’Ottava.
Nelle settimane che precedono il 2 luglio materano la città indossa l’abito delle grandi occasioni. La ditta incaricata di abbellire le vie del centro, percorse dal Carro Trionfale, inizia i lavori di installazione delle luminarie. Da rione Piccianello fino in piazza San Francesco ed in piazza Duomo, è un continuo fiume di luminarie di cui godere la sera, al calar del sole o in una piacevole passegiata immersi in un fiume di gente e bancarelle.
Gli animali sono tra i protagonisti della festa della Bruna, i cavalli sono infatti chiamati ad accompagnare i Cavalieri della Bruna, mentre i muli trainano il Carro Trionfale per le vie del centro città. Quindi può capitare facilmente di incontrare, nelle settimane che antecedono la festa, cavalieri a cavallo o muli guidati dal team del maneggio mentre percorrono le vie della città.

« 1 di 2 »

La Novena, l’inizio ufficiale della festa

novena_festa_della_bruna_materaLa Novena rappresenta l’inizio dei festeggiamenti religiosi in onore di Maria SS. della Bruna. La Madonna della Bruna, nelle ore che precedono l’inizio della Novena, viene vestita e pettinata con cura dalle fedeli ed attende l’arrivo della processione nella chiesa di San Giuseppe, accanto al convento delle Monacelle in via Riscatto, di fianco alla Cattedrale. La Madonna viene portata in processione dai fedeli per le vie del centro città, per poi tornare in Cattedrale dove viene celebrata la Santa Messa della Novena. Negli ultimi anni, con la Cattedrale inagibile a causa dei lavori di restauro, la Santa Messa viene svolta in piazza San Francesco, fuori dalla chiesa di San Francesco d’Assisi, divenendo uno dei momenti più suggestivi dell’intera Festa della Bruna. Durante tutto il periodo della Novena viene celebrata la Santa Messa, mentre la statua della Madonna della Bruna viene posta su di uno splendido altare, allestito con cura dai parrocchiani per l’occasione, ammirato dai fedeli.

La tradizione vuole che il Carro Trionfale venga benedetto il giorno 29 giugno, in occasione della festa di San Pietro e Paolo. Tuttavia il Comitato della Bruna, per permettere a più persone di visitare il manufatto in cartapesta, negli ultimi anni ha deciso di anticipare la data della benedizione al giorno della Novena. Dopo la benedizione, un fiume umano prende visione dell’opera d’arte fino al giorno 1 luglio. Lo spettacolo pirotecnico allestito presso la Fabbrica del Carro conclude l’atto della benedizione del Carro Trionfale.

Inizia il giorno più lungo per i materani, la Processione dei Pastori

processione_dei_pastori_festa_della_bruna_matera_24La mattina del 2 luglio la città di Matera si sveglia presto, alle prime luci dell’alba. In Cattedrale viene celebrata alle 5 la cosidetta Santa Messa dei Pastori, in un orario che un tempo poteva permettere appunto ai pastori di partecipare alla funzione religiosa prima di recarsi nelle campagne per lavorare. La folla è raccolta in silenzio per pregare la Madonna della Bruna, in un mix di attesa spasmotica e profonda devozione. Il Santo quadro della Madonna della Bruna domina la folla ed al termine della Santa Messa inizia il suo percorso in processione verso le vie della città, sono circa le 7 del mattino. I devoti sorreggono il quadro, mentre più avanti i giovani svegliano la città. Come da tradizione, lungo le strade vengono poste batterie di fuochi ai lati delle quali la folla corre gioiosa. Al termine di ogni batteria i materani esultano, quasi a voler sprigionare la felicità per il raggiungimento del Capodanno materano.

processione_dei_pastori_festa_della_bruna_matera_28Partendo dalla Cattedrale (dal 2003 dalla chiesa di San Francesco d’Assisi) il quadro della Madonna porta la sua benedizione in diversi quartieri della città nuova e dei Sassi, come si svolgeva in passato, a seconda del percorso stabilito dal Comitato della Bruna. I pastori vanno via via diminuendo, così nella processione ne capita di vedere massimo una decina. Il lungo tragitto, a cui partecipano decine di migliaia di persone, termina nella chiesa di San Francesco da Paola, in via XX Settembre. Qui un lungo applauso accompagna l’ingresso del quadro in chiesa per la celebrazione della Santa Messa, verso le 9 del mattino.

« 1 di 3 »

La Madonna si reca a Piccianello, la Cavalcata dei Cavalieri della Bruna

Già dal giorno 1 luglio i Cavalieri della Bruna si radunano nei pressi della Cattedrale per aspettare la fine della SS. Messa, a cui segue un breve spettacolo pirotecnico. La cavalcata, in dialetto chiamata “Calvchèt”, consiste in un lungo corteo composto dai Cavalieri della Bruna, dalle autorità ecclesiastiche e politiche cittadine, oltre che dalla banda, che accompagna la statua della Madonna della Bruna e del Bambino dalla Cattedrale fino alla chiesa dell’Annunziata, sita nel rione Piccianello. Da questo quartiere, nel pomeriggio, partirà il Carrio Trionfale con sopra la Madonna della Bruna, verso le vie del centro città. cavalcata_festa_della_bruna_matera_9Uno dei protagonisti della cavalcata è sicuramente il generale (” ‘U generel”) dei Cavalieri della Bruna. Negli ultimi anni ha assunto un significato sempre più importante la “Vestizione” del generale, che in precedenza avveniva presso la casa del generale; l’abitazione, nell’occasione, veniva aperta a tutti coloro che volessero assistere. Dato il sempre maggiore numero di materani interessati a questo aspetto della festa, la vestizione del generale viene eseguita nel palazzo Lanfranchi alle ore 10 circa, a questo appuntamento vi partecipa tutta la famiglia.
Prima della cavalcata il generale passa in rassegna la cavalleria, che nel frattempo si è radunata nelle zone periferiche della città prima di giungere in piazza Vittorio Veneto, e ne prende il comando. Oltre al generale, le altre figure di spicco tra i Cavalieri della Bruna sono il vice-generale ed il trombettiere, in dialetto ” ‘U trmbttjr”, il quale nell’arco di tutta la giornata si esibisce con la tromba in motivetti molto cari ai materani: l’adunata, la carica, il galoppo ed altri ancora.

cavalcata_festa_della_bruna_matera_3La cavalcata inizia verso le 11,30 del mattino ed è un’esplosione di colori, quelli degli abiti dei cavalieri e dei cavalli che scortano la Madonna della Bruna tra ali di folla festante. Bellissime anche le carrozze d’epoca con sopra le autorità ecclesiastiche, di cui il vescovo con in mano la statua del Bambino. Il corteo arriva nel rione Piccianello, accolto come al solito dal lancio di volantini dai balconi e dalle campane in festa. Una volta entrati nella chiesa dell’Annunziata intorno alle 13,30, la statua della Madonna e del Bambino prendono posto vicino l’altare mentre il vescovo benedice il popolo materano, legato alla propria Santa Patrona da un vincolo indissolubile.

« 1 di 2 »

La breve vita del Carro Trionfale, il viaggio verso la sua distruzione, lo “strazzo”

madonna_con_bambino_salgono_sul_carro_trionfale_matera_2Nel primo pomeriggio i fedeli si riuniscono nello spiazzale della Fabbrica del Carro, presso il rione Piccianello, per trainare a mano il manufatto e parcheggiarlo dentro il recinto della Fabbrica del Carro (sempre in rione Piccianello). Per qualche ora il Carro Trionfale può essere ammirato da quei pochi fortunati che riescono ad accedere nel recinto, in questo frangente vengono scattate le foto di rito con i maestri cartapestai, artefici, con la loro bravura e con il loro ingegno, dell’opera che ha saputo catturare gli occhi del popolo. Verso le 18 circa i devoti, con il vescovo e tutte le autorità ecclesiastiche, trasportano in spalla la statua della Madonna della Bruna, la “Coraggiosa”, con il Bambino dalla chiesa dell’Annunziata alla Fabbrica del Carro, dove avviene il posizionamento sul Carro Trionfale. La partenza del carro verso il percorso previsto avviene intorno alle ore 20.

Tradizione vuole che la distruzione del manufatto in cartapesta debba avere luogo  in piazza Vittorio Veneto, tuttavia ciò non sempre avviene. Nel corso degli anni molto spesso la distruzione del carro è avvenuta lungo il tragitto dalla Cattedrale a piazza Vittorio Veneto. Per questo motivo negli ultimi anni la protezione del manufatto è affidata ai corpi delle forze dell’ordine, insieme ai Cavalieri della Bruna, i quali provvedono a scortare il simbolo della festa dalla Fabbrica del Carro fino alla sua distruzione in piazza Vittorio Veneto, garantendo il pieno rispetto della tradizione. In passato la protezione del Carro Trionfale era affidata a gruppi di giovani materani, i “Vastasi” (in dialetto ” ‘U vastosr”), sempre insieme ai Cavalieri della Bruna. Per accaparrarsi un posto in piazza Vittorio Veneto al fine di assistere allo strappo del carro, in dialetto “Strazzo” (” ‘U strozz”), la gente si posiziona in piazza già dal primo pomeriggio.

Il Carro Trionfale da Piccianello, seguendo via Marconi, via Annunziatella, via XX Settembre, via del Corso e piazza del Sedile, si reca in piazza Duomo. In questo luogo la Madonna prende possesso della città, compiendo sul suo carro i famosi “Tre giri” della piazza (che solitamente aumentano in segno di buon auspicio); a seguito dei lavori di restauro che interessano la chiesa madre della città, i tre giri vengono compiuti nella piazzetta antistante piazza San Francesco. Successivamente la Madonna viene estratta dal manufatto in cartapesta e riportata in Cattedrale, mentre viene tagliato il pezzo del carro che sovrasta il posto di guida e donato al cosidetto “Auriga”, cioè il cocchiere che conduce il carro da rione Piccianello fino in piazza Vittorio Veneto, dove avverrà l’assalto finale.

L’attesa è estenuante, la folla attende per ore l’arrivo del manufatto in cartapesta prima di assaltarlo. L’adrenalina sale ed il cuore batte all’impazzata quando i rumori delle ruote e dei campanelli dei muli diventa sempre più forte. Fino all’arrivo del carro in piazza Vittorio Veneto intorno alle 22,30, dove viene assaltato dal popolo materano, come tradizione vuole da più di seicento anni.

lo_strazzo_festa_della_bruna_matera_2Giovani e meno giovani fanno a gara per portare a casa una statua di cartapesta. L’assalto al Carro Trionfale dura pochi minuti, i più abili riescono ad estrarre indenni le statue o le altre decorazioni. Le statue meno fortunate vengono strappate e contese dalla folla; ciascuno vuole il proprio pezzo del carro, un simbolo beneaugurante per l’intera famiglia. Lo strappo, come detto, dura pochissimi istanti, tanto che i materani spesso usano dire “Siamo rimasti come il 2 di luglio” (in dialetto “Sim rjmes coum o dij d ligghij”) per indicare una situazione che ha subito un cambio di stato repentino, tanto da lasciare smarriti e sorpresi.

I materani in meno di un batter d’occhio vedono sparire lo splendido manufatto in cartapesta realizzato con tanta passione dal maestro cartapestaio ed i suoi aiutanti. Non c’è tempo per i rimpianti, l’appuntamento è nel cuore dei Sassi, bisogna prendere posto per godere dello splendido spettacolo di luci e suoni proveniente da Murgia Timone, l’inizio è intorno alla mezzanotte.

« 1 di 2 »

Lo spettacolo pirotecnico su Murgia Timone, la conclusione del 2 luglio

spettacolo_pirotecnico_murgia_timone_festa_della_bruna_matera_2Luci e suoni illuminano a giorno lo splendido paesaggio di Murgia Timone. La Gravina amplifica il rumore generato dall’esplosione dei botti, i materani guardano a bocca aperta lo spettacolo che si presenta davanti. I Sassi sono gremiti come un anfiteatro, la ditta pirotecnica da vita ad uno spettacolo suggestivo che simboleggia la fine del Capodanno materano. Colori e fragori in un paesaggio fantastico e fiabesco che si illumina tra lo stupore della gente. La fine di una festa che va vissuta tutta d’un fiato, a partire dalle prime luci dell’alba, una tradizione che da oltre 600 anni unisce aspetti religiosi e pagani, come unico denominatore la completa devozione che il popolo materano riserva verso la sua Santa Patrona, la Madonna della Bruna.

L’Ottava, la fine della festa

ottava_festa_della_bruna_matera_3Il giorno che segue la festa è più faticoso del normale, la città fatica a riprendersi dopo la confusione festosa dei giorni precedenti. Sono ancora vive negli occhi dei materani le scene dell’assalto al Carro Trionfale, un’opera d’arte destinata ad avere vita breve, seppur gloriosa.
L’Ottava è l’ultimo atto della festa della Bruna. La Santa Messa precede la processione della Madonna della Bruna, detta la “Paurosa”, per le vie del centro, con il vescovo e tutte le autorità ecclesiastiche accompagnate dai Cavalieri della Bruna a piedi. La Madonna viene riportata in Cattedrale e subito dopo, alle 22 circa, si da il via all’ultimo spettacolo pirotecnico che chiude l’Ottava della festa della Bruna.

I luoghi della festa

La Festa della Bruna si svolge in un’area ristretta di Matera, che va da rione Piccianello a piazza Duomo. La Fabbrica del Carro è situata in recinto Marconi, distante da piazza Vittorio Veneto solamente 1,2 km e raggiungibile tranquillamente a piedi passando per via XX Settembre, via Annunziatella e via Marconi. Le altre tappe della festa sono racchiuse per lo più nella parte centrale della città, fatta eccezione dei fuochi pirotecnici di mezzanotte che hanno luogo su Murgia Timone. Per quest’ultimo appuntamento la scelta della location non è assolutamente casuale, i visitatori possono infatti assistere allo spettacolo pirotecnico recandosi semplicemente nei rioni Sassi (consigliamo vico Solitario, nel Sasso Caveoso), dai quali si potrà godere di una visuale dei fuochi pressochè frontale.

Contenuti multimediali aggiornati sul sito ufficiale della Festa della Bruna, FestaDellaBruna.it, gestito da Michele Cancelliere
Le informazioni sono tratte dal libro “La Festa della Bruna” di Michele Morelli e “La Voce della Festa” a cura dell’Associazione Maria SS della Bruna 2005, mentre alcune immagini sono state gentilmente concesse da Michele Morelli e dal sito ufficiale della Festa della Bruna.

Ti potrebbe interessare anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *